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Aggiustare, oltre i tutorial: i consigli degli artigiani

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riparare, aggiustare
Foto di Shane Aldendorff da Unsplash

Sapete riparare qualcosa che si rompe? Uno strumento musicale per esempio o la biciletta che usiamo tutti i giorni? Ecco come conviene procedere.

La domanda è: quello che usiamo magari tutti i giorni, che sia un telefono, un computer, una bicicletta o uno strumento da cucina o quello che amiamo suonare, lo sappiamo poi riparare se si rompe?

La risposta – un po’’scontata – è: troppo spesso no. O meglio, la maggior parte di noi, compresa la sottoscritta, non sa riparare ciò che ci si rompe in mano. Però, va anche detto che grazie a Internet si sono diffusi i tutorial per aggiustare qualunque cosa.

E alcuni di queste guide pratiche sono molto seguite, forse non come quelle di chi insegna le ricette di cucina, ma quasi. Un buon tutorial lo si riconosce per la spiegazione, per la gestione delle riprese (è fondamentale la fruizione del video), ma anche per come indica il recupero dei pezzi di ricambio adatti.

Ottimo seguirli, poi magari le prime volte conviene affidarsi a un artigiano per aggiustare lo strumento. E, quindi, cimentarsi.

È quello che suggerisce Andrea Stanzione, liutaio in quel di Milano. Il suo laboratorio – Manifatture Sonore – sta in via Paolo Mantegazza 36 (vi suggerisco un giro in questa via di Milano, zona Villapizzone, per scoprire un mondo di artigiani e belle cose) e lì noi lo abbiamo intervistato.

Come aggiustare le due ruote

Prendiamo, poi, una bicicletta. Le ciclofficine abbondano ormai in tutte le città, ma vuoi mettere la comodità di aggiustare direttamente la propria bicicletta quando si buca una gomma.

Per questo Ciclofficina Sociale, laboratorio di manutenzione, riparazione e realizzazione biciclette, ha realizzato un tutorial ben fatto. Seguiamoli per aggiustare le due ruote al meglio.

Una mano a vicenda: loro ci insegnano ad aggiustare e noi possiamo sostenere il progetto di questa ciclofficina. Come? Magari acquistando una delle loro biciclette “garantite – affermano – dal nostro impegno e lavoro svolto con la massima cura e attenzione“.

Bella anche l’idea, nel caso si avessero biciclette o componenti abbandonati in cantina senza sapere cosa farne, di portarli a loro (addirittura dicono che possono venirli a ritirare).

Saper aggiustare, vuol dire conoscere

L’appello è tornare a conoscere, ovvero a sapere (anche aggiustare) è cosa buona e giusta. E sicuramente renderà il mondo migliore (come abbiamo già affermato riparare permette di non portare gli oggetti in discarica, per esempio per poi doverne acquistare di nuovi).

Ma conoscere in profondità le cose non finisce qui: come amava chiedere il grande giardiniere/botanico Libereso Guglielmi: conosci le erbe che calpesti quando vai in un prato? O – aggiungiamo noi – l’albero che ti fa respirare bene?

Famosa l’osservazione che si ritrova nel suo libro Libereso, il giardiniere di Calvino: “a me non interessa se uno va nella Luna, se poi non riesce a conoscere nemmeno l’erba che ha sotto il piede facendo un passo.

In cento metri di giardino, magari, porti solo il cane a fare i bisogni, ma in duecento metri di terra a un bambino di scuola puoi insegnare una vita: gli fai trovare la pianta medicinale, gli fai trovare la pianta da mangiare, gli fai vedere il mimetismo fra insetti e piante.

Per me la scuola è questa e io gliele mostro, queste cose, ai bambini. Tu vedessi come si attaccano, come sono felici, perché scoprono un mondo che non esisteva prima“.

Se il tema della riparazione vi piace rimanete in contatto con greenplanner.it. Stiamo organizzando un vero e proprio contest per voi.

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