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Sistemi a cappotto: a ciascuno la propria taglia

pubblicato il: - ultima modifica: 28 Settembre 2021
sistema a cappotto

Tra le tecnologie per rendere più efficiente un edificio c’è sicuramente quella dei sistemi a cappotto, oggi ancora più interessanti grazie a superbonus 110% e al bonus facciate. Ecco di cosa si tratta

In seguito all’introduzione delle normative europee sviluppate per ridurre le emissioni di CO2 e fronteggiare il riscaldamento globale del Pianeta, il tema dell’efficientamento energetico degli edifici e la loro riqualificazione, è diventato sempre più importante vista anche la vetustità del patrimonio edilizio italiano.

Tra i vari interventi tecnici volti a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici ci sono sicuramente i sistemi a cappotto, resi noti anche al grande pubblico da quando inseriti dal Decreto Rilancio e normative connesse tra gli interventi trainanti del Superbonus 110%.

Cosa sono i sistemi a cappotto

Per cappotto termico si intende un rivestimento delle parti di involucro opaco dell’edifico con pannelli realizzati in materiali in grado di fornire un isolamento termico quantificabile tramite il valore della conducibilità termica lambda e dipendente dallo spessore del pannello stesso, oltre che dal materiale impiegato (un valore più piccolo indica una migliore la capacità isolante del materiale).

Isolare un edificio tramite un cappotto termico significa migliorare in modo evidente le caratteristiche di comfort degli ambienti interni, sia nel periodo invernale che in quello estivo (evita la dispersione del calore verso l’esterno in inverno, protegge dal caldo riducendo la trasmissione del calore in estate), ridurre i consumi e quindi spendere di meno in bolletta, e, non ultimo, rivalutare la proprietà immobiliare.

Il sistema a cappotto, infatti, elimina le differenze di temperatura tra la parete e l’aria presente negli ambienti abitativi, determinando così una sensazione climatica più piacevole ed evitando il formarsi di fenomeni di condensa e muffa dovuti ai ponti termici.

Ma attenzione: isolare troppo significa ridurre i ricambi di aria per cui è necessario, nel caso le verifiche tecniche lo richiedano, intervenire con sistemi di ventilazione meccanica controllata.

I materiali di produzione dei pannelli di rivestimento

I materiali con cui vengono prodotti i pannelli di rivestimento a cappotto si possono dividere innanzitutto in due grandi categorie: quelli di origine sintetica e quelli di origine minerale.

Tra i primi citiamo i pannelli Eps, in polistirene espanso sinterizzato (Knauf Therm) e quelli Xps in polisterene estruso (Styrodur), o in poliuretano espanso rigido (Stiferite).

Tra i prodotti più interessanti di questa categoria ci sono le lastre isolanti in Eps addittivato con grafite per migliorare le caratteristiche di resistenza alla compressione (Neopor by Basf – Fassa Bortolo, pannello Eps Resphira).

I cappotti di origine minerale sono invece le lane di roccia (Rockwool sistema Redart, Röfix Firestop 036), le lane di vetro (pannello G3 Isover Saint Gobin) e i pannelli in calcestruzzo areato autoclavato (Multipor di Xella).

Tra le loro caratteristiche annoverano un ottimo comportamento di resistenza al fuoco, oltre alla traspirabilità che li rende anti-muffa e alle ottime prestazioni acustiche.

Ci sono poi altri materiali meno diffusi come utilizzo, ma con caratteristiche ecologiche più spiccate, come il sughero (Tecnosugheri, sughero Corkpan), la fibra di legno (BetonWood), la fibra di canapa (Canapa Tech).

Pochi diffusi e ancora da approfondire, la fibra di cellulosa e la lana di pecora.

E se si necessitano di spessori ridotti? Ci sono le recenti nanotecnologie dell’aeropan, il pannello in aerogel silice amorfa rinforzata con fibre, che consente ottime prestazioni con spessori molto ridotti rispetto a quelli degli altri materiali.

Il sistema cappotto: come funziona

Il cappotto termico esterno non è costituito solo dal pannello ma è composto da più parti, per questo tecnicamente è più corretto parlare di sistema cappotto, costituito dai vari materiali che formano lo strato: il collante, il pannello di isolante termico, i tasselli e le soluzioni per l’ancoraggio, l’intonaco di fondo, la rete di armatura, lo strato esterno di intonaco di finitura e altri eventuali accessori (Brianza Plastica Isotec Parete, Weber Webertherm Comfort G3).

Un sistema a cappotto è una soluzione certificata in tutte le sue componenti, meglio nota con il nome sistema Etics (External Thermal Insulation Composite System); con questa sigla la Direttiva Europea ha voluto individuare i sistemi realizzati da materiali le cui proprietà sono state verificate e certificate come compatibili fra loro e la certificazione ottenuta dalle aziende viene così denominata Eta (European Technical Assessment), ottenuta in riferimento alle linee guida Etag 004.

Il sistema a cappotto deve rispondere anche ai requisiti della Circolare Ministeriale relativi al comportamento al fuoco dei rivestimenti di facciata.

Edifici esistenti ed edifici di nuova costruzione

In generale il cappotto è un rivestimento esterno della facciata dell’edificio ma, nei casi in cui per ragioni tecniche non è possibile procedere in questa direzione, si può intervenire con una soluzione di isolamento tramite un cappotto interno.

Questa soluzione ovviamente andrà a ridurre la dimensione dei locali ed è consigliata, o comunque risulta l’unica soluzione possibile, nel caso di edifici storici con particolari rivestimenti o con facciate decorate e tutelate dai regolamenti locali.

Nel caso di edifici di nuova costruzione il cappotto per l’isolamento dell’involucro non è l’unica soluzione possibile; a livello progettuale si possono prevedere sistemi differenti monoblocco, come per esempio il sistema in blocchi Ytong della ditta Xella, che consente di realizzare un involucro costituito per tutto il suo spessore da un blocco, con ottime caratteristiche isolanti, igrometriche e, non ultimo, di protezione al fuoco.

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Cristina MolteniCristina Molteni: Laureata in architettura al Politecnico di Milano, si occupa di progettazione e di direzione lavori, con particolare attenzione agli edifici Nzeb e alle caratteristiche ecosostenibili dei materiali; svolge studi di fattibilità per lo sviluppo e la riqualificazione urbanistica | Linkedin
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