Home Agricoltura 4.0 L’importanza dell’economia circolare in agricoltura: il caso Cpr

L’importanza dell’economia circolare in agricoltura: il caso Cpr

pubblicato il:
cassette cpr
Immagine di Cpr System

Rendere infinita e smart la vita di una cassetta per gli alimenti può portare a risultati ambientali insospettabili. Lo afferma con dati certi Cpr System durante la presentazione della nuova soluzione ad alcuni protagonisti della Gdo

Ci sono voluti 20 anni, ma oggi Cpr System, consorzio con oltre 6.000 soci nel settore dell’agroalimentare, ha un modello di business incentrato sulla Sostenibilità.

Il percorso – osserva il suo presidente, Paolo Gerevininon è stato indolore, ma i risultati ci lusingano. Ci sono voluti innovazione progressiva e coinvolgimento dei soci. La nuova cassetta Redea è un esempio dei servizi che rendiamo al mondo agricolo. L’economia circolare di cui siamo protagonisti e la sostenibilità come nuova dimensione del valore da noi non sono più concetti astratti ma concetti concreti di lavoro“.

Oggi – prosegue Gerevini – siamo chiamati a dare risposte ancora più avanzate e in linea con la necessità urgente di abbassare le emissioni, ridurre l’immissione di rifiuti nell’ambiente, aumentare l’efficienza logistica, digitalizzare. Ebbene, noi ci siamo e abbiamo innovato unendo sostenibilità ed efficienza, partendo dall’enorme know how dei primi vent’anni“.

Le nuove casse Redea, per esempio, hanno dimensioni e peso inferiori alle precedenti e questo consente una ottimizzazione dei trasporti riducendoli del 20% circa rispetto a prima con un risparmio del 10,3% nelle emissioni di Co2 in fase di trasporto.

Il consumo di carburante si riduce dell’1,66%. Parlando sempre di efficienza e sostenibilità ci sarebbe un risparmio fino il 50% di acqua con i nuovi sistemi di gestione. Gli impianti fotovoltaici generano parte dell’autoconsumo.

Sul fronte della digitalizzazione, Redea è una cassetta parlante, l’etichetta Smart-Label dotata di codice a barre e un tag Rfid consentono di gestire ed elaborare tante informazioni importantissime per l’ottimizzazione del sistema.

La nostra storia – sottolinea ancora il presidente – ci ha sempre visti all’avanguardia in Europa su questi temi e direi che lo siamo ancor di più oggi perché la chiave di lettura del futuro sta proprio nella creazione di valore condiviso all’interno dell’intera filiera, valore che coinvolge, l’ambiente, la qualità del prodotto, l’etica con la quale si produce e si distribuisce e che è parte del Dna di Cpr“.

Gdo, i vantaggi di essere sostenibili

E su questo tema, il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, ha evidenziato il valore della sostenibilità etico- sociale della filiera agroalimentare, focalizzandosi sull’importanza di instaurare un dialogo continuo tra tutte le realtà della filiera, dalla produzione alla distribuzione fino al consumatore finale.

La sostenibilità è strettamente legata alla comprensione e all’azione da parte di tutti, dal punto di vista sociale, economico e produttivo. Abbiamo l’esperienza diretta di quanto sia importante intraprendere percorsi di tutela della sostenibilità ambientale e difesa della salute dell’uomo che, passo dopo passo hanno portato risultati che ci sono stati riconosciuti anche dai fornitori.

Penso alla messa al bando degli antibiotici nelle carni avicole o dell’uso del glifosate. Cooperando insieme innovazioni come quella promossa in questi anni da Cpr e un nuovo modello sostenibile in grado di creare valore sono realizzabili e noi di Coop ci crediamo da sempre“.

