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C’è anche l’idrogeno tra le scelte per fronteggiare la crisi energetica?

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Immagine da Depositphotos

Lo spettro della crisi energetica aleggia sull’Europa a causa della situazione bellica in Ucraina: tra le possibili soluzioni, ci può essere l’idrogeno? Vediamo come la pensano analisti e protagonisti del settore…

Le preoccupazioni legate alla situazione geopolitica in Ucraina hanno pesanti ripercussioni anche sull’economia europea – sono già aumentati i costi delle materie prime e dei carburanti – e lasciano presagire difficili approvvigionamenti energetici in futuro.

Quali e quanto difficili sono le sfide per far sì che l’economia dell’idrogeno diventi realtà? A questa domanda ha provato a dare risposta l’Hydrogen Innovation Report, realizzato dal Politecnico di Milano che inquadra l’idrogeno nel contesto della transizione ecologica e ne mostra le innumerevoli potenzialità industriali, dalla produzione, al trasporto, agli utilizzi finali.

In questo primo report il focus è rivolto alla produzione dell’idrogeno, sia dal punto di vista delle tecnologie produttive e delle problematiche connesse, in particolare riguardo alle emissioni di CO2, sia per quanto riguarda i modelli di business e la sostenibilità economica.

L’indagine svolta dal dipartimento Energy&Strategy del Polimi ha analizzato gli elementi principali della Strategia Europea per l’idrogeno e le conseguenti declinazioni a livello nazionale nei principali Paesi Membri.

Di fronte a questi elementi, la politica deve fare scelte urgenti per permettere all’Italia di raggiungere un‘indipendenza energetica ormai necessaria. A questo scenario potrebbe contribuire l’idrogeno perché, secondo la società di analisi GlobaData può permettere all’industria energetica di utilizzarlo come un’alternativa più pulita ai combustibili convenzionali.

C’è ancora molto lavoro da fare ma, per l’economia dell’idrogeno sembra arrivato il momento giusto per affermarsi. Nel rapporto Hydrogen in Power – Thematic Research, infatti, GlobalData osserva che “mentre il costo di produzione dell’idrogeno da fonti di energia rinnovabili è attualmente costoso, lo slancio che è stato costruito lungo l’intera catena del valore sta accelerando la riduzione dei costi nella sua produzione, trasmissione, distribuzione, vendita al dettaglio e applicazioni finali“.

Per gli analisti, in definitiva, è arrivato il momento di scalare le tecnologie a basse emissioni di carbonio e abbassare i loro costi, in modo che la tecnologia dell’idrogeno possa essere ampiamente utilizzata.

sviluppo idrogeno
Immagine da GlobalData

L’idrogeno giocherà un ruolo critico nella transizione verso l’energia pulita con l’avanzamento delle sue applicazioni in settori come il trasporto (veicoli a celle a combustibile), gli edifici (miscelazione di idrogeno) e la produzione di energia.

Sullo stesso pensiero è anche Joseph Grosso, Ceo di Zephiro Investments, per il quale “in questa fase, anche le scelte apparentemente più piccole che vanno a impattare nell’immediato della quotidianità delle famiglie e delle imprese italiane e delle nostre città, possono avere un peso rilevante“.

Pertanto “investire sull’idrogeno verde, per favorire una maggiore sostenibilità economica, energetica e ambientale sui nostri territori, a partire per esempio dal trasporto pubblico locale, è oggi una scelta di buonsenso e con effetti positivi di lungo termine“.

Nel trasporto pubblico locale è necessaria una profonda modernizzazione, che deve comportare uno slancio verso soluzioni a basso impatto ambientale perché – ce lo contesta anche l’Europa – nelle nostre città l’inquinamento dell’aria è estremamente elevato, ancora oggi.

Ecco quindi che la scelta a disposizione dei sindaci è tra autobus elettrici o a idrogeno, come previsto dal decreto del Ministero delle Infrastrutture, con la possibilità di utilizzare parte dei fondi per realizzare le necessarie infrastrutture di servizio.

Per Grosso, tuttavia, “il trasporto elettrico tradizionale, per quanto più immediato e semplice da realizzare, aiuterebbe a ridurre l’inquinamento e rendere più sostenibile la mobilità urbana, ma rischia di non massimizzare la leva positiva, raggiungibile grazie ai fondi del Pnrr, dello scegliere gli autobus elettrici alimentati da celle combustibile a idrogeno“.

In questo scenario, complesso e urgente, Plt energia, ha annunciato la sperimentazione del suo primo impianto a idrogeno verde, nella sua sede di Cesena, per azzerare le emissioni di CO2 dei suoi uffici e acquisire know-how strategico per uno sviluppo su ampia scala.

Alla base di questo progetto basato sull’idrogeno c’è l’acquisizione del nuovo impianto realizzato da Hyter, azienda che fa parte del Gruppo Pietro Fiorentini, per la generazione di idrogeno verde tramite l’elettrolisi dell’acqua, attraverso la tecnologia Aemwe (Anion Exchange Membrane Water Electrolyser) con membrane a scambio anionico.

L’impianto fotovoltaico in esercizio sui propri edifici, interfacciato con il nuovo elettrolizzatore Hyter, verrà utilizzato per produrre l’idrogeno necessario a garantire la sostenibilità ambientale dei consumi elettrici e termici della sede di Cesena di Plt Energia.

Crediti immagine: Depositphotos

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