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Italcementi, la sostenibilità deve diventare una scelta di valore

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Italcementi annuncia nuovi prodotti – cementi e calcestruzzi – a ridotta impronta di CO2 per guidare il settore edile verso la transizione ecologica. Perché la sostenibilità deve diventare una scelta di valore e non solo di performance

Guidare il settore edile verso la transizione ecologica, offrendo alle aziende clienti prodotti tecnologicamente avanzati, realizzati con materie prime di sostituzione, che aiutino a consumare meno risorse naturali, mantenendo un’alta qualità, valori di performance ottimali con il pieno rispetto delle normative e producendo in fabbriche certificate.

Italcementi, ribadisce annunciando i nuovi prodotti della linea eco.build, vuole guidare il cambiamento e per questo ha investito in ricerca e innovazione per sostenere la sfida odierna, quella della sostenibilità.

Per Roberto Callieri, amministratore delegato di Italcementi, “le soluzioni costruttive ad alta sostenibilità saranno il vantaggio competitivo del futuro e proteggeranno il mercato italiano dall’import“.

Ma, ci tiene a rimarcare, la sostenibilità non è solo quella ambientale. Ecco perché l’azienda del gruppo HeildelbergCement è sempre attenta anche alla sicurezza sul lavoro, in tutte le sue fabbriche.

I nuovi prodotti Italcementi sono stati segmentati in tre livelli misurabili di riduzione della C02: contenuto di clinker (il semilavorato che una volta macinato diventa cemento), contenuto di materie prime seconde provenienti da altri cicli produttivi e performance ambientale di prodotto, mantenendo la qualità e la sicurezza di sempre e a costi competitivi.

Calcestruzzi, inoltre, ha studiato prodotti in coerenza con i Criteri Ambientali Minimi, richiesti nelle gare pubbliche, che prevendono il 5% di materiali riciclato, per arrivare a percentuali di sostituzione più alte per progetti più ambiziosi in cui sono richiesti materiali in grado di soddisfare protocolli di certificazione nazionali e internazionali come Leed, Itaca o Envision.

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infografica sulla sostenibilità dei materiali (fonte Italcementi)

Serve però un salto culturale, afferma il direttore commerciale di Italcementi Stefano Roncan: “oggi i nostri prodotti sono scelti per la loro qualità tecnica, più che per il loro valore ambientale“. Serve quindi far percepire loro che la sostenibilità è invece una scelta di valore.

E il valore della sostenibilità del calcestruzzo è indubbio, spiega Alfonso Di Bona, amministratore delegato e direttore generale Calcestruzzi, perché “deve essere consegnato a una distanza massima di 30 km dal luogo del cantiere – quindi è già un prodotto con filiera corta – è duraturo (fino a 150 anni) e viene prodotto con materiali riciclati in regola con i Cam – criteri minimi ambientali – e quindi è sostenibile per definizione“.

Con l’attuale normativa i Cam sono limitati al 5% di materiali riciclati, ma Calcestruzzi ha già oggi prodotti che arrivano a utilizzare anche fino al 7-8%, con il 20% in meno di CO2 dei concorrenti.

Per Italcementi e Calcestruzzi, la sostenibilità parte dal controllo di qualità che viene fatto sui cementi e sui calcestruzzi e passa anche attraverso la certificazione.

Gli impianti di produzione del cemento e del calcestruzzo sono certificati Csc, lo standard internazionale del Concrete Sustainability Council, e garantiscono un processo di approvvigionamento responsabile su tutta la filiera di produzione.

Inoltre, oltre 40 prodotti sono dotati di dichiarazione ambientale di prodotto (Epd) che rendiconta i potenziali impatti ambientali associati alla realizzazione di un prodotto/servizio, lungo tutto il suo ciclo di vita, attraverso la metodologia Lca (Life Cycle Assessment).

Insomma, tecnologia, innovazione e ricerca della sostenibilità, per ridurre le emissioni di CO2eq, massimizzare l’uso di materie prime seconde di qualità e coinvolgere la comunità locale per ridurre l’abbandono dei rifiuti edili e dare una spinta economica alle aziende del territorio.

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