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Stop a disboscamento e innovazione nella gestione sostenibile dei rifiuti

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Progetti forestali di sostenibilità 2019 - scatta il bosco pefc
(Pexels)

Tutelare le nostre foreste, fonte primaria di ossigeno e formidabili cacciatrici di CO2, promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti e garantire che i suoli europei siano in salute: ecco le iniziative della Commissione europea a supporto del Green Deal.

Il Green Deal europeo è un apparato giuridico molto bello, affascinante ma poco concreto: si tratta infatti di un’impalcatura attraverso la quale i membri dell’Unione europea devono poi costruire il nuovo scenario che tutti auspichiamo.

Ecco allora che la Commissione europea, per portare la concretezza che serve, ha proposto nuove norme per frenare il disboscamento, per facilitare il movimento dei rifiuti all’interno dei confini europei e promuovere l’economia circolare, contrastare l’esportazione illegale di rifiuti e i relativi problemi connessi.

Inoltre, nell’annuncio del 17 novembre, la Commissione ha presentato la strategia per la protezione del suolo che ha l’obiettivo di ripristinare, rendere resiliente e proteggere adeguatamente il suolo in tutta Europa entro il 2050.

Le nuove norme per disboscamenti, gestione dei rifiuti e tutela dei suoli europei

Frenare il disboscamento e il degrado forestale imputabili all’Unione: con le nuove norme proposte si vuole garantire ai cittadini che i prodotti acquistati, usati e consumati nel mercato europeo non contribuiscono al disboscamento e al degrado delle foreste nel mondo.

Queste norme vogliono tutelare l’espansione dei terreni agricoli in funzione della produzione di materie prime quali soia, manzo, olio di palma, legno, cacao, caffè e alcuni loro derivati.

Per garantire che il mercato accolga solo prodotti legali, che non abbiano contribuito al disboscamento, il nuovo regolamento europeo obbliga le imprese che intendono commercializzare questi prodotti a esercitare il dovere di diligenza.

Si prevede che le nuove norme, promuovendo il consumo di prodotti a disboscamento zero e attenuando l’impatto dell’Unione europea in termini di disboscamento e degrado forestale in tutto il mondo, continuiranno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e la perdita di biodiversità.

La lotta al disboscamento e al degrado forestale avrà inoltre effetti positivi sulle comunità locali, comprese le popolazioni più vulnerabili, come quelle indigene, che dipendono fortemente dagli ecosistemi forestali.

Nuove norme per la gestione dei rifiuti

Con la revisione del regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti, la Commissione si pone obiettivi di economia circolare e inquinamento zero attraverso norme più rigorose per l’esportazione dei rifiuti, un sistema più efficiente per la circolazione dei rifiuti considerati risorsa e un’azione incisiva contro il traffico illegale.

Le esportazioni di rifiuti verso paesi non appartenenti all’Ocse saranno limitate e autorizzate solo se i paesi terzi sono disposti a ricevere determinati rifiuti e sono in grado di gestirli in modo sostenibile.

Tutte le imprese europee che esportano rifiuti fuori dall’Unione dovranno inoltre garantire che gli impianti destinatari siano sottoposti a un audit indipendente da cui risulti che gestiscono i rifiuti in modo ecologicamente corretto.

La Commissione propone poi di semplificare le procedure in vigore per le spedizioni intra Ue, facilitando il rientro dei rifiuti nell’economia circolare senza abbassare il livello di controllo necessario.

Suoli europei più sani

Infine la Commissione ha presentato la nuova strategia per il suolo; terreni in buona salute sono il fondamento del 95% degli alimenti di cui ci nutriamo, perché ospitano più del 25% della biodiversità mondiale e sono il più grande serbatoio terrestre di carbonio.

Tuttavia, il 70 % dei suoli europei non sono in buone condizioni. La nuova strategia definisce un quadro con misure concrete per la protezione, il ripristino e l’uso sostenibile del suolo e propone una serie di misure, sia volontarie che vincolanti.

L’obiettivo è aumentare il carbonio nei terreni agricoli, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e garantire che entro il 2050 tutti gli ecosistemi terrestri siano in buona salute.

La strategia chiede per il suolo lo stesso livello di protezione che già esiste per l’acqua, l’ambiente marino e l’aria.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha così commentato le nuove norme: “per vincere la lotta che stiamo sferrando alle crisi del clima e della biodiversità nel mondo dobbiamo assumerci la responsabilità di agire sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea.

Il regolamento sul disboscamento risponde all’appello dei cittadini che chiedono di ridurre al minimo il contributo europeo a questo problema e promuovere consumi sostenibili. Le nuove norme che disciplinano le spedizioni di rifiuti promuoveranno l’economia circolare e garantiranno che le esportazioni di rifiuti non danneggino l’ambiente o la salute umana in altre parti del pianeta.

E con la strategia per il suolo riporteremo i terreni in buona salute, faremo sì che siano usati in modo sostenibile e ricevano la necessaria protezione giuridica“.

Le reazioni delle associazioni ambientaliste

Non sono mancati i commenti alle nuove norme – soprattutto a quella relativa alla deforestazione – da parte delle associazioni ambientaliste. Secondo Greenpeace si tratta di un importante passo avanti verso la protezione delle foreste del mondo, ma il testo presenta ancora gravi lacune.

La lista di prodotti e materie prime stilata dalla Commissione, non include carne di maiale, carne di pollo, gomma e mais, la cui produzione è legata alla distruzione di foreste ed ecosistemi – commenta Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia – Inoltre, la protezione accordata alle foreste rischia di non interessare altri ecosistemi di grande importanza per la salvaguardia della biodiversità e del clima del pianeta, come le savane e le zone umide.

È altresì preoccupante che il rispetto delle normative internazionali per la tutela dei diritti umani non venga considerato tra i requisiti per immettere questi prodotti sul mercato comunitario, lasciando i popoli indigeni e le comunità forestali tradizionali esposti ad abusi e violenze. Infine, la proposta non affronta l’impatto degli investimenti del settore finanziario europeo sugli ecosistemi planetari“.

I negoziati al Parlamento europeo e tra i ministri nazionali dovrebbero iniziare nella prima metà del 2022; Greenpeace chiede alla Commissione europea di sostenere l’adozione di una normativa rigorosa ed efficace, in grado di proteggere davvero gli ecosistemi del pianeta e chi da sempre li difende.

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