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Il Fico d’India, eccezionali proprietà biologiche ed ecologiche

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Una pianta eccezionale che in tutte le sue parti, a eccezione delle radici, offre composti con proprietà nutrizionali e nutraceutiche eccezionali: stiamo parlando del Fico d’India

Il Fico d’India (Opuntia ficus-indaca) è una specie originaria del Messico che ha saputo adattarsi molto bene alle condizioni ambientali del Sud d’Italia, soprattutto in Sicilia.

Infatti il 90% della produzione europea avviene proprio nell’isola gattopardiana, dove, un detto sintetizza perfettamente la capacità della pianta di essere esempio pratico di sostenibilità ed economia circolare: è come il maiale, non si butta via niente.

Questo perché la pianta in tutte le sue parti, a eccezione delle radici, offre composti con proprietà nutrizionali e nutraceutiche eccezionali:

  • dal frutto e dai fiori si ricava sia la betalaine un pigmento rosso con attività antiossidante equiparabile alla vitamina C, che la indaxantina che ha invece un effetto antinfiammatorio
  • dal frutto e dai cladodi (pala) si ricavano mucillagini che possono essere impiegate per il trattamento dell’ulcera e della gastrite, essi mostrano anche un’azione ipocolesterolemica, di riduzione di glucosio nel sangue e di riduzione degli effetti dell’alcol
  • dai semi invece si ricava un olio ricco di acidi grassi insaturi con attività ipocolesterolemica ed antidiabetica

Oltre al suo ruolo in campo alimentare, la specie è interessante anche da un punto di vista ecologico, in primo luogo contrasta i processi di desertificazione, infatti le pale contengono mucillagini che permettono alla pianta di inglobare l’acqua così da poter vivere anche in ambienti molto ostici.

Questo è molto importante in quei Paesi in via di sviluppo che, in mancanza di foraggio  utilizzano la pianta come alimento principale edindispensabile, mentre i giovani cladodi vengono cucinati.

Limita poi, anche l’erosione dei terreni, in quanto durante il periodo delle piogge la pianta sviluppa rapidamente nuove radici che sfruttando al massimo l’umidità presente contribuisce alla conservazione dell’acqua e del suolo evitando eventi franosi.

Questa pianta è una continua scoperta, addirittura in Messico si è ricavato una plastica biodegradabile, commestibile con un tempo di degradazione molto basso che potrebbe essere impiegato per contrastare l’annoso problema dei rifiuti plastici.

Dalla fibra insolubile delle pale si ricavano materiali brevettati per essere impiegati nella fabbricazione di mobili e di carta e, infine, dagli scarti della lavorazione si produce biogas.

Una pianta che non finisce mai di stupirci per i suoi utilizzi e per le sue molteplici attività a cui si presta.

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Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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