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Roghi in Sardegna: allerta meteo anche per oggi

pubblicato il: - ultima modifica: 27 Luglio 2021

Sono tuttora in corso gli interventi di soccorso nell’area che coinvolge le località di Santu Lussurgiu, Cuglieri, Tresnuraghes, Frossio, Sennariolo, Usellus, Porto Albe, Scano di Montiferro e Cabras; preoccupano l’arrivo del maestrale e le condizioni meteo

Il Centro Funzionale Decentrato di Protezione Civile – Settore Meteo, ha diramanto un altro allarme per le condizioni meteo fino alle 18 di oggi 26 luglio 2021, che vanno ad aggravare le operazioni di soccorso per l’immenso rogo nei territori della provincia di Oristano.

La Protezione civile avverte che, seppure le temperature tenderanno a una generale diminuzione, le massime si manterrano ancora con valori molto elevati su campidano, oristanese, valli del tirso e del coghinas.

Riporta l’Agenzia Ansa che “ieri le attività sono state supportate da otto velivoli Canadair, da un elicottero del Reparto volo di Sassari e dagli elicotteri del servizio Aib regionale.

Il dispositivo di soccorso messo in campo dal Corpo nazionale conta dieci squadre a terra, supportate da 5 velivoli canadair, che dalle ore 6:15 di stamattina sono operativi sui fronti del fuoco a Scano di Montiferro e a Tresnuraghes.

Per una maggiore rapidità di risoluzione dell’emergenza, il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato un modulo internazionale di cooperazione: due velivoli canadair provenienti dalla Francia sono in volo verso la Sardegna, mentre altri due canadair provenienti dalla Grecia sono atterrati ad Alghero alle ore 4:30 di stamattina e sono già pronti ad operare sul territorio sardo.

Al momento stanno già operando 57 unità operative a terra, di cui 28 provenienti dai Comandi di Nuoro, Sassari e Cagliari e 29 del locale Comando di Oristano.

A Tresnuraghes tre squadre hanno operato per tutta la notte nel contrasto al fronte del fuoco, e la loro attività ha permesso di salvaguardare due attività ricettive. A Scano di Montiferro il lavoro notturno delle squadre ha permesso di mettere sotto controllo il fronte del fuoco, che nella giornata di ieri aveva causato l’evacuazione di oltre 400 persone“.

Gravissima la situazione: oltre 1.500 sfollati, di cui circa 400 persone evacuate a Scano Montiferro, 20mila ettari distrutti dalle fiamme, 10 comuni colpiti. La Regione ha chiesto lo stato di calamità.

Migliaia di ettari di inestimabile patrimonio boschivo e macchia mediterranea andati in fumo, centri abitati accerchiati dalle fiamme e campagne distrutte con capannoni e strutture agricole bruciate e perdite ingenti tra coltivazioni e bestiame – ha dichiarato il presidente di Cia Sardegna, Francesco ErbìDavanti a questa emergenza assoluta, siamo al fianco delle centinaia di agricoltori e allevatori che stanno lottando per cercare di salvare le aziende dal fuoco recuperando animali e mezzi di lavoro.

Siamo pronti a garantire loro la necessaria assistenza, sia per la dolorosa conta dei danni subiti, sia per sostenerli nella ricostruzione e ripartenza. Restiamo vicini ai Comuni e alle popolazioni coinvolte e ribadiamo la completa mobilitazione del mondo agricolo per far fronte a qualsiasi necessità e per collaborare con la Protezione Civile, il Corpo Forestale e tutte le forze dell’ordine impegnate in questa terribile lotta contro gli incendi“.

La situazione di straordinaria emergenza che sta vivendo la Sardegna richiede soluzioni di emergenza e, soprattutto, risorse straordinarie – ha sottolineato il presidente di Cia nazionale, Dino ScanavinoChiediamo al governo di attivarsi subito per far fronte a questo disastro economico e ambientale con l’impiego tempestivo di fondi dedicati al ripristino immediato delle attività aziendali e al ristoro dei danni subiti da intere comunità, affinché il territorio possa ripartire con tutte le attività economiche.

In particolare, una prima risposta per venire in soccorso del settore primario potrebbe essere l’erogazione in via straordinaria, immediata e automatizzata, dell’80% degli anticipi Pac ad agricoltori e allevatori, senza oneri o costi aggiuntivi“.

Mancano risorse nel Pnrr per proteggere le foreste

Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, commenta così la drammatica situazione sarda: “ho letto negli ultimi due giorni molti commenti sull’incendio gravissimo che ha devastato migliaia di ettari in Sardegna.

E alcuni fanno riferimento alla necessità di risorse per i rimboschimenti da prendere nel Pnrr. Le chiede anche il Presidente della Regione. Eppure, sul Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, per le foreste non vi è un euro.

Vi sono solo 140 milioni di euro per le green community che abbiamo ottenuto con fortissimo impegno e mobilitazione di Uncem. Ma per le foreste non vi è un euro.

Nonostante tutta la determinazione nella richiesta di Uncem, Crea, Conaf, Pefc, Fsc, Fiper, Legambiente, Symbola, Aiel e anche della Direzione foreste del Mipaaf. Tutto è saltato in qualche passaggio tra marzo e aprile.

Nelle prime versioni del Piano, delle risorse per le politiche forestali erano previste. Ora, per un terzo della superficie del Paese, 11 milioni di ettari di Italia, per quelle foreste che soffronto per incendi, devastazioni dei cambiamenti climatici, come Vaia e altri fenomeni atmosferici gravi, non vi è un euro.

E questo Paese negli ultimi due anni, al netto delle risorse economiche dei Programmi di Sviluppo rurale, sempre troppo poche e schiacciate dall’agricoltura, ha messo solo 7 milioni di euro in due anni per le politiche forestali. Una situazione assurda e non degna di un Paese fatto di boschi come è l’Italia.

Fragili e da sostenere con opportune politiche pubbliche volte alla gestione, alla conservazione, alla protezione, alla gestione, alla certificazione. Non tutti devono essere rimboschimenti, dopo gli incendi, sia chiaro, tantopiù in Sardegna. Dove vi era bosco di invasione, si ritorni al prato-pascolo. Si faccia una seria pianificazione territoriale, a prova di futuro.

Ma si cambi rotta. Quelli della Sardegna, come molti altri roghi di queste ore, insegnano che l’Italia deve cambiare passo. Perché per le foreste abbiamo la miglior legge d’Europa, del 2018. Ma deve essere finanziata attuando appunto il Testo unico forestale e la relativa Strategia forestale nazionale che deve essere al più presto approvata.

Non si perda tempo. Uncem chiede da tempo 100 milioni di euro l’anno, nelle leggi di bilancio, per le foreste. Facciamo nella finanziaria 2022 un pezzo di quello che non è stato fatto nel PNRR. Non abbiamo altro tempo da perdere”.

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