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Anticss, un progetto per vigilare sull’etichetta energetica

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progetto Anticss
Immagine fornita da Enea.it

Il progetto Anticss – anti-circumvention of standards for better market surveillance – dell’Unione Europea attraverso il lavoro di 19 partner da 8 Paesi europei, ha l’obiettivo di valutare se lo strumento dell’etichetta energetica sia fonte di azioni da parte di alcune aziende per avvantaggiarsi commercialmente in modo illecito

Gli obiettivi del progetto Anticss sono la definizione dell’elusione dell’etichetta energetica e la valutazione se questa pratica sia stata utilizzata per ottenere un migliore posizionamento del prodotto.

L’iniziativa vuole raccogliere i casi di elusione e le possibili situazioni intermedie e ambigue – attraverso test di laboratorio di prodotti selezionati – che potrebbero essere sfruttate da parte delle aziende per raggiungere un vantaggio sui concorrenti.

Attraverso il progetto Anticss i partner dell’iniziativa – tra cui per l’Italia ci sono Enea, Imq e la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – vogliono supportare un’efficace applicazione della legislazione comunitaria sull’etichetta energetica e, di conseguenza, trasmettere una maggiore fiducia e l’accettazione di questop strumento da parte del pubblico (maggiori informazioni sull’iniziativa sono disponibili online).

Un passo che affianca le altre iniziative per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica al 2050 del Green Deal: etichettatura energetica ed ecodesign servono per indirizzare i produttori alla realizzazione di prodotti più rispettosi dell’ambiente e più efficienti energeticamente.

I risultati del progetto Anticss

Nei giorni scorsi, a questo proposito, sono stati presentati nel webinar L’elusione ai tempi dell’etichettatura energetica e dell’ecodesign, organizzato da Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Enea e Imq, i principali risultati raccolti finora dal progetto ma anche delineate le azioni e gli obiettivi dell’iniziativa.

In particolare, il progetto Antoicss si prefigge di:

  • fornire una definizione chiara e univoca di circonvenzione, il comportamento ingannevole tenuto dagli attori economici per ottenere un migliore posizionamento sul mercato di uno specifico prodotto
  • raggogliere casi, ricerche bibliografiche e interviste a esperti, nonché analisi delle ambiguità normative sull’eco-progettazione e l’etichettatura energetica e negli standard di misura che possono essere sfruttate a danno dei consumatori e per creare un indebito vantaggio competitivo
  • verificare se i cosiddetti prodotti smart possono essere sia oggetto che strumento di circonvenzione
  • effettuare prove di laboratorio
  • definire procedure di prova alternative o sistemi di controllo che permettano di evitare qualsiasi falsificazione delle misurazioni effettuate

Questo per arrivare a definire esattamente cosa sia l’elusione e a valutare se sia stata utilizzata per ottenere un migliore posizionamento del prodotto sul mercato a scapito di correttezza e trasparenza.

I casi sospetti saranno confermati attraverso i test di laboratorio di prodotti selezionati. A tal fine il progetto è finalizzato a supportare piattaforme di comunicazione e collaborazione tra le principali parti interessate e una sensibilizzazione generale sulla possibile elusione.

In che modo si alterano i test di laboratorio

Secondo la definizione, l’elusione è l’atto con cui si progetta un prodotto o si prescrivono istruzioni di prova che comportano un’alterazione del comportamento o delle proprietà del prodotto stesso, nello specifico durante lo svolgimento dei test di laboratorio, per ottenere risultati più favorevoli per uno qualsiasi dei parametri specificati negli atti delegati, atti esecutivi o in uno dei documenti previsti per quel prodotto.

L’elusione rileva unicamente durante i test di prova e può essere causata, per esempio: dalla rilevazione automatica dei test di laboratorio e dalla conseguente alterazione delle prestazioni e/o del consumo d’energia del prodotto; dalle alterazioni manuali o preimpostazioni del prodotto che alterano le sue prestazioni e/o il consumo d’energia; da particolari alterazioni delle prestazioni che sono preimpostate e limitate a un periodo di tempo conseguente l’immissione del prodotto nel mercato.

I principali problemi causati dall’elusione dell’etichetta elettronica

Le conseguenze sono distorsioni di mercato, perdite in termini di mancato risparmio di risorse e di energia, perdita di fiducia nell’efficacia della legislazione europea.

In sintesi Anticss sta supportando un’efficace applicazione della legislazione dell’Ue e quindi una maggiore accettazione e fiducia degli attori del mercato e della società civile nell’ecodesign e nella legislazione sull’etichettatura energetica.

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