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Difendere la natura comprando l’anidride carbonica

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co2 crediti di carbonio
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Di recente si è conclusa l’acquisizione da parte di Carbon Angels di una quota di Carbon Credits Consulting, operazione che rafforza la posizione di Ccc nei processi di riduzione delle emissioni climalteranti tramite la tutela delle foreste.

Tra le misure più promettenti tra quelle già oggi disponibili per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare la biodiversità ci sono le cosiddette Nature based solutions (Nbs).

Si tratta di interventi di ripristino e gestione delle aree naturali, che sfruttano la capacità degli ecosistemi di assorbire e sequestrare carbonio e di mantenere la fertilità dei suoli, proteggendoli dell’erosione.

Inoltre, le Nbs possono contribuire a migliorare la qualità della vita nei contesti urbani e a difendere le fasce costiere. Il tutto, generando nuovi posti di lavoro nel turismo e nella gestione delle aree naturali.

Nel ventaglio di opzioni riconducibili al concetto di nature based solutions gli interventi di contrasto della deforestazione e quelli di riforestazione sono tra quelle più utilizzati: crescendo, gli alberi stoccano il carbonio che assorbono dall’atmosfera, contribuendo così a mitigare i cambiamenti climatici.

Da alcuni anni, a livello internazionale è stato avviato un sistema che prevede che i soggetti che attuano progetti di riforestazione o contrastano le pratiche di taglio possano acquisire dei certificati che quantificano la CO2 che viene sottratta all’atmosfera grazie ai progetti.

Ogni certificato rappresenta una tonnellata di anidride carbonica catturata e, per garantire l’affidabilità del sistema e la sua trasparenza, i certificati sono emessi e registrati al termine di un iter di validazione dei progetti condotto da certificatori indipendenti, che verificano la coerenza tra l’iniziativa e uno standard di riferimento condiviso.

Al momento, il principale ente titolare di standard è Verra, ci sono poi Gold Standard e Plan Vivo. Questi certificati, chiamati carbon offset certificates, possono essere comprati e venduti sul mercato fino a quando il possessore del certificato non si intesta il corrispondente quantitativo di CO2 catturato: quando cioè si verifica la compensazione, appunto, di una porzione equivalente delle sue emissioni.

A differenza del mercato dei compliance carbon credits, che sono obbligatori per alcuni soggetti nell’ambito di convenzioni tra stati, come avviene per esempio con l’Emission Trading Systems dell’Ue, i carbon offset certificates hanno natura volontaria.

Possono cioè essere comprati da privati, enti o aziende non soggette ai vincoli di riduzione delle proprie emissioni, oppure da aziende regolamentate che desiderino compensare le emissioni oltre il tetto loro assegnato nell’ambito dei sistemi di compliance carbon credits.

A oggi, il volume d’affari relativo ai carbon offset certificates è ancora ridotto e si aggira intorno ai 300 milioni di dollari a livello globale. Per i prossimi anni, gli esperti prevedono però una fortissima crescita e si potrebbe arrivare a oltre 50 miliardi di dollari.

È in questo contesto che si inserisce l’acquisizione da parte di Carbon Angels, società costituita da un gruppo di imprenditori italiani, di una quota di Carbon Credits Consulting Srl, una Pmi bolognese che sviluppa progetti forestali per il contrasto al cambiamento climatico.

L’operazione, condotta secondo uno schema di club deal, ha portato nuove risorse per Ccc, che verranno utilizzate per potenziare lo sviluppo di progetti nature based solutions e la consulenza alle imprese.

Già oggi, i progetti di riforestazione realizzati da Ccc in Mato Grosso del Sud (Brasile) hanno importanti ricadute positive per la biodiversità e hanno già sequestrato oltre 350.000 tonnellate di CO2.

Inoltre, l’azienda sta lanciando nuovi progetti di conservazione di foreste naturali di tipo Redd+ (Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation) in Amazzonia e in Argentina, mentre altri sono in fase di analisi in Africa e Asia.

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