Home Eco Lifestyle Ecoscambio: anche in Italia si può fare Sperrmüll

Ecoscambio: anche in Italia si può fare Sperrmüll

smaltimento rifiuti
Foto di Nathan Copley da Pixabay

Prende il nome di Ecoscambio il progetto avviato presso il Comune di Bacoli nell’area Flegrea di Napoli. A volerlo è stata Valentina Sanfelice di Bagnoli, amministratrice unica di Flegrea Lavoro, che in questa puntata di Pink&Green ci spiega l’iniziativa.

Bellissimi progetti di recupero e condivisione di oggetti si diffondono in Italia in nome di un’economia sempre più circolare. L’iniziativa, che in Germania prende il nome di Sperrmüll – letteralmente rifiuto ingombrante -, a quanto pare sta prendendo piede anche qui in Italia.

Prova ne è il progetto Ecoscambio, iniziativa ideata da Flegrea lavoro, la municipalizzata del Comune di Bacoli che si occupa di igiene urbana.

A parlarcene in questa nuova puntata di Pink&Green, Valentina Sanfelice di Bagnoli, amministratrice unica di questa Spa: “L’idea è quella di dare una seconda vita a quanto non serve più, trasformando un rifiuto in una risorsa“.

In pratica uno spazio dove si possono portare oggetti non più utilizzati e metterli a disposizione di altri. E nel frattempo, magari, portare a casa qualcosa di cui se ne ha più bisogno: libri, elettrodomestici, apparecchiature elettriche, computer, accessori, ma anche giocattoli, mobili e articoli di arredo attendono un nuovo proprietario all’interno della sede dell’azienda di igiene urbana dove è stata allestita una sala ad hoc.

I residenti del comune di Bacoli possono così recarsi presso lo sportello durante i giorni e gli orari di apertura (ogni martedì e sabato dalle 9:30 alle 11:30, ma se l’esperimento funziona gli orari saranno ampliati) per donare ciò che non usa più o, come in una sorta di mercato dell’usato, scegliere e ritirare il prodotto di proprio interesse.

È chiaro: abbiamo bisogno di gestire al meglio i rifiuti. E come dimostra l’esperienza e l’appello della SanFelice si deve trovare il modo di costruire impianti a km zero per smaltirli al meglio.

Oppure, evitare di produrre rifiuti. Anche questo a tendere sarebbe una bella cosa. Magari con l’aiuto degli addetti ai lavori. Sicuramente Valentina Sanfelice di Bagnoli non si tirerà indietro.

Prova ne è l’ecoscambio che “contribuisce a infondere la cultura del riuso che insieme al riciclo e alla riduzione dei rifiuti costituisce un passo fondamentale per favorire processi di sviluppo sostenibile“.

Così facendo possiamo ridurre enormemente le quantità di rifiuti da smaltire e, di conseguenza, anche i costi per il loro smaltimento.

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