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Gomma, circolare per definizione

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recupero degli pneumatici
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Uno degli ambiti più consolidati dell’economia circolare è quello del riutilizzo dei materiali provenienti dai vari canali del riciclo. Il nostro Paese vanta eccellenze europee nel recupero degli pneumatici, un settore che, oltre a garantire vantaggi importanti per l’ambiente, ha consentito di attivare nuove filiere industriali

Ogni anno, in Italia, vengono recuperate circa 350.000 tonnellate di pneumatici fuori uso, più o meno 38 milioni di copertoni che, messi uno accanto all’altro, formerebbero una linea lunga quasi 20.000 chilometri, Milano-San Francisco andata e ritorno.

Quantità enormi, risultato di un sistema che da anni lavora per riutilizzare materiali preziosi, riducendo nel contempo i consumi di materie prime – basti pensare che per fabbricare uno pneumatico per automobile servono poco meno di 30 litri di petrolio – e le emissioni climalteranti.

E che vede nel Consorzio Ecopneus uno dei protagonisti di quella rivoluzione circolare che sta trasformando il settore, ridefinendo processi, lavorazioni e possibili utilizzi dei materiali riciclati.

Dalla collaborazione tra Ecopneus e Matrec, società di consulenza specializzata sulla circular economy, è stato sviluppato un ampio catalogo di prodotti che, a partire dalla gomma riciclata, possono essere utilizzati per arricchire l’arredo urbano delle nostre città.

In particolare, le proprietà elastiche della gomma possono essere sfruttate per realizzare pannelli antitrauma da utilizzare nei parchi giochi e negli impianti sportivi. Le possibili applicazioni non si fermano però qui, visto che dal riciclo degli pneumatici si ottiene un polverino che, mescolato con il bitume, viene usato per realizzare asfalti più silenziosi e durevoli e che riescono a drenare meglio l’acqua.

Ancora, la capacità della gomma riciclata di assorbire le vibrazioni la rende ideale per realizzare basamenti antivibranti per l’edilizia e l’industria.

Di recente, Ecopneus ha poi stipulato un accordo con Eni per riutilizzare gli pneumatici e ottenere prodotti chimici ed energetici, come l’olio da pirolisi generato dal trattamento dei Pfu, circolari e sostenibili.

Le due aziende hanno lavorato insieme alla posa di un asfalto modificato a Massafra, in provincia di Taranto: Eni, in particolare, ha messo a disposizione il bitume prodotto nella raffineria di Taranto, mentre Ecopneus ha fornito il know how per portare a termine l’operazione.

Oldrati, un’azienda di Villongo, in provincia di Bergamo, specializzata nella produzione di manufatti in plastica e silicone, ha sviluppato un metodo che consente di allargare il ventaglio dei materiali riciclabili e produrre materiali con impatti ambientali minori.

Fino a oggi, infatti, la gomma vulcanizzata non era considerata riutilizzabile e veniva quindi conferita in discarica o utilizzata nei termovalorizzatori. Il metodo messo a punto da Oldrati parte dalla selezione del materiale e da una fase di trattamento preliminare e dimensionamento.

Il passo successivo è il cosiddetto ecomastering, in cui la gomma viene rigenerata e pre-vulcanizzata, a cui fa seguito la produzione della gomma Ogreen, che utilizza la gomma rigenerata e che può essere combinata con altre componenti a seconda delle specifiche esigenze produttive.

Secondo Oldrati, la gomma Ogreen consente di ridurre del 40% le emissioni di CO2 e di ridurre i consumi di materie prime e la produzione di rifiuti. Oldrati stima di poter rigenerare 1.200 tonnellate di gomma all’anno, dando così un contributo importante all’adozione del modello circolare.

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