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Industria del vetro: nuovo stabilimento Vetropack alle porte di Milano

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Bonificata e riqualificata l’ex area Saffa tra Magenta e Boffalora sopra il Ticino dove la svizzera Vetropack ha investito 300 milioni di euro. Lo stabilimento dovrebbe essere pronto entro il 2023

Riqualificare e bonificare i territori è sempre buona cosa. E i cittadini di Magenta e Boffalora sul Ticino (Mi) aspettano da tempo che in quell’area che identificano come ex Saffa (la Società Anonima Fabbriche Fiammiferi ed Affini), ma anche ex dogana austriaca e se vogliamo dirla tutta anche ex Engie, ciò avvenga.

Siamo lungo la SR11 Milano-Novara. Ed è qui che entro il 2023 sarà ultimato un nuovo stabilimento dedicato alla produzione di packaging in vetro firmato Vetropack Italia.

L’azienda, che fa parte dell’omonimo gruppo svizzero, conosce bene il territorio in questione, non foss’altro perché a 25 chilometri da qui ha da più di 60 anni uno stabilimento che sempre di vetro vuoto si occupa.

Come afferma Sergio Antoci, direttore generale di Vetropack Italia, “cercavamo una zona che non fosse lontana più di 25 km (o 25 minuti)  dal vecchio stabilimento“.

Ed ecco che il Sindaco di Boffalora sopra Ticino, Sabina Doniselli e ancora prima il collega Curzio Trezzani (ora presidente VII Commissione Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione. del Consiglio regionale della Lombardia) hanno assicurato un taglio degli oneri di urbanizzazione dell’80%, a fronte ovviamente di una bonifica importante soprattutto da amianto (si parla di 40mila mq di materiale).

300 i milioni investiti nella costruzione del nuovo stabilimento che proprio ieri ha visto la posa della prima pietra. 350mila i metri quadrati dove sorgerà il nuovo stabilimento produttivo.

Non è chiaro quanti saranno i nuovi posti di lavoro, ma i presidi delle scuole superiori stanno già lavorando con Vetropack per disegnare percorsi e competenze adatte. Come ricordava Trezzaniuna volta non c’era famiglia della zona che non avesse un parente che lavorasse in Saffa…“.

Ora la Vetropack potrebbe raccogliere il testimone. Da qui usciranno bottiglie, vasetti e tutto quanto riguarda il packaging del vetro. Un vetro che nelle intenzione di Antoci dovrebbe prendere forma da quello riciclato.

L’appello, infatti, è “fate attenzione a non conferire nel cassonetto del vetro la ceramica, altrimenti non possiamo riusare al meglio il vetro“.

Ciò detto, va aggiunto che gli italiani sembrano essere tra i più virtuosi d’Europa nella gestione della raccolta differenziata del vetro. Con quota 78,6% del vetro recuperato. I dati sono di Coreve, Consorzio Nazionale per il Recupero del Vetro.

Dati che mostrano come l’industria del vetro sia sempre più sostenibile e che fanno risparmiare quasi 4 milioni di tonnellate di materie prime vergini evitando emissioni di CO2 in atmosfera per 2,2 milioni di tonnellate.

Lo stesso stabilimento Vetropack di Boffalora sopra il Ticino risulta dover essere costruito da Gse Italia – qui in qualità di General Contractor – con logiche sostenibili. Previsti interventi sulla viabilità e sulle aree verdi. Una boccata di ossigeno per la zona.

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