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Meno sprechiamo cibo e meglio facciamo all’ambiente

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spreco di cibo
Foto di Thought Catalog da Unsplash

Anche nel nostro Paese si moltiplicano app e piattaforme che connettono individui e aziende per ridurre e idealmente azzerare, gli sprechi di cibo. Perché i cambiamenti climatici possono essere contrastati con le scelte che facciamo ogni giorno.

La produttività totale dei fattori dell’agricoltura è una metrica che tiene conto di tutte le risorse – suolo, lavoro, capitale e materiali – impiegate nella produzione agricola e le mette a confronto con la quantità totale della produzione di colture e bestiame.

Se la produzione totale cresce più velocemente degli input totali, allora la produttività totale dei fattori di produzione sta aumentando e così la quantità di cibo disponibile, fatto che contribuisce a dare più concretezza a questa misura.

Lo studio Anthropogenic climate change has slowed global agricultural productivity growth, pubblicato di recente su Nature Climate Change, ha lanciato un segnale d’allarme proprio a partire da questo indicatore.

Secondo gli autori della ricerca, dal 1961 i cambiamenti climatici avrebbero infatti ridotto del 21% la produttività totale dei fattori del sistema agricolo globale, con un calo ancora più marcato in Africa e in America Latina.

Si tratta di un’altra conferma – l’elenco è ormai sterminato – degli impatti dei cambiamenti climatici sulla capacità di produrre cibo a sufficienza per tutti.

Questi impatti vanno a sommarsi a quelli dei conflitti, a quelli delle disuguaglianze e della pandemia: combinati assieme, questi fattori determinano in larga misura l’attuale panorama dell’insicurezza alimentare in cui il numero di persone che soffrono la fame è cresciuto di oltre 110 milioni tra il 2019 e il 2020.

Le iniziative contro la fame…

Partendo dall’assunto che una persona affamata non è una persona libera e che, quindi, la fame equivalga (anche) a una privazione dei diritti, Azione contro la fame, organizzazione umanitaria internazionale che da oltre 40 anni è impegnata nella lotta alla fame in quasi 50 paesi del mondo, ha presentato Mai più fame.

Il manifesto, firmato da personalità come Tiziano Ferro, Federica Pellegrini, Dario Vergassola, Carlo Petrini, Marco Cappato, Ferruccio De Bortoli, Peter Gomez, Marco Tarquinio, Chiara Maci, Germano Lanzoni e Vincenzo Maisto, chiede al governo italiano di rafforzare i propri impegni nel contrastare la fame.

In particolare, il manifesto sollecita l’esecutivo a prevedere per il 2022 un fondo di solidarietà alimentare a sostegno delle famiglie più povere e ad attuare gli Accordi di Parigi del 2015 per contenere il surriscaldamento globale entro +1,5°C.

Inoltre, Azione contro la fame chiede al governo di adoperarsi per la piena attuazione della Risoluzione 2417 dell’Onu, che sanziona l’uso della fame come arma di guerra e di promuovere lo sviluppo dell’agroecologia, intesa come strumento per assicurare la sicurezza alimentare alle popolazioni più vulnerabili.

Accanto a queste proposte, che guardano al versante della produzione del cibo, si moltiplicano quelle che mirano invece a ridurre gli sprechi degli ultimi anelli della filiera, dalla grande distribuzione ai consumatori finali.

La lingua parlata è il sismografo più sensibile delle trasformazioni socioculturali: Babbel, piattaforma specializzata nell’apprendimento delle lingue, rileva la diffusione di parole come natmad, espressione danese che indica la pratica di lasciare ai propri ospiti gli avanzi della cena per uno spuntino notturno, in sostanza una doggy bag da casa.

Dalla Norvegia arriva se, lukt, smak, letteralmente guarda, annusa, assaggia, un modo per incoraggiare i consumatori a non basarsi solo sulla data di scadenza di un prodotto.

Container, in tedesco, è invece l’azione che consiste nel salvare del cibo ancora commestibile, ma scartato dai supermercati per motivi estetici.

… e contro lo spreco di cibo

Think About è una piattaforma che mette in collegamento produttori di cibo e aziende, con l’obiettivo di recuperare i prodotti alimentari che verrebbero altrimenti scartati per motivi estetici o perché hanno una scadenza ravvicinata.

Le aziende aderenti, a oggi sono 55 per circa 70.000 persone coinvolte, hanno la possibilità di offrire ai propri dipendenti prodotti a prezzi scontati.

