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Natale, alberi e luci: le scelte più sostenibili

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lucine di natale
Foto di Philippe AWOUTERS da Unsplash

Natale sta arrivando: alberi e luminarie cominceranno a decorare case, strade e piazze. Ma conosciamo quale impatto gli apparecchi luminosi abbiano sull’ambiente? Qualche dato e qualche consiglio per comportarsi in modo corretto e sostenibile…

L’attesa è finita: l’8 dicembre è in arrivo. Luci, alberi, palline, ghirlande sono le decorazioni natalizie che cominceranno via via a prendere vita nelle case degli italiani.

Ma, in ottica di sostenibilità, il clima festoso che si respira nelle piazze e nelle strade ha un impatto poco positivo sull’ambiente, anzi.

Ce lo ricorda Selectra, il servizio gratuito che confronta le offerte di luce, gas e internet, che tramite una ricerca ha analizzato le abitudini natalizie degli italiani in termini di costi ambientali.

Dallo studio si evince che in Italia, nel periodo compreso fra l’8 dicembre e il 6 gennaio, stimando un’accensione di 6 ore al giorno, il consumo di luce sarà pari a 1.603 Mwh (megawattora) per un totale di 46.479 Mwh.

Un dato preoccupante se consideriamo le quantità di emissioni di CO2 emesse in atmosfera. Stando ai calcoli di Selectra, durante il periodo natalizio, verranno emesse un totale di 18.870 tonnellate di CO2, le stesse che vengono liberate in un anno da 315 automobili.

Per contrastare l’impatto ambientale, Selectra offre sei pratici consigli:

  1. sostituire le luci a incandescenza con quelle a led che consentono un risparmio energetico dell’80%
  2. non esagerare con la quantità di luci da utilizzare
  3. evitare di lasciare le luci accese quando non si è in casa: collegarle a una smart plug e gestirle da remoto o utilizzare un timer
  4. limitare le ore di accensione
  5. scegliere un’offerta verde: valutare per esempio una fornitura di energia elettrica che deriva da fonti rinnovabili
  6. smaltire, in modo corretto e sostenibile, le luci che non funzionano più

Oltre a queste ultime accortezze, ve ne sono altre che riguardano in particolare la scelta dell’albero da utilizzare e lo smantellamento delle luci giunte a fine vita.

Quale albero è meglio scegliere per Natale?

Anche la scelta dell’albero da utilizzare non è da sottovalutare. Addobbare un albero artificiale rispetto a uno vero può portare un tasso molto più alto di inquinamento.

A venirci in aiuto è Pefc Italia, l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, che ribadisce la maggior sostenibilità dei pini autentici.

Secondo i dati Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – una pianta artificiale che misura un’altezza di circa 2 metri ha un’impronta di carbonio pari a 40 kg di CO2 equivalente.

Se contiamo anche le tempistiche di degradabilità, un pino finto impiega oltre 200 anni per essere assorbito dall’ambiente. Scegliere quindi di acquistare un albero vero è un regalo per l’ambiente, per la nostra casa e anche per l’economia del nostro Paese.

Le piante assorbono anidride carbonica rilasciando ossigeno e, una volta terminato il loro ciclo vitale, tornano a essere sostanze organiche.

In più, decidere di prendere un albero vero consente di aiutare le aziende agricole delle aree montane, che impiegano centinaia di persone e dove il reddito è decisamente inferiore rispetto alla pianura.

Anche il luogo di provenienza fa la sua parte: come per tutti i prodotti, più è vicino il territorio di coltivazione dell’albero, meno impatto avrà il trasporto sull’ambiente.

A tal proposito un ruolo importante lo giocano l’etichetta e la certificazione Pefc: la prima riporta la provenienza da coltivazioni specializzate, la nazionalità, l’età e la non destinazione per il rimboschimento, mentre la seconda garantisce legalità e rispetto dell’ambiente.

