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Vado a vivere in montagna: i bandi della Regione Piemonte

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vado a vivere in montagna
Foto di Anna Marani da Pixabay

Far rivivere i borghi montani invogliando le persone a spostare lì la loro residenza: è l’iniziativa della Regione Piemonte che lancia un bando per andare a vivere in montagna

È partito il primo settembre il bando della Regione Piemonte per invogliare a trasferire la propria residenza in un comune montano recuperando un immobile, ottenendo così il risultato di trasformare in un’occasione di sviluppo sociale e di crescita delle comunità montane questo cambio di vita.

Il bando della Regione Piemonte, pubblicato oggi, vedrà l’apertura della piattaforma online per l’invio delle domande all’inizio di novembre, con scadenza dei termini a fine dicembre 2021. 10 i milioni di euro a disposizione.

I Comuni montani del Piemonte con meno di 5mila abitanti interessati dal bando sono 455, di cui 48 in provincia di Alessandria, 12 in provincia di Asti, 48 in provincia di Biella, 132 in provincia di Cuneo, 3 in provincia di Novara, 132 in provincia di Torino, 66 nel Verbano-Cusio-Ossola e 24 in provincia di Vercelli.

Possono presentare la domanda i nati a partire dal 1955 e, per fare in modo che al bando aderiscano soprattutto i giovani, i nati dopo il 1980 riceveranno un punteggio più alto.

Punteggio premiante anche per gli interventi effettuati in un Comune ad alta marginalità, l’attività lavorativa esercitata in un paese montano oppure in smart working almeno al 50% nell’abitazione per la quale si chiede il finanziamento, un Isee uguale o inferiore a 20mila euro, almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni che avrà residenza e dimora abituale nell’immobile acquistato.

Punti in più anche per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte e per l’utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, ma anche se l’incarico dei lavori viene dato a imprese con sede legale in un Comune montano piemontese.

Per beneficiare dei contributi occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un’unità immobiliare a uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 Comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci anni.

In caso di contributo relativo all’acquisto, l’atto di compravendita dovrà essere stipulato entro 6 mesi dalla data di approvazione della graduatoria, mentre i lavori di recupero del patrimonio esistente dovranno essere ultimati entro 18 mesi.

La rendicontazione dovrà essere trasmessa, invece, entro 3 mesi dalla conclusione dei lavori di recupero, ovvero dalla stipula dell’atto di compravendita.

Per Roberto Colombero, presidente regionale Uncem, “oggi il Piemonte investe 10 milioni su una occasione di crescita sociale ed economica dei territori e insieme lavoriamo come Uncem per promuovere il bando, ma soprattutto per far sì che le nuove residenze, che si spostano negli Appennini e nelle Alpi dalle zone urbane, portino a una crescita delle comunità. E generino sviluppo, inclusione, incontro“.

Rottamazione stufe a pellet: un bando di Regione Piemonte

Per sfruttare appieno il conto termico, rafforzandone l’utilizzo, Aiel, l’associazione italiana energie agroforestali, propone di abbinare a questo incentivo nazionale altri sostegni, attraverso bandi regionali.

In particolare prevedendo tra i requisiti per ottenere il finanziamento anche la registrazione del generatore a biomassa nel catasto regionale degli impianti termici, la presentazione della dichiarazione di conformità (DiCo) e dell’attestato di qualifica Fer dell’installatore-manutentore.

Suggerimento che la Regione Piemonte ha raccolto pubblicando un bando per la sostituzione di un vecchio generatore a biomassa legnosa con uno nuovo, sempre a legna o pellet, che grazie alle moderne tecnologie, è in grado di assicurare alti rendimenti e basse emissioni.

L’accesso all’incentivo avviene a condizione di aver regolarizzato l’impianto esistente da sostituire attraverso la compilazione del Libretto d’impianto e la registrazione dell’impianto al catasto impianti termici della Regione.

La misura della Regione Piemonte, secondo Aiel, potrà produrre risultati positivi sul piano del popolamento dei catasti informatici e della regolarizzazione degli impianti termici, requisiti essenziali per garantire la sicurezza e monitorare il processo di riqualificazione tecnico-ambientale del parco generatori installato nel nostro Paese.

Seconodo una stima dell’associazione gli apparecchi a legna e pellet installati in Italia da più di 10 anni sono 6,3 milioni, circa il 70% del parco installato, e contribuiscono all’emissione dell’86% del PM10 derivante dalla combustione domestica della biomassa.

Queste tecnologie di combustione superate producono la parte prevalente delle emissioni di PM10 e la loro sostituzione è prioritaria per abbattere le emissioni di polveri sottili in atmosfera.

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