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Com’è cambiata la digital life dei cittadini, nella nuova normalità

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la digital life degli italiani
Foto di Austin Poon da Unsplash

Volenti o nolenti, a causa di quanto successo negli ultimi due anni, i cittadini si sono trovati di colpo immersi in una digital life pervasiva: il rapporto La digital life degli italiani, realizzato dal Censis, ne mostra i dettagli.

Non riguarda più solo le aziende: la transizione digitale ha ormai raggiunto milioni di cittadini italiani, abituati ogni giorno a fare i conti con meeting online, appuntamenti virtuali, presentazzioni e documenti condivisi sul cloud.

Non solo: come conferma Stefano Quintarelli, presidente di Agid – l’agenzia digitale italiana – lo Spid ha superato quota 25.000.000, testimoniando la pervasività che la tecnologia e il digitale hanno ormai sulle nostre vite.

Una situazione che ha analizzato la ricerca La digital life degli italiani (il report può essere scaricato online), realizzata dal Censis in collaborazione con Lenovo, che mostra sicuramente un impatto positivo sulla qualità della vita dei nostri connazionali, nonostante le difficoltà con cui, ogni giorno, si confrontano per impostare connessioni e configurare i loro dispositivi.

Gli italiani e la transizione digitale

La digitalizzazione migliora la vita anche se ancora 13,2 milioni di italiani hanno problemi di connessione; tuttavia il dato è chiaro, per il 70,4% degli intervistati la digitalizzazione ha migliorato la qualità della vita, semplificando tante attività quotidiane.

E ancora, per il 74,4% degli utenti è ormai normale utilizzare più dispositivi contemporaneamente – smartphone, pc, laptop, tablet, smart tv, console di gioco – ovunque e senza limiti orari: il 71,7% degli intervistati, infatti, svolge ovunque le proprie attività digitali (i giovani per il 93%), spesso di notte – il 25,5% (il 40% tra i giovani).

Tra le altre evidenze del rapporto va segnalato che il 90,3% degli italiani dichiara di possedere prodotti tecnologici in linea con le proprie esigenze, il 73% vive in famiglie in cui ogni membro si connette con un proprio dispositivo, il 71,1% ha una connessione casalinga ben funzionante, il 67,9% risiede in abitazioni in cui ciascuno ha uno spazio in cui svolgere le proprie attività digitali.

Il tutto con una certa confidenza, nonostante i casi di cybercrime indichino una certa leggerezza degli utilizzatori italiani di tecnologia; il 69,4% degli utenti si sente sicuro quando effettua pagamenti o altre operazioni finanziarie online (il 74,5% tra i laureati) mentre il 55,6% utilizza almeno qualche volta i servizi cloud per salvare documenti e informazioni (con punte del 77,5% tra i dirigenti e del 63,9% tra i laureati).

Tra i punti negativi evidenziati dal report del Censis emerge il fatto che in Italia si contano ancora 4,3 milioni di utenti di dispositivi senza connessione.

Complessivamente sono 22,7 milioni gli italiani che lamentano qualche disagio in casa, con stanze sovraffollate in cui è complicato svolgere al meglio le proprie attività digitali (14,7 milioni) o con connessioni domestiche lente o malfunzionanti (13,2 milioni).

12,4 milioni di italiani devono infine condividere il proprio dispositivo elettronico con i propri familiari e 4,4 milioni li ritengono inadeguati a soddisfare i propri bisogni.

Per Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis “serve un progetto di società digitale pienamente inclusiva, che possa dare risposta alla domanda ancora insoddisfatta di dispositivi, connessioni, competenze, e superare le diversità di accesso“.

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