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Economia circolare, perché conviene attuarla al più presto in azienda

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economia circolare food
Foto di Edward Howell da Unsplash

Risparmio, reputation, vantaggio competitivo: chi adotta strategie di economia circolare si rinforza sul proprio mercato di riferimento. Tanto più se si parla di aziende legate al food. Ne discutiamo, in questa nuova puntata di Pin&Green, con Federica Guelfi di Dnv

Anche le aziende agroalimentari e del food stanno ragionando sull’economia circolare. Ma a quanto pare molte lo fanno ancora obtorto collo, quasi per stare dietro agli stakeholder o per reputazione aziendale, più che per strategie aziendali precise.

Lo ha messo in risalto una survey condotta da Dnv e World Business Council for Sustainable Development. Solo poco più di 1 azienda su 10, per ora, ne ha fatto il perno della propria business strategy ma c’è indubbiamente crescente attenzione.

Il 23% ha fatto in modo di includerne le istanze nei propri piani di sostenibilità, mentre più del 43% delle aziende food si sta interrogando sull’integrazione dell’economia circolare nella propria roadmap strategica.

793 le aziende che sono state interpellate appartenenti a diversi settori in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia, tra cui circa un centinaio che operano nel settore alimentare.

Eppure, è proprio nell’economia circolare che si intravede la svolta per le imprese e per il Pianeta. Tanto più se si parla di aziende che hanno a che fare con il cibo.

Ma che tipo di economia circolare è stata già digerita dalle aziende? I più diffusi: il recupero delle risorse (36%) e il ricorso a forniture circolari (20%), ovvero la sostituzione delle risorse tradizionali con alternative completamente rinnovabili, riciclate o biodegradabili.

Per capire meglio cosa sta succedendo nel mondo, abbiamo incontrato per la rubrica Pink&Green, Federica Guelfi, circular economy manager in Dnv, realtà che fornisce servizi di assurance e certificazione alle aziende.

Conviene, quindi, stare attenti a questo tema: le aziende partecipanti allo studio che hanno implementato progetti, azioni o adottato strumenti di economia circolari ne hanno beneficiato in termini di risparmio (58%; +4% rispetto alla media campione); miglioramento della brand reputation (47%; +7% vs. media), vantaggio competitivo (37%; +5%) e customer satisfaction (26%; +8%).

Cosa frena, allora, le aziende? I costi (41%), ma non solo. La mancanza di un quadro di riferimento tecnico e legale comune (41%) e di incentivi economici e normativi (38%) rappresentano ugualmente un impedimento.

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