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Carta e circolarità, un connubio sempre più stretto

pubblicato il: - ultima modifica: 28 Luglio 2021
industria carta e circolarità
Immagine fornita da Assocarta

La carta e l’industria che la produce, hanno una vocazione naturale alla circolarità che, negli ultimi anni, grazie ai progressi nelle tecnologie di lavorazione e raccolta, ha avuto modo di consolidarsi sempre di più. Oggi, il settore della carta è uno di quelli a più elevato livello di circolarità, con vantaggi enormi per l’ambiente, soprattutto in termini di riduzione di consumi di materie prime

Quello degli italiani con il riciclo della carta è un rapporto duraturo e consolidato: le prime esperienze di raccolta risalgono infatti alla metà degli anni Ottanta, quando i cittadini di diversi comuni del nostro paese iniziano a differenziare carta e cartone che, dopo una serie di passaggi, ritornavano poi sul mercato come nuovi prodotti.

Negli anni, il sistema si è evoluto in quella che è una delle applicazioni più virtuose ed efficienti dell’economia circolare: oggi, infatti, vengono riciclati otto imballaggi su dieci, con vantaggi importanti per l’ambiente e riduzioni altrettanto significative dei consumi di materie prime.

Proprio all’economia circolare guarda Lucart, azienda leader sul mercato europeo nei prodotti tissue, cioè quegli articoli in carta destinati al consumo quotidiano come carta igienica, carta per cucina, tovaglioli e fazzoletti.

Il progetto Natural, avviato nel 2010, ha esplorato le possibili alternative all’impiego della cellulosa vergine, con l’obiettivo di recuperare, in un’ottica di circolarità, i materiali contenuti nei cartoni in Tetra Pak.

L’impegno circolare dell’azienda, che partecipa al Global Compact Network Italia delle Nazioni Unite ed è membro della Ellen MacArthur Foundation, tra il 2013 e il 2020 ha permesso di recuperare 6,5 miliardi di contenitori, di evitare il taglio di quasi tre milioni di alberi e l’emissione di 170.000 tonnellate di anidride carbonica.

Ma l’impegno di Lucart non si ferma qui. Nel suo 16° rapporto di sostenibilità, presentato pochi giorni fa, l’azienda rendiconta i risultati della sua ambizione di porsi alla guida della transizione ecologica in corso.

Rispetto al 2014, il gruppo ha fatto registrare una riduzione delle emissioni di CO2 del 12% e di quelle di NOx del 44%. Sono calati del 7,4% i rifiuti per tonnellata di carta prodotta e sono stati ridotti anche i consumi di acqua, -18%, e di energia, -11,8%.

Questi consumi saranno ulteriormente abbattuti con l’entrata in funzione dell’impianto di trigenerazione nello stabilimento di Porcari, in provincia di Lucca, che può funzionare anche con biometano e idrogeno.

L’azienda si è inoltre data obiettivi ambiziosi al 2025, quando punta ad arrivare al 100% degli imballaggi riciclabili e compostabili e al 2030, con il 100% degli imballaggi riciclati e compostabili.

Lucart ha poi ribadito la propria collaborazione con l’organizzazione Save the Children. La pandemia da Covid ha infatti inasprito le disuguaglianze e le situazioni di povertà e attraverso il marchio Tenderly, l’azienda di Lucca sostiene gli Spazi mamme, il progetto della Onlus che supporta la crescita e l’inclusione dei bambini più bisognosi.

Economia circolare nel settore cartario ma anche sostenibilità

Sofidel, produttrice della carta Regina, ha chiamato #LaNostraCartaMigliore il suo nuovo programma di azioni per la sostenibilità. La scelta di usare un hashtag segnala la volontà dell’azienda di rivolgersi principalmente ai giovani, a cui ha dato voce con una serie di podcast.

Intitolata Il mio futuro è green, ha per protagonisti ragazze e ragazzi che raccontano di come sono riusciti a trasformare il loro amore per l’ambiente in una professione.

