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Rilassati e calmi grazie alla camomilla: i suoi effetti ansiolitici

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Foto di congerdesign da Pixabay

Uno studio, condotto per 8 settimane su 179 pazienti, ha dimostrato gli effetti ansiolitici della camomilla nella cura dei disturbi d’ansia generalizzati conclamati.

I disturbi d’ansia sono tra le malattie psichiatriche più comuni. In particolare, il disturbo d’ansia generalizzato (Gad) è caratterizzato da un’ampia gamma di sintomi sia psicologici che fisici, che spesso diventano cronici.

Solo il 30% dei pazienti riesce ad avere una completa remissione spontanea della patologia. Attualmente la terapia prevede l’utilizzo di farmaci a base di benzodiazepine, i quali però spesso procurano gravi effetti collaterali e dipendenza.

Nella maggior parte delle volte il paziente, prima di farsi visitare dal medico, si auto-diagnostica la malattia e ricorre, come primo approccio, alle piante medicinali per trattarla.

Questo atteggiamento è confermato dal fatto che in commercio sono aumentati in maniera esponenziale prodotti ansiolitici a base vegetale, anche quando – molto spesso – l’evidenza clinica non è conclamata.

Gli effetti ansiolitici della camomilla

Tra tutte le piante, quella che tradizionalmente è la più usata come rimedio, per il suo effetto rilassante e calmante, è sicuramente la camomilla (Matricaria recutita o Chamomilla recutita), la quale, in diversi studi, ha confermato la sua attività ansiolitica sugli animali di laboratorio.

Di recente si è voluto dimostrare anche, come l’erba sedativa per eccellenza, possa avere la stessa attività sull’uomo.

Lo studio è stato condotto per 8 settimane su 179 pazienti con età superiore a 18 anni che avevano un disturbo d’ansia generalizzato conclamato, ai quali è stato dato un estratto secco di camomilla pari a una dose di 1.500 mg della pianta al giorno.

Dopo le 8 settimane i ricercatori hanno osservato una riduzione clinicamente significativa del disturbo di ansia generalizzato, con una risposta farmacologica paragonabile a quella di pazienti in cura con farmaci convenzionali ma, con minori effetti avversi.

Il meccanismo d’azione della camomilla attualmente è ancora sconosciuto, ma molto probabilmente uno dei suoi flavonoidi va a interagire con tutta una serie di neurotrasmettitori a livello nervoso, in particolare con il (Gaba), il neurotrasmettitore inibitore che favorisce la calma e il sonno, target di molti farmaci sedativi-ipnotici.

In futuro sarebbe interessante avere ulteriori studi che mettessero a confronto il rapporto rischio/beneficio dell’estratto secco di camomilla con i farmaci convenzionali usati abitualmente per il disturbo d’ansia generalizzato.

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Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell'Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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