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Cop26 ci andremo per salvare vite umane. Le nostre…

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gloasgow cop26
Foto di Fredrika Carlsson da Unsplash

Il Nationally Determined Contribution dovrà tenere conto che qui, oltre alla salvaguardia del Pianeta, c’è di mezzo la nostra Salute. Finora il tema era sotto traccia

A Glasgow arriva la Cop26 con un significato storico/economico che è una bomba: salvare le vite umane su questo Pianeta. Proprio nella città dove la rivoluzione industriale ha fatto una delle terre più devastate dal punto di vista della salute andrà in scena una conferenza delle parti che ci auguriamo trovi le soluzioni ai nostri mali.

Il cancro a Glasgow

Sono anni che sui tabloid inglesi emerge che il tasso di mortalità tra gli abitanti di Glasgow, la città più popolosa della Scozia e la seconda più grande del Regno Unito, è il più alto tra le città della Gran Bretagna.

Si parla del 15 percento di morti dovute a malattie, non solo tra i sobborghi, ma anche nei quartieri più ricchi. Il tasso di mortalità di Glasgow è il più alto nelle fasce di età tra i 15 e i 44 anni (quelle che chiedono con forza attenzione e rispetto all’ambeinte), tra i 45 e i 64 anni e oltre i 65 anni.

Principalmente per il gran numero di morti causati dal cancro e dalle malattie cardiache. Ma non solo: Sono aumentati: il numero dei suicidi, le violenze, l’abuso di droghe e alcool, gli incidenti stradali.

Le morti da cambiamenti climatici

In realtà questa è la fotografia del nostro mondo e non solo di Glasgow. Di pari passo con un Pianeta ammalato, anche noi siamo ammalati.

I cambiamenti climatici aggiungono pepe a questa situazione, sono le Nazioni Unite a far di conta: nel periodo dal 2000 al 2019, ci sono stati 7.348 gravi eventi catastrofici che hanno causato 1,23 milioni di vittime, colpendo 4,2 miliardi di persone, con conseguenti perdite economiche globali per circa 2,97 trilioni di dollari.

Si tratta di un forte aumento rispetto ai vent’anni precedenti. Più del doppio.

Si muore di inquinamento. E la decarbonizzazione è l’unica strada per diminuire l’inquinamento. L’industria che da lavoro e vita, non può essere anche causa di morte.

I leader mondiali che arriveranno in Scozia, i migliaia di negoziatori, rappresentanti di governo, imprese e cittadini per dodici giorni di negoziati dovranno avere ben chiara questa situazione che fino a oggi è sfuggita alle altre Cop.

Il Nationally Determined Contribution e la Salute

L’impegno di puntare a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C è importante perché ogni decimale di grado di riscaldamento causerà la perdita di molte altre vite umane e altri danni ai nostri mezzi di sussistenza.

L’Ndc – ovvero il Nationally Determined Contribution – il piano nazionale indicante la misura della riduzione delle proprie emissioni, non potrà avere che linea guida quella della Salute. Dopo i due anni di Covid dovrebbe essere ancora più chiaro.

Se la Cop26 fallisse, cosa che non ci auguriamo affatto, fallirebbe qualsiasi piano di welfare si possa poi immaginare. Teniamone fortemente conto.

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