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Lavoriamo perché “il cielo sia sempre più blu”

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giormnata aria pulita
Foto da Pexels

Il cielo è sempre più blu… cantava Rino Gaetano anni fa: la situazione purtroppo è molto peggiorata e oggi serve un evento internazionale, la giornata dell’aria pulita per i cieli blu, per ricordare a tutti che l’inquinamento dell’aria è una minaccia per l’ambiente e tra le principali cause – evitabili – di morte

Cade oggi, martedì 7 settembre, la seconda giornata internazionale dell’aria pulita per i cieli blu, evento istituito dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 divembre del 2019 (con la risoluzione A/Res/74/212) per permettere a tutti i Paesi del mondo di allineare i loro sforzi e per permettere ai cittadini di rivendicare il diritto all’aria pulita.

L’inquinamento dell’aria, infatti, è il maggiore rischio ambientale per la salute ed è una delle principali cause, evitabili, di morte e malattia.

L’inquinamento atmosferico, a cui gran parte della popolazione mondiale risulta esposta, causa in età pediatrica numerosi sintomi che oscillano dai più banali episodi irritativi a carico delle vie respiratorie (riniti-faringo-tracheiti), alle riacutizzazioni asmatiche, alle infezioni delle vie respiratorie.

Il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (Eea) sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato il 23 novembre 2020, infatti, stima che in Italia siano 52.300 le morti premature ogni anno causate da elevati livelli di particolato fine (PM2,5), 10.400 quelle dovute al biossido di azoto (NO2) e 3.000 quelle per l’ozono (O3).

Un simile impatto sulla premorienza della popolazione è legato al mancato rispetto da parte del nostro Paese dell’obbligo sancito dal combinato disposto dell’articolo 13 e dell’allegato XI della direttiva 2008/50/CeE del 21 maggio 2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla “qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” per la cui violazione siamo stati condannati dalla Corte di giustizia europea con sentenza del 10 novembre 2020.

I dati della Organizzazione Mondiale della Sanità riportano un elevato numero di decessi in età pediatrica (circa 500mila per anno) attribuibili agli effetti diretti e indiretti dell’inquinamento, primo fra tutti – precisa Antonio Di Marco, dirigente medico U.O.C. Broncopneumologia Pediatrica, Dipartimento Pediatrico Ospedaliero Ospedale Bambino Gesù, Irccs Roma – la precoce esposizione sin dalla gravidanza, epoca di particolare suscettibilità degli organi in formazione. Tra le peculiarità che rendono più elevata l’esposizione agli inquinanti dell’ambiente abbiamo il fatto che la frequenza respiratoria nei bambini è più elevata: la loro respirazione è frequentemente orale, soprattutto nei più piccoli, cosa che comporta la perdita del filtro naturale nasale e il fatto che la loro altezza è più vicina a quella degli scarichi delle autovetture“.

Tra gli inquinanti ambientali più pericolosi sono descritte le polveri sottili (PM2,5), costituite da diversi prodotti della combustione, in grado di eludere i filtri naturali delle vie respiratorie e raggiungere più facilmente le basse vie aeree dove esercitano la loro azione irritativa. È necessario che scienza e politica – conclude Renato Cutrera, responsabile U.O.C. Broncopneumologia Pediatrica, Dipartimento Pediatrico Ospedaliero Ospedale Bambino Gesù, Irccs Roma – aumentino gli sforzi possibili affinchè vengano sostituite quanto prima le fonti energetiche inquinanti. Il problema è di straordinaria emergenza e va affrontato senza esitazioni e interessi di parte. La salute dei bambini è in serio pericolo e il rischio di un peggioramento dei dati clinici negli anni a venire deve essere evitato“.

In questo la pandemia in corso ci ha dato un mano perché, racconta Simona Barbaglia, presidente dell’associazione Respiriamo Insieme-Aps, “le mascherine ci hanno protetti, oltre che dal Covid, anche dai fattori inquinanti riducendo l’insorgere di riniti e riacutizzazioni. Servono ora percorsi per facilitare all’accesso ai controlli pneumologici e allergologici per evitare la cronicizzazione“.

Nello scorso week and a Roma, in occasione della giornata internazionale dell’aria pulita, tante persone, grazie agli sforzi dell’associazione e alla collaborazione del personale medico, sono riuscite a sottoporsi agli screening gratuiti organizzati al Parco della Mistica.

Serve un’azione congiunta sulla riduzione dell’inquinamento e sull’aumento delle occasioni di controllo perché è prioritario garantire aria sana per tutti, nell’ambito degli obiettivi di lotta al cambiamento climatico, della tutela della salute umana e planetaria, nonché degli obiettivi di sviluppo sostenibile: e il tema 2021 della giornata lo puntualizza con il claim Aria sana, pianeta sano.

In questa occasione, il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani, sostiene l’introduzione dell’ecocidio nel novero dei crimini della giurisdizione della Corte penale internazionale per assicurare una fondamentale garanzia per la tutela ambientale e per le future generazioni.

Come riconosciuto dal rapporto del segretario Generale dell’Onu Un Sg A/73/419, infatti, il regime legislativo ambientale internazionale esistente è frammentato, incompleto, poco chiaro e poco reattivo, per cui urge un intervento legislativo armonizzato tra tutti gli Stati al fine di perseguire l’ecocidio nella più ampia scala possibile.

Le studentesse e gli studenti si apprestano ad affrontare il nuovo anno scolastico con le rinnovate incertezze dovute alla diffusione dei contagi avendo, oggi più che mai, bisogno di aria pulita nelle aule, nelle case, nelle città.

Ecco perché, in occasione della giornata dell’aria pulita, il Cnddu lancia due hashtag: azzera il debito ambientale #azzeraildebitoambientale ed ecocidio crimine contro l’umanità #ecocidiocriminecontrolumanità.

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