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La bioedilizia è anche poetica, nel libro “La casa distratta”

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Monja Marini - La casa distratta

“La casa distratta” è il nuovo testo di Monja Marini, ingegnere che ha a che fare con le costruzioni sia in maniera pratica che poetica.

Non sarebbe la prima volta che una casa diventa letteratura. Ricordo il bellissimo testo di Sebastiano Vassalli, Cuore di pietra, ma il nuovo libro di Monja Marini, ingegnere edile con spiccata attenzione per la sostenibilità, non ha eguali.

Qui entrano in gioco le tesi della bioedilizia, affiancate a versi poetici. Un connubio veramente particolare da cui prende spunto La casa distratta (acquistabile in versione ebook o su Amazon).

Lo stile della Marini si allontana da quello che possiamo aspettarci per un manuale tecnico, in quanto l’argomentazione è intrecciata con numerosi riferimenti in ambito letterario e autobiografico, fornendo un approccio multidisciplinare verso città e abitazioni. All’autrice abbiamo posto alcune domande.

Partiamo da titolo del libro? Da dove nasce?

La scelta di questo termine non è casuale. Un giorno lessi la poesia Paradossi e Ossimori del poeta statunitense John Lawrence Ashbery e, in modo del tutto visionario, ho sostituito nel testo la parola poesia con casa.

Questo cambio di significato mi ha colpito tanto da intitolare il saggio proprio così. In fondo, la casa racchiude il sentimento dell’abitare ed è distratta se noi lo siamo.

Leggendo il libro si intuisce che non le basti la tendenza Green verso lo sviluppo sostenibile indotto dalla mobilità elettrica e dalle case n-Zeb (nearly Zero energy building – edificio con consumo energetico pari quasi a zero)…

Non lo ritengo sufficiente. Non dobbiamo valutare solo il risultato finale ma tutto il ciclo di produzione. Occorre una cultura che spinga a camminare e a consumare meno.

Potrebbe descrivere una casa confortevole? Che requisiti dovrebbe avere?

È confortevole quel luogo che riflette sensazioni di benessere, in cui è piacevole relazionarsi, un contesto sano dove si percepisce la qualità del costruito e dell’ambiente circostante. Sicurezza e salubrità rappresentano tematiche imprescindibili perché sono priorità sociali.

In La casa distratta cita molti poeti, come mai questa scelta?

Tutto è collegato, la conoscenza nasce dall’unione di visioni completamente diverse.

L’abitazione può essere percepita in modi differenti?

Sì, poiché in relazione alla sensibilità e alle attitudini personali. La casa può essere identificata con la rappresentazione del proprio Sé e con aspetti psicologici profondi.

Quale si immagina sia il lettore di questo libro?

Il lettore ideale è una persona curiosa e interessata a interpretare ciò che gli sta intorno con una luce diversa, oserei dire caleidoscopica

Quale messaggio vuole lasciare?

Il filo conduttore della trattazione è di tornare a parlare di relazioni tra le persone. Mettere sempre al centro l’essere umano e la sua salute è la monade di ogni progetto, insieme a un approccio multidisciplinare verso la tecnologia e la sostenibilità ambientale.

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