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Decarbonizzazione dei trasporti, ecco come si muovono le aziende

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Foto di Alexander Popov da Unsplash

Il tema della decarbonizzazione dei trasporti è in cima alle agende dei Governi e anche alla Cop26 ci si concentra sulla discussione per ridurre l’impatto ambientale del settore. Nel frattempo le aziende e le organizzazioni si stanno muovendo…

Le emissioni del settore dei trasporti rappresentano una parte importante sulla quota totale ed è per questo che alla Cop26 di Glasgow il tema della decarbonizzazione della mobilità è tra i punti caldi e più discussi.

Gli incontri nei quali si sono discusse le strategie per rendere più green il settore si sono concentrate sorattutto su come organizzare e normare la transizione verso veicoli a zero emissioni ma, poiché il tema è particolarmente rilevante per quanto riguarda le merci, il focus dei negoziati ha percorso la strada della promozione di iniziative nel trasporto aereo e marittimo.

In Italia le emissioni di CO2 legate ai trasporti rappresentano circa il 25% del totale ed è per questo che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili si è impegnato per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Per farlo sarà necessario sfruttare bene le risorse messe in campo con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che destina il 75,6% delle risorse di competenza del Ministero a progetti per il contrasto alla crisi climatica.

In particolare la nostra nazione ha bisogno di una poderosa cura del ferro, ovvero dobbiamo potenziare le linee ferroviarie per ridurre l’uso del trasporto su gomma.

Da qui nascono progetti per l’alta velocità, il potenziamento delle reti regionali, le interconnessioni con le aree interne, ma anche il rinnovo del parco autobus nazionale, gli investimenti per il trasporto locale sostenibile, anche marittimo, la realizzazione di ciclovie per incentivare la mobilità dolce.

Le aziende del settore dei trasporti puntano alla decarbonizzazzione

Alle aziende che partecipano alla campagna Race to Zero si aggiunge anche easyJet, la low cost del trasporto aereo, che si è impegnata a stabilire un target intermedio di riduzione delle sue emissioni di anidride carbonica per il 2035 e poi a perseguire l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050.

La compagnia aerea sta lavorando da tempo alla realizzazione di voli più sostenibili; per Johan Lundgren, Ceo di easyJet, “l’ambizione è quella di raggiungere un volo a emissioni zero nel Regno Unito e in tutta Europa e stiamo lavorando proattivamente insieme ai leader del settore, come Airbus e Wright Electric, per aiutare a supportare e promuovere le tecnologie a zero emissioni per gli aerei passeggeri del futuro“.

Oltre all’anidride carbonica, easyJet si sta concentrando anche sulla riduzione della plastica – più di 27 milioni di articoli monouso in plastica sono stati eliminati – così come sulla riduzione dei rifiuti all’interno delle sue maggiori operazioni e della catena di approvvigionamento.

La mobilità del futuro? sostenibile e pulita grazie alle rinnovabili

Come sarà per le aziende del settore la mobilità del futuro? Sostenibile, grazie all’uso delle energie rinnovabili e alla diversificazione dei vettori energetici, orientata alla qualità del servizio, con un’offerta più flessibile, integrata e personalizzata per rispondere in modo efficace alle esigenze quotidiane degli utilizzatori.

Questa è l’opinione delle imprese e delle startup che hanno partecipato a Mce 4×4 che è stata raccolta, caso per caso, nella guida Ritorno al futuro… della mobilità presentata nel cosrso di Mce 4×4, iniziativa organizzata da Assolombarda e dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con Nuvolab.

Per Gioia Ghezzi, vicepresidente di Assolombarda con delega a Infrastrutture, Mobilità e Smart City “il compito fondamentale del settore mobilità è dunque offrire urgentemente soluzioni innovative per essere protagonista nella transizione ecologica e rispondere ai nuovi stili di vita. Soluzioni innovative per la mobilità sostenibile si raggiungono tramite la sperimentazione e attuazione di processi di open innovation. Per attuarle, le imprese necessitano di procedure semplificate, chiare e veloci, di reale supporto allo sviluppo immediato di una mobilità sempre più sostenibile e innovativa“.

Rafforza il concetto anche Alvise Biffi, componente di Giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, per il quale “la crescita del settore dei trasporti e delle infrastrutture dovrà andare di pari passo con il miglioramento delle condizioni ambientali“.

La guida è stata realizzata per aiutare le aziende e le startup del settore dedi trasporti a orientarsi nelle nuove tendenze tecnologiche: dai veicoli elettrici e a idrogeno alla guida autonoma, dalla mobilità aerea urbana alla micromobilità, dalla Hyperloop agli aerei supersonici.

Il rapporto 2021 sulle tecnologie e sulle politiche ambientali di Cruise Lines International Association

Cruise Lines International Association (Clia), associazione di categoria del settore crocieristico, ha pubblicato il Global Cruise Industry Environmental Technologies and Practices Report, realizzato da Oxford Economics, per mostrare l’impegno del settore verso pratiche di turismo responsabile e i progressi nello sviluppo di tecnologie ambientali per il settore.

