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Le automobili alla prova del digitale: spunti per rendere sostenibile le 4 ruote

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Foto di Cash Macanaya da Unsplash

Automobili, digitale, motore elettrico, ambiente e tanto altro: sono alcuni degli argomenti toccati durante un convegno organizzato a Modena da Niew.

L’avvento dell’innovazione e della digitalizzazione sta trasformando l’assetto mondiale. I prodotti, il mercato del lavoro e i consumatori stanno cambiando: dalle automobili alla musica, dai viaggi alle professioni, il futuro lo sta disegnando la tecnologia. Ovviamente l’ottica deve essere quella della Sostenibilità.

Nel merito della – se così la possiamo chiamare – terza rivoluzione digitale, si è tenuto lo scorso 18 novembre a Modena il convegno Lezioni di futuro: l’Automotive interroga il digitale.

Automobili future, motori elettrici e non, opportunità e minacce messe in campo dalla digitalizzazione: queste alcune delle pillole che hanno animato e guidato il simposio.

Organizzato da Niew – azienda di consulenza con sede a Modena specializzata in innovazione digitale – il seminario ha voluto indagare la trasformazione in essere dovuta alla digitalizzazione in atto, dell’industria automobilistica.

A introdurre la prima parte del dibattito, in un dialogo che ha visto protagonisti Marco Fainello – noto ex progettista Ferrari, executive director e partner di Addfor e Cto di Danisi Engineering – e Andrea Cardinali, General Manager di Unrae, è stato Gianni Catalfamo, Ad della startup Onewedge.

Al convegno, durante la seconda tavola rotonda, hanno partecipato anche, sotto la moderazione della direttrice di Green Planner, M. Cristina Ceresa, Alberto Yates, country manager Italia di Booking.com, Enzo Mazza, Ceo della Federazione dell’Industria Musicale Italiana e Damiano Airoldi, founder e Ceo di Magnetic Media e curatore del Museo della Tecnologia Apple.

La digitalizzazione dell’automotive

A raccontare gli aspetti più importanti legati alla trasformazione dell’automotive digitale è Gianni Catalfamo, che nella prima parte del simposio ha voluto subito fare chiarezza attorno alla questione.

A partire da quanto ha affermato l’amministratore delegato dell’Alfa Romeo Jean Philippe Imparatol’Alfa Romeo creerà un’automobile elettrica, ma non voglio che sia un ipad con le ruote“.

Quindi, che cosa intendiamo quando parliamo di auto digitale e in che modo cambierà il nostro veicolo?

Nell’automobile digitale del futuro – ha affermato Catalfamo – le componenti digitali diventano fondamentali. Rispetto alle auto di adesso, le parti digitali andranno a costituire le fondamenta della macchina. Nasce un nuovo modello operativo tale per cui chi si occuperà di digitale dovrà conoscere molto bene il prodotto in uscita“.

Una piattaforma perfettamente studiata e progettata costituita da un modello applicativo (dato da una parte dal modello di riferimento e dall’altra dalla nostra personalizzazione), da un software di base e da un hardware.

Il prodotto finale, è l’idea dell’ingegner Catalfamo, sarà uno strumento digitale al pari di un computer in cui si pagherà un canone annuale per poter accedere a tutti gli aggiornamenti richiesti dal sistema.

Nell’ottica di Catalfamo, “il futuro è digitale. Il cambiamento avviene per necessità, oltre che ambientali, soprattutto industriali. Dobbiamo procedere verso un continuo miglioramento“.

Opportunità e minacce

Tuttavia, all’interno del panorama delineato, tanti sono ancora i dubbi e gli interrogativi che gli esperti si pongono (ma ci viene da dire che questo è il bello).

La trasformazione digitale che il mondo sta vivendo obbliga gli esperti alla ponderazione di un grandissimo numero di variabili. Problematiche del mercato, complessità del prodotto, esigenze del consumatore.

Le sfide delle aziende non sono poche: così come sottolineato da Cardinali e Fainello.

“Tra cui la data protection, ma anche le competenze – è questa l’attenzione di Cardinali – alla fine le aziende devono poter essere in grado di spiegare il prodotto al consumatore finale“.

Se prendiamo in considerazione il motore elettrico, ha fatto notare Fainello, esso è senz’altro molto più semplice rispetto a quello termico: il numero dei componenti è di molto inferiore.

