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L’Italia vieta l’uccisione dei pulcini maschi

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Foto di Karim MANJRA da Unsplash

È quanto ha deciso la Camera dei deputati recependo una legge di europea. Purtroppo però i tempi per l’attuazione di questa norma sono lunghi…

Finalmente sarà vietata anche in Italia la crudele triturazione dei pulcini maschi uccisi dall’industria della produzione di uova perché non produttivi. Si parla di riuscire a salvare circa 40 milioni di pulcini l’anno.

Il divieto dovrà entrare in vigore entro cinque anni come ha stabilito la Camera dei Deputati che ha approvato a stragrande maggioranza un emendamento proposto dalla relatrice Francesca Galizia (M5S) fatto proprio dalla Commissione politiche europee di Montecitorio, alla Legge di delegazione europea 2021.

Certamente avremmo voluto un’immediata attuazione del divieto, visto che la tecnologia per il sessaggio degli embrioni è già disponibile – ha affermato Lorenza Bianchi, responsabile Lav Area animali negli allevamenti – ma si tratta in ogni caso di un importante passo avanti che, speriamo, farà riflettere anche i consumatori sulle scelte alimentari che già da oggi possono indirizzare verso alimenti vegetali che non comportano alcuna sofferenza per gli animali“.

Partendo dalla posizione che gli animali sono esseri senzienti, l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde e vice presidente dell’intergruppo per il benessere animale del Parlamento europeo così commenta: “La triturazione dei pulcini maschi è una delle pratiche più efferate dell’industria zootecnica, e anche una delle meno note alla pubblica opinione. Questa decisione, approvata a stragrande maggioranza dalla Camera, rappresenta un piccolo ma significativo passo in avanti nel percorso di tutela degli animali e mi auguro diventi anche occasione di riflessione per i consumatori sulle loro scelte alimentari. Gli animali sono esseri senzienti: se alla base di tutte le nostre scelte ci fosse questo assunto, moltissime persone indirizzerebbero i propri stili di vita verso scelte che non provocano inutili sofferenze agli animali e che apporterebbero un enorme beneficio all’ambiente”.

L’Italia, con l’emendamento che qui riportiamo, sarà il terzo Paese, dopo Germania e Francia, a vietare la carneficina di pulcini maschi.

Cosa dice l’emendamento approvato contro l’uccisione dei pulcini

Art. 11-bis (Principi e criteri direttivi per l’attuazione del regolamento (Ce) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento)

  1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l’attuazione del regolamento (Ce) n. 1099/ 2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento
  2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo osserva, oltre ai principi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, anche i seguenti principi e criteri direttivi specifici:
    1. prevedere specifiche e progressive misure finalizzate a introdurre, entro il 31 dicembre 2026, il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini di linea maschile delle galline della specie Gallus gallus domesticus provenienti da linee di allevamento orientate alla produzione di uova non destinate alla cova, a eccezione dei casi in cui l’abbattimento dei pulcini sia stato prescritto ai sensi della normativa vigente che disciplina le malattie animali, oppure sia necessario in casi specifici per motivi connessi alla protezione degli animali
    2. garantire alle aziende di produzione di pulcini (incubatoi), di cui all’ambito di applicazione del presente articolo, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni nazionali di categoria, nel rispetto dei termini di decorrenza di cui alla lettera a), congrui tempi di adeguamento alla normativa per l’aggiornamento delle procedure di lavoro e dello stato tecnologico delle medesime imprese
    3. favorire l’introduzione, lo sviluppo e promuovere la conoscenza di tecnologie e strumenti per il sessaggio degli embrioni in-ovo (cosiddetta in-ovo sexing) in grado di identificare il sesso del pulcino ancora prima della schiusa, al fine di scartare le uova che contengano pulcini maschi, o di altre tecnologie innovative che offrano una valida alternativa alla pratica di abbattimento dei pulcini
    4. promuovere appropriate politiche di incentivazione, promozione e sostegno delle tecnologie e degli strumenti di cui alla lettera c), anche al fine di favorire la tutela del benessere degli animali
    5. adottare i provvedimenti necessari affinché le autorità sanitarie territorialmente competenti procedano a ispezioni negli stabilimenti di allevamento di galline ovaiole per la verifica del rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo
  3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di cui al presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente

(11.0200. La Commissione politiche dell’Unione Europea)

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