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Andiamo a vivere in una città verde

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Foto di M.Cristina Ceresa

Se pensiamo di investire in una nuova città prendiamo per prima cosa in considerazione i parametri Green che questa città offre come energie rinnovabili, ma anche il verde adottato

Le città di valore sono quelle che stanno ragionando sul proprio futuro Green. I parametri in questo senso sono molti: adozione di energia rinnovabile, sviluppo di trasporti pubblici green, stazioni pubbliche di ricarica dei veicoli elettrici, qualità dell’aria, piani climatici, obiettivi di neutralità del carbonio e le politiche di smaltimento.

Le città che sono in linea con queste voci offrono una vivibilità garantita e anche un valore economico di rendita più alto.

Lo conferma il Sustainable European Cities Index di Schroders, società di investimento, che vuole così indicare ai proprio clienti le metropoli dove sarebbe meglio investire. Tra queste, in Italia spicca Milano, in 22esima posizione; Napoli, al 44esimo posto, mentre Roma si è posizionata subito dopo, al 45esimo.

Va detto che al top della classifica ci sono Amsterdam, Londra e Parigi. Sono queste le città che si distinguono per le azioni vigorose intraprese dalle città per affrontare il cambiamento climatico.

Sia Amsterdam che Parigi, secondo il Sustainable European Cities Index, hanno ottenuto buoni punteggi grazie al loro ambizioso obiettivo di ottenere il 100% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2050.

In questa categoria, Londra è rimasta più indietro, con un target del 15% entro il 2030. Si tratta di un livello inferiore alle direttive dell’Ue sull’energia rinnovabile, che puntano al 27% del consumo finale da fonti rinnovabili entro il 2030, percentuale usata come indicazione di best practice per definire il punteggio in questa categoria.

L’indice è importante perché classifica le città europee che garantiranno ai loro cittadini standard elevati di qualità della vita, riducendo contemporaneamente al minimo l’impatto ambientale.

Ma il verde dove lo metti?

Il verde, ovvero gli spazi dedicati ad alberi, prati e aiuole, ma anche l’adozione di tetti e pareti verdi sono sicuramente fattori da tenere in considerazione per capire se una città sta adottando buone misure di resilienza.

Una città verde ha più capacità di rispondere agli eventi estremi. E fa respirare ai suoi cittadini un’aria migliore. Lo dimostrano anche i ricercatori di Ibm che hanno voluto mappare e quantificare la quantità di carbonio che gli alberi in una data area sono in grado di immagazzinare, prendendo in considerazione la loro specie, la forma geometrica e il volume del fogliame. Tale processo è stato testato nel distretto di Manhattan (Nyc).

Grazie all’utilizzo di tecnologie come machine learning, analisi dei dati geospaziali e LiDar, utilizzati per creare modelli molto accurati e ad alta risoluzione del terreno, Ibm ha ottenuto una visione unica della capacità di stoccaggio del carbonio della vegetazione terrestre.

Per esempio, i ricercatori sono stati in grado di misurare la quantità di carbonio che gli alberi di Manhattan sono in grado di eliminare dall’atmosfera, pari a 52.000 tonnellate.

La quantità massima di carbonio che può essere catturato da un albero è principalmente legata dalle dimensioni geometriche, determinate da principi fisici di base, come il trasporto ottimale dell’acqua dalle radici alle foglie, oltre al suolo locale e al clima che guida i tassi di crescita.

Pertanto, la conoscenza della copertura degli alberi, le loro dimensioni geometriche ele  caratteristiche delle specie sono cruciali per fare buone stime di stoccaggio del carbonio, ma queste informazioni non sono facilmente reperibili per la maggior parte delle località del Pianeta.

Anche grazie a questa ricerca intuiamo come la pianificazione del verde in città sia sempre più una scienza esatta. Da affidare a professionisti.

Un premio alle città verdi

Segnaliamo quindi che anche quest’anno alle città più verdi d’Italia verrà riconosciuto un premio: La Città per il Verde appunto.

Il premio è assegnato ai Comuni italiani che si sono distinti per realizzazioni o metodi di gestione innovativi, finalizzati all’incremento del patrimonio verde pubblico attraverso interventi di nuova costruzione e di riqualificazione o nei quali viene privilegiato l’aspetto manutentivo.

Il premio accoglie anche interventi e iniziative di altri enti pubblici e di strutture private a finalità pubblica che hanno saputo valorizzare gli spazi verdi delle loro strutture.

Gli organizzatori, in primis la rivista Acer, indicano come buone pratiche gli spazi degli ospedali con il verde terapeutico, gli interventi puntuali per la valorizzazione dei giardini storici e degli orti botanici, gli spazi naturali all’interno dei campus universitari, i giardini e gli orti all’interno delle scuole.

Possono inoltre presentare direttamente le proprie candidature anche le associazioni di volontariato che svolgono un servizio pubblico per la riqualificazione e la manutenzione degli spazi verdi delle nostre città (tutte le informazioni online).

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M.Cristina Ceresa M.Cristina Ceresa: giornalista professionista dal 1991, si occupa di Sostenibilità anche per Il Sole24Ore. Laureata in filosofia si dice ottimista nella possibilità che un’inversione di rotta sia ancora possibile. Perché e soluzioni tecnologiche ci sono, basta adottarle... velocemente | Linkedin
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