Home Imprese Sostenibili Anche il design diventa bio: come l’edilizia può diventare sostenibile

Anche il design diventa bio: come l’edilizia può diventare sostenibile

pubblicato il:
design sostenibile - biodesign
Foto di Pexels da Pixabay

Tra le grandi protagoniste della Milano Design Week appena trascorsa non sono mancate l’economia circolare e la sostenibilità: l’importanza di una strategia green per il futuro del design ha trovato posto al centro di un dibattito che abbraccia il mondo dell’edilizia e dell’architettura

È possibile intrecciare i valori della sostenibilità e della circolarità con l’estro del design e le esigenze strutturali dei suoi materiali? La domanda è legittima e da anni costringe il mondo del design a riflettere sulle sue capacità di rispondere a una consapevolezza ambientale, sempre più diffusa.

Non sorprende allora la scelta di porre proprio la questione della conciliazione tra sostenibilità e architettura al centro del convegno Dal design al biodesign: protagonisti a confronto, organizzato da Anab (associazione nazionale architettura bioecologica), che da più di 30 anni è in prima linea su argomenti legati all’architettura, alla progettazione e realizzazione in linea con l’ecologia.

Relatori del confronto, svoltosi il 10 settembre nello spazio Gonzaga 7 di Milano, sono stati due interpreti della scena del design: Enrico Baleri – designer e imprenditore – e Paolo Bartoli – architetto e designer – che hanno esposto il loro punto di vista sulla possibilità di un incontro tra architettura e sostenibilità.

Il design è sostenibile? Non lo so – confessa Baleri, fondatore dell’omonimo Centro Ricerche – So però che personalmente ho adottato come valori fondanti per la mia ricerca aspetti quali l’autenticità, la leggerezza, l’ironia, l’ecologia, l’evoluzione. Se questi sono rispettati allora è possibile mettere in atto la non obsolescenza, che è la vera essenza del creare sostenibile“.

Dal design al biodesign

La sostenibilità nell’architettura e nell’edilizia, dunque, passa essenzialmente attraverso la non obsolescenza: per far sì che l’oggetto che si sta progettando non muoia, è fondamentale lo sforzo di una ricerca, che coinvolga in primis la scelta dei materiali.

Tuttavia, come ha spiegato poi l’architetto Paolo Bartoli, il percorso che porta al prodotto di design, specie quello frutto di produzione in serie, industriale, è un incrocio di esigenze che ha quali aspetti fondamentali la tecnologia, innanzitutto, ma anche l’economia e il consumatore.

Il design funziona quando dialogano questi tre fattori” sostiene Bartoli. In questo senso, se decliniamo la sostenibilità nelle sue valenze di sostenibilità ambientale, economica e sociale, il concetto di design sostenibile (o biodesign) diventa qualcosa che trova già un riscontro nella realtà e che, però, è possibile soltanto attraverso il dialogo tra imprese, consumatori e istituzioni.

La direzione da seguire, di conseguenza, sembra di fatto già tracciata. E in tale direzione intende muoversi l’Anab: nel corso del convegno, infatti, il presidente Anab Paolo Rava ha voluto sottolineare come l’obiettivo dell’associazione sia quello di ampliare il campo di conoscenza e di applicazione dell’ecologia in architettura e in edilizia.

Occorre, ancora una volta, una strategia a livello nazionale che miri ad affiancare i decisori politici e legislativi, affinché il tema della sostenibilità non rimanga inascoltato.

Su scala più piccola, però, qualcosa intanto si sta già muovendo e ne è un esempio la proposta didattico-formativa lanciata da Anab. L’idea è quella di una scuola di formazione mediterranea che possa proporsi come motore del biodesign nel nostro Paese e in tutta Europa.

Pensiamo che la filosofia mediterranea sia un elemento importante – conclude Ravae riteniamo fondamentale tornare a ripensare e progettare ripensando a sistemi che siano legati alla natura reale in cui viviamo, impiegando i materiali legati al territorio, tenendo conto anche dei microclimi in cui si va a operare“.

(testo redatto da Loris Savino)

Condividi: