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Anche del pesce non si butta più via niente

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pesce blu - economia circolare
Foto di Marc Pascual da Pixabay

Al Dipartimento Diceam dell’Università mediterranea di Reggio Calabria, in collaborazione con il Cnr, si sta valutando come estrarre Omega-3 dagli scarti del pesce blu. Ma anche come produrre biogas e fertilizzanti. Un’azienda, la Callipo ci crede e appoggia economicamente le ricerche.

Il tonno e le acciughe non finiranno solo sott’olio. Il futuro delle aziende che si occupano di conserve alimentari è infatti quello di recuperare gli scarti di lavorazione di questo pesce grasso e darne una nuova vita.

È questa la strategia dell’azienda Giacinto Callipo Conserve Alimentari. Realtà calabrese con una storia di 108 anni alle spalle che sta supportando le ricerche che l’Università di Reggio Calabria, dipartimento Diceam (Ingegneria Industriale e Ingegneria Civile e Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile) e l’Istituto Cnr per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati di Palermo stanno portando avanti nel settore ittico.

Tutto ciò che è scarto di questa filiera alimentare, fanghi compresi, sono studiati attentamente per trasformarli in prodotti ad alto valore aggiunto di omega-3, bioenergia e fertilizzanti organici, che sembrano essere fantastici per far crescere un’altro prodotto locale: le cipolle di tropea.

In questo modo si estende la vita utile dei prodotti e si riducono, al tempo stesso, le emissioni di CO2.

Lo racconta a Pink&Green Emilia Paone, post doc in chimica che sta lavorando insieme a tanti colleghi provenienti da discipline diverse su questo progetto coordinato da Giovanni Leonardi, direttore del dipartimento Diceam.

Importante, come sempre è la collaborazione tra i centri di ricerca universitari e le aziende. Teoria e pratica, ma anche conoscenze trasversali e creatività, come sottolinea la Paone, sono gli ingredienti che non possono mancare. A ciò si aggiunge lo sviluppo territoriale.

Il futuro della nostra regione e del sud Italia passa anche dalla valorizzazione delle risorse che il mare ci offre e il compito delle Università e delle Imprese è fare sistema per promuovere nuovi modelli di sviluppo basati su ricerca, innovazione e sostenibilità, temi da sempre al centro della nostra visione e strategia d’impresa. La partnership con il Diceam ci offre la possibilità di supportare oggi promettenti studenti attraverso borse di ricerca e di dottorato per avere domani  giovani lavoratori calabresi che, ci auguriamo, possano essere i protagonisti di nuove attività imprenditoriali ad alto tasso di innovazione” dichiara Pippo Callipo, amministratore unico della Giacinto Callipo Conserve Alimentari.

Le attività sono condotte nei laboratori di Chimica, Ingegneria Sanitaria e Matees del Diceam in sinergia con il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea e il gruppo di Mario Pagliaro dell’Istituto Cnr per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati di Palermo.

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