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Soluzioni innovative per salute e benessere, nelle smart city

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in-habit progetto smart city
Foto di Photoholgic da Unsplash

A Lucca, con il progetto In-Habit, si sperimentano soluzioni innovative che, attraverso tecnologie e digitale, portino benesse inclusivo alle persone, all’interno di un concetto di città smart del futuro.

Quattro città pilota, quattro diverse tematiche legate al benessere urbanistico e inclusivo: In-Habit (tutte le informazioni sul progetto sono online) è il progetto europeo che coinvolge Lucca, Cordoba (Spagna), Nitra (Slovacchia) e Riga (Lettonia).

Ognuna di queste città ha individuato un tema specifico come base di partenza per sviluppare il proprio progetto: l’obiettivo è che ogni cittadina possa diventare, in futuro, un esempio replicabile anche per altre città di piccole e medie dimensioni.

In-Habit punta a sperimentare soluzioni innovative per promuovere la salute e il benessere inclusivi nelle smart city del futuro: per far questo, ciascuna delle quattro città indagherà la possibilità di mobilitare risorse esistenti, come la cultura, il patrimonio, il cibo, il rapporto uomo-animale, l’arte e l’ambiente, per farle diventare strumenti volti al benessere comunitario.

La riscoperta degli spazi pubblici, in un’ottica nuova, è ciò che sta alla base del progetto, attraverso la capacità di porre grande attenzione alle pari opportunità, all’equità e all’inclusione (in un’ottica Gdei: Gender, Diversity, Equity, Inclusion).

Per raggiungere questo obiettivo, In-Habit prevede l’utilizzo di innovazioni tecnologiche e digitali, il rispetto della natura, la tutela della cultura e della socialità negli spazi pubblici urbani.

Le soluzioni innovative del progetto In-Habit

Le soluzioni saranno co-progettate e co-gestite con i cittadini, nell’arco del quinquennio 2020-2025.

A Cordoba saranno replicati i tradizionali patii (cortili) del centro storico a Las Palmeras, un quartiere svantaggiato della città; a Riga verrà creato un food hub multifunzionale nell’area del mercato locale di Agenskalns.

A Nitra verrà creato un paesaggio urbano multifunzionale reversibile open source lungo la pista ciclabile di 8 km che collega il quartiere di Dražovce con il centro città.

L’esperienza progettuale di Lucca

Lucca diventerà la prima smart city europea pensata su misura per far convivere in equilibrio l’uomo con gli animali (Hum-an).

Fra le varie iniziative in cantiere ci sono le animabili, percorsi urbani intelligenti dedicati agli animali e ai loro padroni, percorribili dal centro fino alle periferie.

Per realizzare queste nuove infrastrutture inclusive, il Comune di Lucca ha coinvolto diversi esperti, tra cui Chiara Mariti, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, che spiega: “L’obiettivo del progetto, partito ormai un anno fa, è quello di riconsiderare la presenza e il ruolo degli animali in città, ponendoli al centro della vita quotidiana e creando nuove occasioni per vivere insieme la città.

Non solo: a proposito di inclusività e attenzione ai soggetti più fragili, In-Habit permetterà di interpretare gli animali come mediatori e risorse in un’ottica assistenziale, di soccorso, di sviluppo dell’autonomia.

Lucca sarà quindi la prima città europea che realizza concretamente un nuovo modo di fruire gli spazi e l’ambiente, accessibili a tutti e più a misura di uomo, ma anche a misura degli animali, che con l’uomo vivono a stretto contatto, attraverso un ripensamento complessivo degli spazi pubblici del futuro“.

I percorsi saranno realizzati in co-design con la cittadinanza tramite una serie di incontri, volti anche allo sviluppo di altre soluzioni, che rispondano ad altre esigenze e tocchino altri aspetti, come interventi nelle scuole, l’educazione ambientale e animale: saranno dei veri e propri focus group volti a rendere la vita più semplice – continua MaritiE tutto questo è possibile grazie al supporto di 37 partner, tecnologici e non. Per esempio, verrà sviluppata un app per chi frequenta percorso, così da condividere le informazioni tra gli utenti“.

Lucca si prepara quindi a diventare una smart city a tutto tondo, tramite un progetto che sia il più possibile vicino a chi la vive e chi la visita: il progetto è infatti anche quello di sviluppare un turismo sostenibile per chi viaggia con gli animali.

Sono sempre di più i turisti, italiani e stranieri, in particolar modo tedeschi e olandesi, che arrivano a Lucca e cercano alberghi e strutture che siano disposti a tenere i loro amici a quattro zampe e che offrano servizi in tal senso, come la presenza di un pet sitter – continua MaritiStiamo lavorando, quindi, anche in tal senso: le sfaccettature sono molteplici e Lucca è il miglior campo di prova perché è una città piccola e allo stesso tempo molto attrattiva“.

Il progetto prevede attività di Innovation and Research, per cui sarà strettamente monitorato in tutte le sue fasi, con il Comune da capofila.

Tutte le visioni, i comportamenti e le conoscenze che nasceranno all’interno dei gruppi target e nelle comunità locali, sia offline che online, saranno analizzate, al fine di replicare le azioni in tutta Europa e oltre, creando reti ed ecosistemi volti a creare le città del futuro.

Per garantire soluzioni che funzionino davvero per le città e i loro abitanti, infatti, In-Habit metterà le persone al centro della sua strategia creando People-Public-Private-Partnerships (Pppps) che coinvolgeranno responsabili politici, urbanisti e amministrazioni locali, imprese (sociali) e ricercatori.

Per promuovere cambiamenti di mentalità e comportamenti virtuosi, per sostenere i passaggi culturali necessari, il progetto coinvolgerà bambini e giovani, minoranze culturali/etniche e sessuali, donne, anziani e disabili, per raggiungere i suoi obiettivi di inclusione e diversità.

Oltre alle parti interessate in ogni città, In-Habit collaborerà anche con istituzioni e organizzazioni a livello sia europeo che internazionale.

La coordinatrice del progetto, la professoressa Mar Delgado dell’Università di Cordoba descrive il grande impatto del progetto come “un’opportunità unica per indagare come le città di piccole e medie dimensioni possano mettere in atto strategie per promuovere la salute e il benessere inclusivi, integrando diverse risorse che esistono già, ma che non sono ancora state valorizzate“.

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