Da quando è stata presentata nel novembre 2020, la piattaforma ha permesso di evitare la distruzione di 6 tonnellate di cibo. Numeri che devono essere stati apprezzati, se si considera che il crowfunding lanciato dall’azienda è andato oltre le aspettative e ha permesso di raccogliere più di 150.000 euro, che verranno utilizzati per sviluppare una app per ampliare il numero di utenti del sistema.

Tra le app contro lo spreco di cibo, Too Good To Go è senz’altro una delle più note. All’inizio del 2021 la piattaforma ha presentato il patto contro lo spreco alimentare, un’iniziativa che punta a coinvolgere enti, aziende e supermercati per mettere il tema dello spreco di cibo al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica.

Di recente, altre 5 aziende, Bauli, cameo, Gruppo Felsineo, Olio Raineri e Sperlari, hanno deciso di sottoscrivere il patto.

Tra i vari punti in cui si articola il patto – etichetta consapevole, azienda consapevole, consumatore consapevole, supermercato contro lo spreco, fabbrica contro lo spreco – merita di essere segnalato proprio quest’ultimo.

Le aziende che lo sottoscrivono si impegnano a monitorare la propria catena di produzione e a limitare gli sprechi, soprattutto di quei prodotti che rimangono in magazzino e che non possono più essere utilizzati.

Questi prodotti sono poi distribuiti ai cittadini attraverso delle Super Magic Box, acquistabili sempre tramite l’app Too Good To Go e ritirabili presso dei luoghi designati, i Magic Market.

Tra i soggetti che hanno deciso di aderire al patto c’è anche Cirfood, azienda con oltre 13.000 dipendenti attiva nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare.

Oltre ad aver organizzato un sondaggio da cui è emerso che per quasi l’80% degli intervistati il pasto nelle mense scolastiche è un’occasione per educare i più giovani a mangiare in modo sano, l’azienda ha presentato Aiutaci a ridurre lo spreco, un’iniziativa che prevede la distribuzione di bag antispreco pensate per riportare a casa il pane e la frutta non consumati a scuola.

Grazie a Too Good To Go anche gli chef stellati hanno avuto l’occasione di unirsi alla lotta contro lo spreco alimentare. Carlo Cracco, Cristina Bowerman, Claudio Sadler, Eugenio Boer, Marco Ambrosino, Niko Romito e Gaia Giordano, Davide Caranchini, Alessandro Ingiulla, Philippe Léveillé e Caterina Ceraudo hanno infatti preparato delle Chef Box, in cui gli acquirenti hanno trovato un piatto anti-spreco, accompagnato dalla ricetta e dal conteggio della CO2 emessa dai vari alimenti.

Tecnologie e app per non sprecare risorse

Phenix è una app nata in Francia che, grazie a un sistema di geolocalizzazione, permette di scegliere il negozio che aderisce alla piattaforma e creare una box tematica (per vegetariani, vegani, bio) e di andare a ritirare a un’ora prestabilita.

Dopo lo sbarco in Italia a marzo del 2021, ha di recente annunciato l’acquisizione di Myfoody, la prima startup italiana impegnata contro lo spreco alimentare.

L’operazione permette al player francese di rafforzare la sua presenza nel nostro paese, considerato che tra i clienti di Myfoody ci sono marchi della Gdo quali Lidl Italia e Unicoop Tirreno e collabora con più di 200 punti di vendita sul territorio.

Oltre alla app, Phenix mette a disposizione della Gdo diversi altri strumenti: il Phenix Date, un tool digitale che permette ai supermercati di semplificare e ottimizzare la gestione dei prodotti in scadenza sugli scaffali; il Phenix Stick, che permette alle aziende di ottimizzare la vendita dei prodotti in scadenza, elaborando una strategia adatta per ogni reparto e per i diversi prodotti.

Infine, una piattaforma per collegare supermercati, industrie e produttori che intendono effettuare donazioni di cibo e gli enti di beneficenza.

Restando in tema Gdo, Esselunga ha presentato un docufilm che racconta i 15 anni della sua collaborazione con il Banco alimentare.

Prodotto da Bbc StoryWork, il filmato fa parte della web serie Better Lives Through Better Business, dedicata alle aziende del largo consumo che hanno deciso di innovare i propri processi produttivi in chiave sostenibile.

I numeri, in effetti, parlano chiaro: ogni anno Esselunga dona oltre 1.500 tonnellate di prodotti, per un valore che supera i 6.700.000 euro e che si può stimare in 3 milioni di pasti.

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