Tuttavia – ha aggiunto – si tratta di uno strumento le cui componenti si rifanno alla programmazione digitale“.

Due facce di una stessa medaglia: la tecnologia sì, forse ci semplifica le vite, ma allo stesso tempo crea un prodotto sempre più complesso che richiede specifiche competenze e una visione sempre più interdisciplinare.

“Ma attenzione: i prodotti che offriamo ai consumatori – ha portato l’attenzione sul tema Cardinali sono eccessivamente sofisticati: li sappiamo spiegare? E soprattutto, li sappiamo usare? La rete di vendita deve fare una sorta di tutorial ai consumatori e deve quindi essere pronta e sempre aggiornata al nuovo“.

Nonostante gli ostacoli e le sfide siano diverse e sempre più complesse entrambi gli ingegneri concordano che, se ben utilizzata, le opportunità della digitalizzazione potrebbero essere infinite.

Anzi, ha concluso Fainellole soluzioni digitali possono aiutarci nel rendere le vetture elettriche sufficientemente in grado di suscitare emozioni al pari, o quasi, di quelle sportive“.

Attenti a ciò che ci circonda

Siamo – ha affermato M. Cristina Ceresa – nell’epoca delle urgenze e delle interrelazioni. Urgenze che ci vengono richieste, in primis dal Pianeta, come testimonia la Cop26, terminata solo pochi giorni fa. Tra queste, mi viene da dire, decarbonizzare, visto che l’industria delle automotive incide molto sulla questione“.

Ma accanto alle urgenze e alle connessioni, arrivano anche nuovi stimoli, soprattutto per ciò che riguarda ambiti finora ignorati.

Sharing economy – continua Ceresa – biotecnologie, economia circolare, l’importanza dei bilanci di sostenibilità: settori e dati che, piano piano, si stanno imponendo anche all’attenzione dell’automotive e a tutti i livelli. Interlleralazioni vuol dire anche osservare cosa sta succendendo negli altri settori economici e prenderne spunti“.

E se è vero che alcuni campi sono sul nascere, ce ne sono altri che hanno completamente rivoluzionato il mercato del mondo dei viaggi, della musica e della connessione internet.

Con booking.com – ci spiega Alberto Yates – le persone possono decidere di prenotare anche last minute. I servizi che offriamo semplificano la vita e in più offrono visibilità alle strutture alberghiere“.

Domanda e offerta sono cambiate e così anche il turismo: la differenza linguistica non rappresenta più un problema. Booking ha semplificato le procedure, l’intelligenza artificiale ci supporta e ci corre in aiuto.

Con un clic abbiamo ciò che vogliamo quando vogliamo: le persone si sono abituate a chiedere e ad avere senza aspettare. Ne è un esempio Spotify, il canale che ha rivoluzionato, per la seconda volta dopo l’ipod, l’ascolto di musica.

Oggi – spiega Mazza – la musica è un fenomeno globale e fluisce attraverso la rete: è sempre in qualunque luogo a portata di tutti. Sono milioni le persone nel mondo che accedono alle canzoni online“.

Tuttavia, è chiaro che più si dà più si chiede. Le esigenze dei consumatori aumentano sempre di più, spingendo le aziende a una continua evoluzione.

Accontentarsi e pazientare sono due parole ormai in via di estinzione, commenta questa volta Airoldi, affermando che “se gli utenti scaricano un App e per i primi 30 secondi non ne sono convinti, quellAapp può già essere considerata morta“.

Semplificare la vita è la mission delle nuove aziende. Che sia musica, viaggi o ristoranti, il tempo libero deve essere ovunque e sempre a portata di clic. E anche l’automotive non può esimersi.

La tecnologia ci viene in aiuto, ma spesso fa sembrare vecchi prodotti usciti poco prima, generando da una parte un aumento dell’offerta e quindi dei competitor e dall’altra la richiesta di maggiori competenze e nuove professioni – proprio come accade per l’automotive.

L’interdisciplinarietà dei settori obbliga alla necessità di interfacciarsi, costantemente, con dinamiche e competenze altre: bisogna poter spaziare da un ambito all’altro, sia esso umanistico o scientifico, senza dimenticare l’attenzione per l’ambiente che oggi va per la maggiore.

Il nuovo prodotto, digitale s’intende – ha concluso Andrea Violante, Ceo di Niew – deve essere ricostruito a partire dalla comprensione delle dinamiche del mercato per andare incontro alle nuove esigenze del consumatore“.

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