Home Eco Lifestyle Un bicchiere d’acqua fresca, prego

Un bicchiere d’acqua fresca, prego

pubblicato il:
come bagnare le piante
Foto di annawaldl da Pixabay

Estate, una stagione di sofferenza per le nostre piante; ecco i nostri consigli per soddisfare le necessità idriche delle singole specie vegetali, che variano però anche in base alla tipologia di appartenenza

I diversi esemplari vegetali presenti in casa, (ma anche sul balcone) manifestano ognuno in maniera differente il loro star bene: gli interventi per ravvivare un vaso secco/appassito andranno diversificati in base allo stato in cui la pianta si trova.

In questo articolo, vi spiego come fare! Se per esempio, lo stato di sofferenza è minimo, potete fronteggiarlo con il semplice asporto dei capolini sfioriti e dei rami secchi per favorire l’immediata ripresa vegetativa.

Se la pianta invece “è visibilmente assetata” diventa decisivo bagnarla con generosità e collocarla in una zona in cui sia possibile ripristinare le sue condizioni di umidità. Oppure, collocatela al buio per qualche ora, perché riconquisti il turgore perso.

Nei casi più gravi, non c’è tempo da perdere e senza farsi troppo prendere dal panico, praticate un’annaffiatura per immersione del pane di terra per circa un’ora in un catino riempito con acqua a temperatura ambiente.

Questa sorta di bagno consente all’acqua di penetrare nel substrato e imbibire le radici. Questa terapia d’urto è un toccasana anche per le piante verdi da appartamento e, se le dimensioni non sono importanti, potete utilizzare anche il lavandino vuoto dalle stoviglie altrimenti, la vasca da bagno si presta bene come infermeria vegetale.

Capita alle volte, che nonostante gli sforzi profusi, le foglie continuino a ingiallire e avizzire; la pianta non risponde alle bagnature, perché il terreno, troppo secco e compatto, crea una crosta impenetrabile.

Un buon indicatore del fenomeno è la terra compressa e staccata dal bordo del vaso stesso. Che fare? Vi suggerisco di armarvi di un piccolo rastrellino (ma anche una forchetta, può andare) di premere i pettini sul terreno e grattare la superficie.

Mi raccomando, siate delicati per non rischiare di rovinare ulteriormente radichette superficiali già provate e sofferenti. Poi immergete totalmente il vaso in acqua fino a quando vedete che bollicine fuoriescono dal terreno.

Nel frattempo nebulizzate con fiducia le foglie rimaste. Dopo aver scolato il tutto, vi posso garantire ripartirà alla grande.

Le necessità idriche delle singole piante, variano però molto anche in base alla loro tipologia di appartenenza.

Le erbacee, per esempio, fanno affidamento sulla pressione dell’acqua tra le radici e le foglie per mantenere il loro naturale portamento. Infatti, perdono quasi subito turgore ripiegandosi su loro stesse molto più velocemente di quelle legnose.

Il basilico, appassisce in un batter d’occhio perché ha un apparato fogliare con un’altissima traspirazione. Le cactacee di cui vi ho parlato nel mese di luglio sono sorprendenti nell’assorbire anche la più minuscola goccia d’acqua e risparmiarla dall’evaporazione!

E gli aromi? In generale le piante caratteristiche della macchia mediterranea necessitano di scarse bagnature: eccessi non sono tollerati e portano a ristagni con conseguente asfissia e marciumi delle radici.

» Leggi tutti gli articoli di Oltre il giardino (#thegardener)

Stefano Pagano Stefano Pagano: laureato in Verde ornamentale e tutela del paesaggio alla Facoltà di Agraria di Bologna, collabora con lo Studio Tecnico Paesaggistico, studio che si occupa di progettazione di parchi, giardini e terrazzi ed è responsabile del team operativo La Giardineria | e-mail | Facebook
Condividi: