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Nascerà a Milano una Rete degli spazi ibridi

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rete degli spazi ibridi
Foto di Shridhar Gupta da Unsplash

Spazi polivalenti, avremmo detto una volta, ma oggi li chiamiamo ibridi. Si tratta di luoghi – di lavoro, cultura, aggregazione – che superano il loro obiettivo primario (quello di vendere o di produrre una rendita economica) per trasformarsi in spazi di servizio per la comunità di prossimità, riallacciando le relazioni di quartiere e fornendo servizi oggi indispensabili.

Esistono, nei quartieri milanesi, realtà che lavorano per rigenerare la socialità locale, offrendo anche servizi utili alle persone; in questi spazi ibridi si coniugano innovazione sociale, azioni culturali, nuove forme di commercio, socialità e aggregazione.

Anche attraverso il recupero di immobili e di aree urbane ormai inutilizzate. Si potrebbero definire esempi di sostenibilità sociale.

Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di realizzare, in via sperimentale, la Rete spazi ibridi, un elenco qualificato degli spazi ibridi cittadini, una mappa di chi fa innovazione socio-culturale a Milano.

Librerie che offrono servizi di coworking; bar e bistrot che fungono anche da portineria di quartiere, negozi che aiutano a ritrovare una socialità ormai perduta, anche a causa dell’emergenza sanitaria. Iniziative dall’alto valore sociale, di servizio ma anche barriera al degrado urbano e stimolo alla rigenerazione della città.

Una prima mappatura, presentata al Comune la scorsa primavera, ne ha contati 26 distribuiti in tutta la città, con una utenza complessiva di oltre 1 milione di persone all’anno: solo per citarne alcuni, ci sono l’area ex Ansaldo, che oggi ospita Base Milano, l’ex cascina che ha visto nascere Mare Culturale Urbano, l’ex fabbrica di cristalli che oggi ospita lo Spirit de Milan, il Mercato Lorenteggio che oggi propone un mix di commercio tradizionale e iniziative sociali per il quartiere.

Il registro Rete degli spazi ibridi – che sarà accessibile con un bando pubblico – vuole incentivare il coordinamento tra le attività degli spazi che si iscriveranno all’elenco, armonizzare l’offerta di servizi e attività al pubblico e promuovere la loro visibilità.

Il provvedimento nasce dalla volontà di riconoscere e facilitare la creazione di una rete coordinata delle realtà di socialità, aggregazione e fruizione culturale, favorendo l’interlocuzione tra il Comune di Milano e tutte queste esperienze attive nei quartieri, per rivitalizzare economicamente e culturalmente i quartieri, migliorandone la qualità della vita e l’offerta di servizi nell’ottica della Città a 15 minuti.

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