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Inquinamento atmosferico e salute mentale: una ricerca mostra il nesso

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inquinamento e salute mentale
Foto di Wokandapix da Pixabay

Una ricerca inglese – condotta dalla Cambridge University a Londra su oltre 13.000 persone – mostra un nesso diretto tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e l’uso di servizi di salute mentale per l’insorgenza di disturbi psicotici e dell’umore

L’inquinamento atmosferico non solo causa danni alla salute fisica ma ha conseguenze dirette e gravi anche sulla nostra salute mentale: lo dimostrano i dati di una ricerca inglese – condotta su più di 13.000 persone a Londra – che hanno rilevato come un aumento relativamente piccolo dell’esposizione al biossido di azoto ha portato a un aumento del 32% del rischio di avere bisogno di un trattamento in comunità e un aumento del 18% del rischio di essere ricoverati in ospedale.

I dai raccolti e analizzati dalla Cambridge University suggeriscono che l’inquinamento atmosferico può influenzare negativamente il cervello e aumentare il rischio di disturbi psichiatrici come la schizofrenia e la depressione.

Ancora poco si sa, invece, sul ruolo potenziale dell’inquinamento atmosferico nella gravità e nelle ricadute dopo l’insorgenza della malattia.

La ricerca ha identificato circa 13.000 persone di età superiore ai 15 anni che abbiano avuto il primo contatto con il South London and Maudsley Nhs Foundation Trust per disturbi psicotici e dell’umore nel periodo tra il 2008 e il 2012.

Quindi, sono state collegate agli indirizzi residenziali di questi individui le stime (considerate in un’area di 20 mq) dei livelli di biossido di azoto (NO2), ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM2.5 e PM10) nell’aria.

La ricerca ha quindi preso in considerazione i giorni di degenza e gli eventi del servizio di salute mentale della comunità registrati su periodi di follow-up di 1 anno e 7 anni.

I risultati ottenuti hanno quindi rilevato un nesso diretto tra i livelli di inquinamento dell’aria e l’aumento di problemi mentali negli individui analizzati.

Un passo in avanti nella prevenzione e nella cura delle malattie mentali perché, come affermano i ricercatori “identificare i fattori di rischio modificabili per la gravità della malattia e la ricaduta potrebbe fornire più informazioni a supporto di un intervento precoce e per la riduzione della sofferenza umana, nonché aiutare ad abbassare gli alti costi economici causati dalla malattia mentale cronica a lungo termine“.

Lo studio completo con i dati precisi sono consultabili a questo indirizzo.

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