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Il legame tra alimentazione e benessere è regolato dai microrganismi

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Foto di Vitalii Pavlyshynets da Unsplash

Il Mita – Master Internazionale in Tecnologia degli Alimenti – delle università di Parma e di Buenos Aires ha organizzato un webinar dedicato al mondo degli alimenti. Protagonista è stato il rapporto tra alimentazione e microbiota intestinale e come la dieta influisca sul benessere del nostro organismo

Niente di nuovo dal fronte alimentare, verrebbe da dire. In effetti, che la qualità della nostra alimentazione sia legata a doppio filo con il benessere psicofisico è ormai qualcosa di assodato.

Ma quel che si nasconde dietro questo stretto legame è un mondo ancora in larga parte da scoprire: è il mondo dei microrganismi che abitano il nostro corpo e, in particolare, il nostro intestino.

La cosa potrà forse allarmare chi legge, eppure è proprio così: ciascuno di noi dà alloggio stabile a un numero altissimo di microrganismi. Non c’è niente da temere però, perché questo fenomeno è del tutto normale e, soprattutto, non costituisce una minaccia, bensì un fondamentale alleato nel mantenimento del nostro stato di salute.

Proprio di questo ha parlato martedì 12 ottobre Marco Gobbetti, preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie presso la Libera Università di Bolzano e ospite del webinar Alimenti e microbioma intestinale, evento organizzato dal Mita – Master Internazionale in Tecnologia degli Alimenti, delle università di Parma e di Buenos Aires.

Il numero di microrganismi che popolano il tratto intestinale è dieci volte superiore al numero di cellule del nostro organismo – ha spiegato GobbettiSe invece ci riferiamo al microbioma, quindi all’insieme di geni contenuti in questi microrganismi, troviamo un numero di geni addirittura 150 volte più grande rispetto a quello dei geni che possiede l’uomo. Stiamo parlando di un esercito di microrganismi e di un potenziale genetico davvero notevole“.

Da qui deriva l’interesse sempre più spiccato da parte della comunità scientifica verso l’universo microbico contenuto nel nostro intestino. I risultati raccolti in questi anni, d’altra parte, tracciano i contorni di un campo di ricerca ricco di aspetti da indagare, che coinvolgono le sfere più disparate della salute umana.

Nel corso dell’evento, l’accento è stato posto in particolare sul rapporto che lega un corretto regime alimentare al microbiota intestinale.

Dagli studi presentati dal professor Gobbetti è emerso come una dieta, in buona misura aderente a quella mediterranea, si rifletta non tanto sulla composizione delle popolazioni microbiche ospitate dal nostro corpo – aspetto questo che è determinato piuttosto da fattori come l’appartenenza geografica, l’età, l’utilizzo indiscriminato di antibiotici e addirittura la modalità del parto, se naturale o cesareo – quanto piuttosto su come questi microrganismi siano in grado di lavorare alla sintesi di sostanze benefiche per il nostro organismo.

Quando si dice che la dieta è il principale fattore di prevenzione del rischio di una patologia, con le conoscenze che abbiamo oggi possiamo dire che questo è vero, anche perché la dieta guida il metabolismo dei microrganismi presenti nel tratto intestinale. Se ci prendiamo cura dei nostri amici microscopici, loro in cambio renderanno il nostro futuro certamente più felice” conclude Gobbetti.

(articolo redatto da Loris Savino)

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