Prendersi cura di un albero vero non è difficile, ma, come tutte le piante, richiede alcune specifiche attenzioni.

Il consiglio è sistemarlo in un luogo luminoso, né troppo caldo e né troppo freddo, innaffiarlo due o tre volte la settimana e collocare dei cubetti di ghiaccio nel vaso dell’albero per mantenere umida la terra.

Una volta finite le feste, si possono percorrere due strade. Nel caso lo si voglia eliminare è bene portarlo nelle isole ecologiche, aree adibite alla trasformazione in compost utile alla crescita di nuove piante. In alternativa, lo si può piantare nel giardino di casa, lontano dagli edifici.

Da evitare invece la piantumazione in un bosco: potrebbero crearsi dei problemi ecologici e di inquinamento magnetico.

Dunque, per tutti coloro che ancora devono acquistare il proprio albero, non ci sono dubbi che la scelta migliore, in termini ambientali ed economici, ricada su una pianta vera.

Quale fine fanno le luci di Natale vecchie?

Insieme agli alberi, anche le luci vogliono la loro parte. Che siano bianche, blu o colorate non possono mancare nella scatola delle decorazioni natalizie. Tuttavia, anche le illuminazioni hanno un ciclo di vita: dove buttarle quando non funzionano più?

Ecolamp – consorzio per il corretto smaltimento dei rifiuti e nel riciclo delle apparecchiature elettriche – ci regala qualche consiglio per riciclare e dare nuova vita alle decorazioni luminose.

Una prima soluzione sarebbe quella di portare luci, led, catene luminose e addobbi natalizi in una delle 4.200 isole ecologiche comunali diffuse per la nostra penisola.

All’interno di questi spazi sono infatti presenti contenitori per il raggruppamento R4 – apparecchi di illuminazione, elettrodomestici ed elettronica di consumo – in virtù dei quali è possibile avviare i rifiuti elettrici ed elettronici a corretto riciclo.

Informazioni su come e dove trovare le isole ecologiche sono disponibili sul sito di Ecolamp e sull’app Junker, l’applicazione che ci aiuta nella raccolta differenziata.

Una valida alternativa è portare i materiali che non si utilizzano più in negozi adibiti alla vendita di articoli elettronici: qui, alla consegna di un apparecchio vecchio, viene richiesto l’acquisto di un oggetto nuovo equivalente.

Un’ultima opportunità, nel caso in cui non si volesse comprare nulla, consiste nel portare i nostri apparecchi a fine vita a rivenditori che si dedicano, quasi esclusivamente, alla vendita di articoli elettrici ed elettronici.

Qualora si scelga quest’ultima opzione, è necessario che l’articolo restituito non superi i 25 cm di lunghezza.

Eliminare i prodotti che non si utilizzano più nel modo corretto può portare all’utilizzo dei materiali in nuovi cicli produttivi e a dare nuova vita ad articoli non più utilizzabili: principi fondamentali dell’economia circolare.

Sicurezza dei prodotti acquistati

Tuttavia, è necessario prestare attenzione anche a cosa si compra e a dove si compra. A tal proposito, Imq – istituto del marchio di qualità – Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi e la Polizia locale di Milano sono attivi sul territorio per evitare truffe e merci pericolose per i cittadini.

Quando un prodotto non è conforme ai requisiti di sicurezza, vengono immediatamente informati i Ministeri dello sviluppo economico e della Salute affinché ne vietino istantaneamente la commercializzazione, disponendo anche il ritiro laddove già presente tra i consumatori.

Coloro che per qualche motivo ritengono pericoloso un articolo acquistato possono informare la Polizia locale o la Camera di commercio, le quali si muoveranno per effettuare gli opportuni controlli.

Già nel 2020 erano stati sequestrati circa 47.000 articoli poiché non giudicati conformi alle norme di sicurezza vigenti. Fra questi vi erano giocattoli, luminarie, prodotti elettrici ed elettrodomestici.

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