Home Smart City I Cool Material: città più fresche e sostenibili grazie ai calcestruzzi innovativi

I Cool Material: città più fresche e sostenibili grazie ai calcestruzzi innovativi

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i.lab Italcementi
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Per limitare i danni degli eventi collegati alla crisi climatica Italcementi sta studiando i Cool Material che hanno a che fare anche con l’economia circolare. Lo racconta a Pink&Green la ricercatrice Claudia Capone

Abbiamo bisogno che le nuove tecnologie ci diano una mano a risolvere i problemi ambientali. Una buona regola che vale anche per le costruzioni: strade, case, palazzi, ponti devono utilizzare tecniche e materiali in grado di rispondere efficacemente agli eventi sempre più estremi causati dalla crisi climatica.

Cemento drenante che attutisca le piogge sempre più torrenziali, materiali organici o inorganici che ricoprendo le superfici abbiano la capacità di respingere le radiazioni solari e risolvere e attutire così le alte temperature estive che ormai caratterizzano anche il nostro Paese.

E c’è chi – Italcementi per esempio – ci sta aggiungendo un pizzico di economia circolare in più. Il che vuol dire che durante la fase produttiva Italcementi sta iniziando a utilizzare meno materie prime e più materiali di risulta evitando così lo sfruttamento del Pianeta.

Le sperimentazioni sono in atto e le racconta a Pink&Green Claudia Capone, ricercatrice e product manager di Italcementi.

Insomma, abbiamo il dovere di rendere le nostre città resilienti e sostenibili, utilizzando anche soluzioni innovativi come per esempio i Cool Material. E la scelta dei materiali da costruzione è parte in causa. I Cool Material, come abbiamo capito dal racconto della Capone, sono sulla strada giusta.

Il loro utilizzo permetterà di ridurre le cosiddette isole di calore, sempre più frequenti nelle città. I mesi di luglio e agosto di quest’anno (definiti dall’Osservatorio Copernicus i più caldi degli ultimi tre anni) ci hanno reso bene l’idea di cosa sia un’isola di calore: si manifesta con una temperatura delle aree urbane di 3-10°C superiore rispetto a quella delle aree rurali circostanti, con un fenomeno di surriscaldamento locale.

La soluzione proposta da Italcementi è quella di utilizzare materiali con un alto indice di riflettanza solare (Sri) ovvero con capacità di respingere la radiazione solare.

E non si ricorre più solo a materiali bianchi (come da sempre usati nei Paesi mediterranei), ma anche colorati e comunque Nir riflettenti (con Nir si intende la capacità di assorbimento di vicino all’infrarosso).

Le aree urbane ben costruite dovrebbero così essere in grado di produrre un microclima migliore. Per noi e per l’ambiente.

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