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Anche la Svizzera insiste sulle Rinnovabili

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impianto axpo

Capita che anche la Svizzera abbia intenzione di insistere sulle Rinnovabili che non siano il solito idroelettrico. E così nel Canton Glarona la utility Axpo, che in Italia, è presente anche con Pulsee, sta inaugurando il più alto impianto fotovoltaico d’Europa.

E il più potente della Svizzera, che con i suoi 2,2 megawatt di potenza produrrà circa 3,3 milioni di chilowattora di energia elettrica all’anno.

Ma non solo: AlpinSolar, questo il nome dell’impianto costruito a 2.500 metri sul livello del mare, è stato costruito sulla diga di Muttsee e quindi l’impianto ha anche la particolarità di essere adagiato proprio sul cemento della diga, dimostrando che non si è consumato nuovo suolo, malgrado i 5.000 moduli fotovoltaici portati fin qua sù dagli elicotteri.

L’inaugurazione è appena avvenuta, con qualche mese di ritardo causa pandemia, ma anche per la crisi del canale di Suez, ci racconta Christoph Sutter, responsabile delle Rinnovabili in Axpo Group che abbiamo incontrato proprio ai piedi dell’impianto fotovoltaico.

Nel progetto, oltre ad Axpo, troviamo Iwb (Industrielle Werke Basel, ovvero, il fornitore di energia della città di Basilea) e Denner, la catena di supermercati che acquisterà l’energia prodotta da AlpinSolar: ovvero i circa 3,3 milioni di chilowattora di energia elettrica all’anno.

Sutter assicura che non dovrebbero esserci cali di produzione neanche d’inverno. Anzi la neve aiuterà – riflettendo la luce – a stimolare la produzione di energia.

Axpo sul monte monte Tödi è di casa da quando ha avviato, da una decina di anni, un’importante centrale idrica di pompaggio che insiste su due dighe di Limmern e di Muttsee.

Un bunker che è una camera bianca dove ora ci lavorano ora non più di 70 persone. Un’opera a cura di Axpo, i cui vertici spiegano che “non sarebbe replicabile per la convenienza“.

Il tema dei grandi progetti di rinnovabile scotta anche in Svizzera. Una di quelle opere che riassumono la quintessenza dell’idroelettrico moderno.

A 800 metri sul livello del mare si entra nella roccia, da un portone elettrico gigantesco: immaginatevi che entrano ed escono autocarri e automobili.

Qui girano senza colpo ferire le turbine per produrre energia. È un apriti sesamo impressionante: avrebbero senza dubbio potuto girare il tunnel quantistico della serie televisiva L’uomo nell’alto castello.

La roccia di calcare si è lasciata lavorare dai moderni minatori, senza colpo ferire. Tanto per dare un’idea, il tunnel della funicolare è lungo 4 chilometri. E questo porta fin su alla prima diga e poi all’invaso principale a 2.500 metri.

Nulla è stato risparmiato: cabinovia, trenino a cremagliera, gallerie percorribili da auto, camion. Gli impianti di aereazione sono potenti e permettono agli automezzi di muoversi ancora con i motori a endotermici.

Ma con tutta l’energia che si produce qui (il sistema di pompaggio di Limmern ha una capacità di 1.000 megawatt) il passaggio alla mobilità elettrica sarà uno scherzo.

Il bunker nella montagna ha anche un’altra ottica: ovvero quello artistica. Queste foto lo dimostrano…

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