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I rivenditori di materiali edili possono diventare protagonisti dell’economia circolare

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consorzio rec - rifiuti edili
Foto di Gerhard G. da Pixabay

In che modo le rivendite edili possono diventare protagoniste dell’economia circolare? Attraverso la piattaforma del Consorzio Rec che agevola il conferimento dei rifiuti da costruzione e demolizione e la distribuzione dei materiali nuovi

Nonostante la tecnologia legata ai materiali da costruzione fa passi avanti – vedi il recente annuncio di Italcementi dei prodotti eco.build – il settore fa fatica a stare al passo con i tempi e, soprattutto, a limitare gli abbandoni dei rifiuti edili.

Vi sarà capitato di trovarli, infatti, in qualche anfratto di una stradina di campagna o, addirittura, abbandonati sui marciapiedi in città. Colpa certamente di tante piccole aziende che non si fanno scrupolo di abbandonare i rifiuti pur di risparmiare pochi euro per il conferimento dei detriti edili negli appositi centri di raccolta.

L’intero processo tuttavia è poco agile e va sicuramente migliorato, anche per sfruttare, attraverso l’economia circolare, la massa di rifiuti edili prodotti quotidianamente, dai quali si potrebbero trarre materie prime seconde.

In Italia, secondo l’ultimo report Ispra sui rifiuti speciali (prodotti dall’industria), emerge che i rifiuti edili provenienti da costruzione e da demolizione nel 2019 contavano quasi il 48% del totale dei rifiuti speciali non pericolosi e il 44% dei totali rifiuti speciali.

Da qui l’iniziativa del Consorzio Rec (Recupero Edilizia Circolare) che pone grande attenzione ai temi dell’economia circolare e dell’ambiente e che coinvolge tutti gli attori della filiera delle costruzioni.

Si tratta di un progetto che vuole dare la possibilità ai punti vendita associati di ritirare i rifiuti da costruzione e manutenzione all’interno dei propri store. Nel nostro Paese si contano infatti circa 7.500 rivenditori di materiali, con una distribuzione capillare su tutto il territorio.

Il flusso è semplice ma molto interessante: le Pmi edili e gli artigiani conferiscono in modo differenziato i rifiuti di costruzione e demolizione presso i Centri Preliminari di Raccolta (Cpr) che li avviano agli impianti di recupero e riciclo.

I materiali riciclati ottenuti possono essere distribuiti e venduti attraverso la stessa rete dei centri vendita del consorzio, riducendo gli sprechi e migliorando i vantaggi per le imprese edili.

I Cpr possono infatti fare aumentare il riciclo e facilitare la diffusione e la vendita di nuovi materiali riciclati di qualità, diventando protagonisti dell’economia circolare. Ci spiega come funziona la piattaforma nel dettaglio Francesco Freri, presidente del Consorzio Rec.

Questa opportunità è scaturita grazie al lavoro svolto sulla parte normativa del processo: nello scorso settembre 2020, infatti, è stata pubblicato in Gazzetta Ufficiale la modifica alla norma che riguarda il Deposito temporaneo dei rifiuti (all’articolo 185 bis del Decreto legislativo 152 del 2006) creando la figura giuridica del Deposito preliminare alla raccolta, che semplifica molto il processo

In questo scenario, quindi, il rivenditore si deve impegnare a rispettare il disciplinare e registrare i dati dei conferimenti di rifiuto, perché chi acquista i materiali riciclati come materie prime seconde deve ottenere le necessarie garanzie di qualità e di tracciabilità.

Si tratta in definitiva, oltre che un’ottima notizia per l’ambiente e per l’economia circolare della filiera edile, anche di una grande opportunità di business, sociale e ambientale.

In Lombardia apre Market Inerti per agevolare lo sviluppo del mercato degli aggregati riciclati

In Lombardia, la produzione di rifiuti speciali, secondo i dati del 2018, si attesta sui 32 milioni di tonnellate, di cui circa il 40% (13 milioni) sono inerti derivanti da demolizione e costruzione.

Si tratta di un trend crescente con un incremento di circa 3,9 milioni di tonnellate rispetto al 2010 (+35%). La buona notizia è che, a partire dal 2010, è stata anche incrementata proporzionalmente la percentuale di recupero (+59%).

Se, infatti, nel 2018 solo il 4% degli inerti veniva smaltito, oggi il 96% di questi materiali è stato avviato a operazioni di recupero. “L’efficienza degli impianti di recupero è molto alta, pari a circa il 98%. Quindi tutti i rifiuti avviati a tali impianti vengono trasformati in materia. Resta però difficile il collocamento di tale materiale per logiche di mercato” afferma l’assessore regionale Raffaele Cattaneo.

Da qui l’iniziativa Market inerti, un’innovativa piattaforma web che consetne lo sviluppo del mercato degli aggregati riciclati derivanti dal recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Market inerti – progetto di Regione Lombardia e Ance Lombardia, realizzato da Arpa Lombardia, in collaborazione con Anapar e Anepla – risponde all’indicazione della normativa sui rifiuti, che prevede esplicitamente che le Regioni promuovano iniziative per favorire lo scambio degli aggregati riciclati.

Nella piattaforma online vengono diffuse le informazioni sugli aggregati riciclati disponibili sul mercato, che possono essere utilizzati in sostituzione del materiale inerte di cava, per la realizzazione di opere pubbliche e private.

Materiale che può essere destinato a molteplici utilizzi ambientali e ingegneristici come realizzazione di rilevati, riempimenti, sottofondi (stradali, ferroviari, aeroportuali), fondazioni e confezionamento di calcestruzzi.

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