Il report approfondisce anche la ricerca di combustibili alternativi e offre una valutazione sulle politiche che il settore sta mettendo in atto per sostenere il percorso di sostenibilità.

Dai dati emerge infatti che, in aggiunta al gas naturale liquido (Gnl), oltre i tre quarti della flotta globale di navi da crociera per capacità passeggeri è attualmente predisposta per utilizzare combustibili alternativi.

Le fonti di carburante alternative agli oli combustibili pesanti attualmente in fase di sperimentazione includono biodiesel, metanolo, ammoniaca, idrogeno e batterie elettriche.

Il rapporto segnala però la presenza di ostacoli ingegneristici, di fornitura e normativi, che ne rallentano l’adozione su larga scala. Ciò nonostante, l’investimento di 26,5 miliardi di dollari da parte del settore crocieristico sta dando impulso alla ricerca e sviluppo in questo ambito.

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Fonte Clia

Il progetto di citizen science Guardiani della Costa

Abbiamo visto quanto le giovani generazioni siano insoddisfatte della velocità con cui i Governi stanno affrontando la crisi climatica e con quanto entusiamo vogliano partecipare a queste discussioni e portare il loro contributo concreto all’ambiente.

A loro si è rivolta quindi Costa Crociere per identificare le priorità di azione per contrastare il cambiamento climatico. Insieme a Enea la società ha quindi sottoposto agli studenti un questionario,per individuare le questioni ambientali che stanno più a cuore ai ragazzi e aiutarli a definire le loro richieste ad attori istituzionali pubblici e privati.

All’iniziativa hanno aderito migliaia di studenti che hanno partecipato nell’anno scolastico 2020-2021 al progetto di citizen science Guardiani della Costa di Costa Crociere Foundation.

Per 9 studenti su 10 è fondamentale perseguire la riduzione della produzione di materiali usa-e-getta, introdurre misure di decarbonizzazione per la diminuzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera e incentivare l’utilizzo di criteri di economia circolare.

8 studenti su 10, inoltre, ritengono che per la protezione dell’ambiente marino e costiero sia necessario un impegno collettivo, auspicando un maggiore coinvolgimento delle rappresentanze giovanili nei processi decisionali determinanti per il futuro del Pianeta e per la lotta ai cambiamenti climatici.

Quasi l’80% di loro è ottimista, ritenendo che siamo in tempo per salvare le coste e il mare. Il 92% dei Guardiani della Costa chiede, inoltre, l’adozione di una Legge italiana sul Clima e l’introduzione di più ore di educazione ambientale nelle scuole italiane.

Infine, quasi 9 studenti su 10 ritengono importante un impegno da parte delle aziende nell’applicazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare per quel che riguarda la realizzazione di progetti per l’utilizzo responsabile dell’acqua.

infografica guardiani della costa
Fonte Costa Crociere

Mobilità a idrogeno, partnership tra Eni e Air Liquide

Eni e Air Liquide hanno siglato una partnership per investire nello sviluppo delle infrastrutture necessarie a consentire l’espansione della mobilità a idrogeno in Italia.

Obiettivo principale sarà quello di favorire lo sviluppo sostenibile di una estesa rete di stazioni di rifornimento di idrogeno in Italia. La collaborazione includerà uno studio di fattibilità e sostenibilità per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno low-carbon e rinnovabile a supporto del mercato dei veicoli a celle a combustibile per la mobilità pesante e leggera.

A inizio 2022 Eni aprirà la prima stazione di rifornimento idrogeno in Italia in ambito urbano a Mestre (Venezia), cui seguirà la seconda a San Donato Milanese. Grazie all’accordo con Air Liquide, si rafforza la collaborazione tra operatori del settore per una ancora maggiore efficienza nel percorso verso la transizione energetica” afferma il direttore generale Energy Solution di Eni, Giuseppe Ricci.

Decarbonizzare il settore dei trasporti è un’importante sfida della transizione energetica. L’implementazione di una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno è una pietra miliare fondamentale lungo questo percorso” conclude Pascal Vinet, senior vice president e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Air Liquide.

A Varese un hub per lo sviluppo della mobilità sostenibile

Si sviluppa a Varese il progetto InnoVa che vuole creare nell’area della ex Scuola De Amicis in Valle Olona un centro di ricerca e di formazione sulla mobilità sostenibile.

La mobilità sostenibile rappresenta un tema strategico per lo sviluppo in chiave green del territorio di Varese e il progetto InnoVa – mobilità e sostenibilità per il futuro, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il bando Italia City Branding 2020 – fa parte del processo di rigenerazione e di ripensamento del modello sociale dell’area.

A metà novembre l’amministrazione comunale pubblicherà il bando per la progettazione preliminare che andrà a definire le caratteristiche e i criteri qualitativi e funzionali, il quadro delle esigenze da soddisfare e le specifiche prestazioni necessarie per la realizzazione dell’opera. L’obiettivo è avviare una fase progettuale esecutiva entro il primo semestre 2022.

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