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Valorizzazione del territorio e rispetto dell’ambiente: l’esperienza del Land Art Festival Monte Arci

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Installazione Su Boi (Pau)

Il Land Art Festival Monte Arci è nato più di un anno fa dalla convergenza progettuale e dalla volontà di collaborazione tra l’Associazione Culturale Menabò e le Mariposas de Sardinia, due realtà locali che operano in una zona non facile, come quella della Marmilla, per promuovere il territorio e realizzare buone pratiche di educazione ambientale, culturale e di accoglienza dei visitatori.

C’è un nuovo parco di Land art in Italia, il primo veramente importate su un’isola: la Sardegna. Si tratta del sito sorto sul Monte Arci, protagonista assoluto del progetto.

Qui ha preso avvio dallo scorso anno il Land Art Festival, un percorso che attraverso le installazioni artistiche in natura, favorisce la rivitalizzazione dell’ampio territorio del Monte Arci, le sue bellezze storico-naturalistiche, nonché le sei piccole comunità coinvolte: Ales, Masullas, Morgongiori, Pau, Usellus e Villa Verde.

Il Monte Arci è un massiccio vulcanico di 812 metri d’altezza, che si erge nella pianura dell’Alto Campidano, in Sardegna. Immensi boschi sotto un cielo azzurro e l’ossidiana, regina di questa antica formazione vulcanica ormai spenta, ma che continua a restituire pezzi di storia.

All’ossidiana è stato dedicato 10 anni fa a Pau (Oristano) un museo, unico nel suo genere in Europa, secondo al mondo dopo il museo giapponese di Nagawa, che fa parte della rete nazionale dei Piccoli Musei e la cui presenza ha contribuito a far conoscere quei territori cosiddetti periferici, lontani dalle abituali rotte dei visitatori della regione, interni, continentali e/o stranieri.

Motori e ideatrici del Land Art Festival sono due donne molto motivate. Da una parte Giulia Balzano, socia-fondatrice e attuale presidente dell’Associazione Culturale Menabò, originaria della zona dell’Ogliastra, cagliaritana d’adozione, pendolare tra Cagliari e la Marmilla per passione e professione.

Dall’altra Silvia Vizilio, co-fondatrice di le Mariposas de Sardinia (ora trasformata in cooperativa), partner di ViaggieMiraggi Onlus (cooperativa sociale-tour operator, rete di soggetti e associazioni in Italia e nel mondo con una storia iniziata alla fine degli anni ’90).

Il Land Art Festival Monte Arci da vicino

Land Art Festival Monte Arci è nato nella logica di mettere in moto azioni positive e propositive, dettate dalla passione e dalla motivazione, in un territorio bisognoso di sollecitazioni e stimoli progettuali, che restituiscano motivazione e volontà di coinvolgimento a comunità locali spesso permeate da un profondo sentimento di disincanto e da una sorta di resa preventiva, tale da rendere l’avvio dei processi partecipati piuttosto faticoso.

Il percorso progettuale è stato realizzato anche grazie a un legame creato con l’Associazione Ecopark Onlus, promotrice dal 2008 dell’Aeson Festival – Arte in Natura, nel Parco dell’Isonzo (Fiumicello, il paese di Giulio Regeni in provincia di Udine, ndr).

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Installazione Arci (Ales)

La filosofia alla quale il Land Art Festival si ispira è quella della creazione di un percorso di animazione territoriale, basato su un processo di progettazione partecipata, condivisa con le comunità coinvolte e finalizzata a rafforzare la loro relazione con il territorio, incentivando forme di dialogo e di collaborazione tra comunità locali, tra queste e le più ampie organizzazioni istituzionali attive nella regione, tra le realtà culturali, museali, ambientalistiche e gli operatori turistici presenti.

La finalità è quella di dare vita a una narrazione condivisa e a più voci, generare una vera rete dal basso, di supporto allo sviluppo generale del territorio, con lo scopo finale di creare una struttura stabile di Parco di Land Art del Monte Arci, primo nel suo genere in Sardegna, sintesi ideale tra arte, natura e la pratica del camminare.

Ogni territorio comunale ospita un’installazione artistica, realizzata in luoghi naturali di particolare pregio e progettata secondo la filosofia Land Art.

Ogni opera è caratterizzata dall’impiego esclusivo o prevalente di materiale organico, destinato naturalmente a processi di deperibilità.

Dal dialogo tra gli elementi naturali, la creatività e l’esperienza delle mani delle artiste e degli artisti coinvolti, sono nate e continueranno a nascere opere d’arte in natura, come è previsto per le installazioni di prossima realizzazione.

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