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Efficienza energetica, strategia fondamentale contro i cambiamenti climatici

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Foto di Thomas Kelley da Unsplash

Da sempre, l’efficienza energetica è considerata una strategia fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici. Oggi, con l’impennata dei prezzi dell’energia, diventa una risorsa preziosa per salvaguardare i bilanci delle imprese. E aumentare l’attrattività del nostro Paese per gli investimenti dall’estero

Nel luglio del 2020, in una fase in cui la pandemia da Covid faceva sentire i suoi effetti, pesantissimi, sull’economia, Nomisma e Rekeep Restart pubblicavano Un Green New Deal sul patrimonio immobiliare pubblico.

Lo studio, che voleva dare indicazioni concrete per permettere al paese di rialzare la testa, provava a quantificare i vantaggi per il paese derivanti dalla riqualificazione profonda del patrimonio immobiliare pubblico non residenziale.

In sostanza, a fronte di un investimento di 39 miliardi di euro per la deep renovation di uffici comunali e scuole territoriali, si avrebbe avuto un effetto moltiplicatore sul Pil di 3,6 punti, generando benefici per quasi 142 miliardi, con 870.000 nuovi posti di lavoro creati.

A questi vantaggi si sarebbero poi aggiunti la rivalutazione degli immobili, con un incremento pari a circa il 30% del loro valore e i benefici in termini di riduzione delle emissioni, stimato in 934.000 tonnellate di CO2 in meno.

Adesso, in una fase per fortuna diversa, Nomisma e Rekeep, hanno rifatto i conti, focalizzandosi questa volta sulla sanità territoriale.

Lo studio si concentra sullo sviluppo di una rete di ospedali di comunità, case della comunità e residenze sanitarie assistenziali, cioè quelle strutture che secondo il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbero servire a rafforzare l’assistenza sanitaria a livello dei territori e a superare le criticità che sono emerse con la pandemia da Covid.

Incrociando i dati sul numero di strutture effettivamente esistenti e su quelle previste dal Pnrr, l’analisi quantifica il numero di strutture che servirebbero per soddisfare il fabbisogno standard, indicato in una struttura ospedaliera per 50.000 abitanti.

Per gli ospedali di comunità, a fronte di 163 oggi attivi, il Pnrr ne prevede 381 e secondo i calcoli di Nomisma e Rekeep ne servirebbero altri 661.

Le case della comunità operanti sono 489, quelle indicate dal Pnrr sarebbero 1.288 e per lo studio ne servirebbero ancora 1.233. Stesso discorso per le Rsa: per raggiungere il parametro-obiettivo di 10 posti letto ogni 1.000 anziani sarebbe necessario aprire 527 nuove strutture.

Lo studio determina poi gli investimenti necessari: per attuare il modello di sanità territoriale delineato dal Pnrr sarebbero necessari 8,2 miliardi di euro (comprese le spese per gli impianti tecnologici) intervenendo su 3.563 strutture.

Il Pnrr prevede già una parte di questo importo, poco più di 3,3 miliardi e sarebbero così necessari altri 4,9 miliardi di euro per completare gli interventi.

Per reperire questi fondi Nomisma e Rekeep suggeriscono la formula della partnership pubblico-privato, che prevede di affidare a una società esterna gli interventi che vengono ripagati attraverso la gestione successiva dell’immobile, o attraverso operazioni in project financing.

Come per lo studio dell’anno scorso, anche in questo caso i vantaggi per l’economia sono importanti: per ogni euro speso se ne genererebbero 3,5, quindi a fronte di un investimento di 8,2 miliardi si avrebbe un ritorno di quasi 26 miliardi.

I benefici riguarderebbero anche la sanità, con riduzioni dei costi ospedalieri, dei tempi di attesa e della durata dei ricoveri, e aumenti nella qualità dei servizi erogati.

Importanti anche i vantaggi per l’ambiente, già a partire dal fatto che quasi l’80% degli interventi sarebbe a consumo zero di suolo (riqualificazione delle strutture esistenti), a cui si sommerebbe la riduzione delle emissioni di CO2 e l’attivazione di meccanismi di economia circolare.

E se le nuove realizzazioni avessero bisogno di modelli a cui ispirarsi, potrebbero guardare all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, il primo ospedale verde mai costruito nel nostro Paese.

Già dal salone d’ingresso, lungo più di 200 metri e alto 30, i visitatori e i pazienti si trovano di fronte a un vero e proprio giardino d’inverno, con alberi, fiori e piante aromatiche.

Tutti i degenti possono vedere le piante che crescono fuori dalle finestre delle loro camere e sui terrazzi che circondano l’edificio, che è stato pensato con l’obiettivo di ridurre il più possibile i tempi di convalescenza sfruttando i benefici della visione di piante e altri elementi naturali.

Le misure di efficienza energetica potrebbero diventare fondamentali nelle strategie con cui contrastare gli incrementi dei prezzi dell’energia che si intravedono all’orizzonte.

È quanto afferma Enerbrain, azienda torinese che opera in 13 paesi nel settore dell’efficienza, che ha lanciato un appello affinché il Governo attivi una qualificazione ulteriore delle imprese e degli organismi già efficientati.

Le tecnologie per l’efficienza di Enerbrain, che combinano intelligenza artificiale e IoT, garantiscono tempi di ritorno sugli investimenti assai ridotti e possono generare risparmi utili a compensare gli aumenti dei costi dell’energia.

Che la situazione del nostro paese stia cambiando è attestato anche dall’Ey Infrastructure Barometer, un sondaggio realizzato ogni anno tra dirigenti di aziende, istituti finanziari e società di private equity del settore infrastrutturale di tutto il mondo, che ha l’obiettivo di valutare la fiducia degli investitori nel settore delle infrastrutture in Italia.

Quasi il 60% degli intervistati prevede di investire in Italia nei prossimi 12 mesi, con infrastrutture energetiche e tecnologia, media e telecomunicazioni che guidano la classifica delle preferenze davanti a trasporti e infrastrutture sociali.

Tra le ragioni che orientano le scelte ci sono i vantaggi legati all’economia dell’Eurozona, il bisogno di colmare il gap infrastrutturale, la possibilità di ottenere rendimenti più elevati, la concorrenza limitata rispetto ad altri paesi europei e la buona qualità percepita delle nostre infrastrutture, specie per il settore dei trasporti.

Tra i fattori che limitano invece la propensione a investire nel nostro paese, burocrazia, il rischio di contenziosi e instabilità politica.

Il sondaggio conferma anche l’importanza della sostenibilità: tra i criteri a cui gli investitori prestano maggiore attenzione figurano quelli Esg (Environmental, Social, and Governance).

Il 56% degli intervistati afferma infatti di aver tenuto in considerazione le aziende con i rating Esg più alti e il 31% si è servito di criteri di screening negativi per evitare di investire in società non conformi ai requisiti di sostenibilità.

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