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Per contrastare l’inquinamento da plastica la prima mossa è riciclare

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inquinamento da plastica
Immagine da Depositphotos

L’allarme per l’inquinamento da plastca si sta trasformando rapidamente in consapevolezza della necessità di agire per contrastare quella che rischia di diventare una colossale emergenza ambientale. Persone e organizzazioni sono sempre più determinate, e puntano al riciclo e all’applicazione dell’economia circolare

L’inquinamento da plastiche è diffuso praticamente in ogni ecosistema: sono infatti state trovate ovunque sono state cercate. Al di là degli oceani e dei mari interni, da cui sono arrivate le immagini che più hanno scosso la sensibilità dell’opinione pubblica, sono state trovate nei suoli, nell’aria, sulle cime delle montagne e, purtroppo, anche all’interno degli organismi, nostri e degli altri animali.

Con effetti sulla salute e sui tassi di riproduzione che a fatica si sta iniziando a comprendere, ma che non lasciano vedere niente che assomigli a una comoda e salubre convivenza con le particelle, nano e micro, di plastica.

Si tratta quindi di una vera e propria emergenza globale che, per fortuna sta generando una risposta globale. Secondo una ricerca condotta da Ipsos su un campione di oltre 20.000 persone in 28 paesi, oltre i tre quarti degli intervistati si dichiarano favorevoli all’introduzione, il più rapida possibile, di un bando per le plastiche monouso.

La percentuale è cresciuta dal 71% del 2019 ed è salita anche la frazione delle persone che auspicano una riduzione della plastica per il packaging (era del 75% e adesso è all’82%).

Le percentuali più alte di favorevoli al bando della plastica monouso si trovano in quei paesi, come Messico, Colombia e India, che devono fronteggiare gli impatti più gravi e visibili del diluvio plastico.

E nell’attesa dei risultati della conferenza delle Nazioni Unite a Nairobi, a cui partecipano 175 paesi con l’obiettivo di definire una strategia globale per contrastare l’inquinamento da plastiche, va segnalata l’iniziativa dell’Alleanza per la plastica circolare.

Fondata dalla Commissione europea nel 2018 per incrementare l’utilizzo della plastica riciclata nei prodotti e sostenere l’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare, l’alleanza riunisce circa 300 organizzazioni industriali, accademiche, della società civile e del settore pubblico lungo l’intera catena del valore della plastica riciclata, che operano insieme per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo.

Di recente, ha pubblicato un documento in cui ribadisce l’urgenza di accrescere l’uso di plastica riciclata nei prodotti e definisce dei percorsi per farlo.

In particolare, il documento sottolinea la necessità di avere nuove norme sulla plastica riciclata valide in Europa e individua 26 categorie di prodotti usati per l’agricoltura, il packaging, l’edilizia e le apparecchiature elettriche ed elettroniche che l’alleanza si impegna a rendere riciclabili.

L’obiettivo è di arrivare ad avere 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata usata nei prodotti: per centrarlo, l’alleanza ritiene necessaria la produzione di altri 3,4 milioni di tonnellate di plastica riciclata in Europa entro il 2025 (rispetto al 2020).

La capacità di selezione dovrebbe aumentare di almeno 4,2 milioni di tonnellate entro il 2025 e le capacità di riciclaggio di almeno 3,8 milioni di tonnellate, incrementi che potrebbero essere soddisfatti con investimenti compresi tra 7,6 e 9,1 miliardi di euro.

Crediti immagine: Depositphotos

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