Ci sono aree dell’agroalimentare dove questo dialogo virtuoso tra distribuzione e produzione è più facile – è il pensiero di Giuseppe Zuliani, direttore marketing e comunicazione di Conad – “La filiera ortofrutta è, in questo senso, grazie anche a Cpr, un modello che potrebbe diventare replicabile in tutte le altre. È importante, per l’ortofrutta, che questo dialogo sia un driver per far crescere il settore sul fronte della sostenibilità.

Viviamo in una situazione comunitaria che coinvolge tutte le realtà produttive, sociali e statali nel nostro paese, perché questi percorsi di sostenibilità non siano solo storytelling ma azioni concrete all’interno di un contesto valoriale che coinvolga clienti, dipendenti e fornitori.

Per Raffaella Orsero, vice presidente e Ceo del gruppo Orsero, la svolta in termini di sostenibilità del comparto ortofrutticolo italiano sarà determinata dalla riduzione della frammentazione e dall’apertura verso il mondo, promuovendo l’efficienza dei processi produttivi, della distribuzione, riducendo lo spreco alimentare e le emissioni.

Sarà sempre più necessario per raggiungere la sostenibilità anche economica del settore conoscere l’entità della domanda e la sua segmentazione in modo da potersi organizzare al meglio nella fornitura, senza sprechi.

Io penso che sia indispensabile ragionare in termini mondiali e non stare chiusi nei nostri confini. Cpr è un miracolo di coesione della filiera, un caso unico in Italia e penso che sia un modello per tutti“.

Le grandi sfide di questo momento, ha sintetizzato Andrea Bignami, responsabile della redazione economica di Sky Tg 24, “mettono in evidenza anche l’importanza del design e dell’estetica dei prodotti industriali, soprattutto quando si parla di packaging” e Luigi De Nardo, docente del Politecnico di Milano, dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica Giulio Natta, dove è stata progettata la cassa Redea, evidenzia le sfide incontrate e l’importanza delle soluzioni ingegneristiche messe a punto per la nuova cassetta.

“Il colore più neutro, ossia beige – puntualizza De Nardovalorizza meglio i prodotti all’interno e la trama grafica elegante e funzionale si ispira alla natura perché è nata elaborando digitalmente la trama di una foglia. Il risultato è stato straordinario.

Le celle della cassa Redea hanno la stessa geometria delle macchie nere delle giraffe o la trama degli stomi fogliari. Questa particolare trama, consente una migliore areazione dei prodotti ottimizzando quindi la conservazione“.

Ci sono 16 milioni di cassette in attesa di essere sostituite dei prossimi due anni e mezzo da Redea, che è fatta per il 40% di plastica rigenerata.

Dal canto suo Anna Tampieri, presidente di Enea Tech e dirigente ricerca Cnr Nazionale mette in evidenza come “oggi, dopo la drammatica fuga di cervelli dell’ultimo decennio siamo di fronte a una svolta che è determinante cavalcare per raggiungere gli obiettivi che, anche per la ricerca, richiedono dialogo tra le parti fondamentali per la crescita sostenibile.

Il dialogo a cui faccio riferimento – sottolinea la ricercatrice – rappresenta un’importante strategia di sviluppo di innovazione tramite la traslazione da aree di studio ad altre in modo che i contenuti possano essere confrontati e interagire tra conoscenze diverse. Questa è una frontiera di collaborazione scientifica che può dare importanti input di crescita“.

Quella del packaging è un’area dalla quale si aspettano risultati importanti nel breve ma la ricerca universitaria si sta occupando anche di altre tecnologie per il mondo agroalimentare: Iot, tracciabilità e blockchain sono alcuni esempi.

In conclusione dall’evento organizzato per presentare Redea e la strategia di Cpr sono emersi alcuni messaggi importanti: la sostenibilità è sempre più un tema strategico per le aziende, rappresenta un trend di crescita importante per tutte le imprese, la pandemia ha accelerato la sua adozione, è un tema importante anche da consegnare alle future generazioni in quanto non ha solo una valenza economica ma anche sociale.

Condividi: