Lego, un esempio di sostenibilità

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Foto di Xavi Cabrera da Unsplash

Proprio così, Lego Group, la celebre azienda fondata nel 1932 da Ole Kirk Kristiansen in Danimarca, ha adottato una strategia che la porterà a diventare un vero proprio esempio per quanto riguarda la sostenibilità.

Questa strategia è sicuramente degna di nota per un’azienda che ha sempre utilizzato la plastica come materia prima principale.

Che cos’ha in mente Lego?

L’azienda intende impegnarsi nella costruzione di un futuro sostenibile. Tramite il servizio Lego Replay l’azienda danese prova a creare un’economia circolare, poiché in questo modo i consumatori hanno la possibilità di dare i propri mattoncini inutilizzati ad altri bambini.

Non solo, Lego organizza eventi realizzati su misura per i bambini, utilizzando il gioco per aiutarli a comprendere e capire come risolvere i problemi attuali relativi alla sostenibilità e all’ambiente.

In particolare vengono organizzate delle attività con lo scopo di far scoprire ai bambini il valore e l’importanza del riciclaggio, i pericoli dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua, oltre all’importanza di preservare l’ambiente e gli animali, stimolando la capacità di problem solving; è possibile iscriversi a questi eventi comodamente dal proprio smartphone.

La strategia sostenibile

L’ambizioso piano dell’azienda danese è quello di realizzare i propri mattoncini utilizzando materiali sostenibili entro il 2030, senza compromettere la qualità o la sicurezza dei prodotti.

Gli standard che Lego si impone sono alti: i materiali dovranno essere prodotti responsabilmente, utilizzando risorse rinnovabili o riciclate, minimizzando i rifiuti e rendendo il prodotto totalmente riciclabile alla fine della sua vita utile.

Per raggiungere questi obiettivi, Lego ha annunciato un investimento di 400 milioni di dollari in 3 anni. Anche per quanto riguarda il packaging, l’azienda danese ha intenzione di cambiare direzione ed entro il 2025 il packaging sarà realizzato interamente con materiali rinnovabili o riciclati.

L’azienda ha anche accettato le sfide del climate change e, di conseguenza, si impegnerà a ridurre le proprie emissioni di CO2 utilizzando energie rinnovabili anche grazie alla partnership con Wwf.

Il processo di miglioramento per un futuro sostenibile si sta rivelando tutt’altro che semplice, dal momento che i materiali testati fino a ora, tra cui l’amido di mais e la plastica riciclata, si sono rivelati inadatti.

Tuttavia bisogna ricordare che il piano è orientato sul lungo periodo e Lego si sta già impegnando in maniera tangibile in questo senso, considerando anche le centinaia di milioni di dollari spesi per la ricerca.

Gli obiettivi dell’azienda di Billund sono in linea con quelli delineati dal governo danese; il piano nazionale di ripresa di Copenaghen infatti indirizza il 59% dei fondi investiti al processo di transizione ecologica e alla lotta ai cambiamenti climatici.

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