Spazio allora alle esperte in forest therapy e in turismo sostenibile, al climatologo e all’arboricoltore tree-climber, alla specialista in rinnovabili e al geologo che studia le relazioni tra incendi e inquinamento, all’analista della sostenibilità e alla fotografa naturalista che in ognuno degli 8 episodi raccontano i loro percorsi di studi e l’approccio al mondo del lavoro.

Sofidel, in collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, ha poi condotto un sondaggio, dal titolo Sviluppo Sostenibile: giovani, vita e lavoro, per indagare il rapporto tra i ragazzi di età tra i 18 e i 34 anni e la natura.

Quattro intervistati su cinque dichiarano di voler vivere in futuro vicini alla natura, con il 77% che afferma di approfittare di ogni occasione possibile per stare a contatto con la natura. I più giovani sono poi molto informati sui temi dello sviluppo sostenibile, e per l’82% si fidano di scienziati ed esperti.

Dal punto di vista professionale, il 60% degli intervistati, oltre a dare grande importanza all’impegno per la sostenibilità delle imprese, ha dichiarato che preferirebbero lavorare per aziende con valori che condividono.

Sempre nell’ambito di #LaNostraCartaMigliore, Sofidel ha anche intrapreso un percorso per rendere ancora più sostenibili le proprie attività. In particolare, al 2030 punta a ridurre del 40% le emissioni di gas serra, coinvolgendo in questi sforzi anche i propri fornitori.

Inoltre, l’azienda, che usa solo cellulosa 100% certificata da terze parti indipendenti, come Fsc, Fsc Controlled Wood e Pefc, vuole ridurre del 50% i propri consumi di plastica convenzionale utilizzando bioplastiche e plastiche riciclate.

La tecnologia aiuta a essere cirrcolari e sostenibili

Il miglioramento delle performance ambientali passa, come si è visto, anche attraverso l’adozione di tecnologie per la produzione di energia più efficienti.

È questa la carta giocata da Essity, azienda che produce materiali per i settori dell’igiene e della salute, che nel suo stabilimento di Altopascio ha installato un impianto per la trigenerazione che fornirà energia elettrica e termica sufficienti ad alimentare la struttura, con un risparmio di 3.700 tonnellate di CO2 all’anno.

Una conferma della vocazione green dell’azienda, che già realizza prodotti biocompostabili e biodegradabili con scarti degli agrumi e residui di mais, grano o caffè, risultanti da lavorazioni industriali, che altrimenti andrebbero altrimenti sprecati.

Gli scarti vengono lavorati meccanicamente senza solventi chimici e rivalorizzati come nuova materia prima per la produzione di carte di alta qualità, con un risparmio fino al 15% di cellulosa vergine.

Un voucher per la formazione green delle imprese del settore carta

Per aiutare le piccole e medie aziende dei settori carta, cartotecnico e tessile, la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi promuove l’applicazione dell’analisi del ciclo di vita di prodotto (Life Cycle Assessment – Lca), attraverso un contributo che copre fino al 70% dei costi sostenuti.

Il bando, destinato alle Mpmi con sede nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio è aperto fino al 30 novembre. L’attuatore dell’analisi sarà Innovhub Ssi.

Life Cycle Assessment è una metodologia analitica standardizzata che consente di registrare e quantificare l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio durante il suo intero ciclo di vita.

L’analisi Lca costituisce oggi un prerequisito sempre più richiesto alle micro, piccole e medie imprese, soprattutto dei settori più esposti, come quello cartario e tessile, a convertirsi verso una maggiore sostenibilità ambientale, perché consente una misurazione scientifica dell’impatto ambientale di tutte o alcune delle loro principali attività.

Chi fosse interessato può anche partecipare al webinar del prossimo 29 luglio in cui Innovhub Ssi parlerà di Cosa significa condurre uno studio Lca e quali opportunità offre all’azienda?.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito web dell’iniziativa.

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