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Un corso per combattere il bracconaggio in Africa

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corso ranger

In Italia la percezione del problema del bracconaggio è davvero limitata; in Africa, tuttavia, a causa di corruzione e avidità, questa attività illegale mette in pericolo la biodiversità e l’incolumità di chi opera in supporto agli animali. Una Ngo statunitense, Conservation Rangers Operations Worldwide Inc, organizza corsi per formare ranger antibracconaggio. Ecco l’esperienza di uno di loro

Il problema del bracconaggio, in Africa, è allarmante: secondo il World Wildlife Crime Report, tra il 2010 e il 2018 sono stati uccisi illegalmente oltre 157mila elefanti. Per non parlare di altre specie come i rinoceronti – nel 2019 ne sono stati uccisi illegalmente 600.

Il fenomeno africano è causato da una combinazione di fattori, tra i quali il fatto che nel continente si concentrano le specie più carismatiche e ricercate – appunto elefanti e rinoceronti – ma anche per la fragilità dei sistemi di sorveglianza e un’elevata corruzione tra gli organi preposti.

Il tracking, ovvero l’attività di controllo del territorio, viene effettuata – a rischio dell’incolumità personale – da ranger volontari formati, in particolare, da una Ngo statunitense che ha organizzato un corso di formazione per diventare Conservation Ranger Course, la Conservation Rangers Operations Worldwide.

La Ngo – organizzazione non governativa – è attiva in diversi Paesi africani e fornisce una formazione ai futuri ranger per prepararli a intervenire nella conservazione delle specie messe a rischio estinzione, attraverso un corso strutturato, in collaborazione con istruttori internazionali esperti nel campo militare, della sicurezza privata in ambienti ad alto rischio e, in particolare, nell’antibracconaggio.

Linda è una volontaria italiana che ha preso parte a questi corsi e ha deciso di raccontarci la sua esperienza. Qual è stato il tuo percorso e perché ti sei avvicinata a questa realtà?

La mia conoscenza a riguardo, costituita inizialmente da letture su testate giornalistiche generiche e di settore, si è irrobustita attraverso la lettura di Sign and the art of tracking – A guide to support law enforcement and anti-poaching operations di Christian Nellemann (2011).

La mia scelta di prendere parte al corso di Conservation Rangers Operations Worldwide nasce quindi dalla convinzione che il tracking possa fornire un contributo concreto alle operazioni di antibracconaggio, sia per l’individuazione degli animali (in primis le specie a rischio di estinzione), sia per l’individuazione e il relativo arresto dei bracconieri.

corso tracking ranger

Cosa ti aspettavi da questa esperienza e come si è evoluta?

Se inizialmente il mio proposito era prendere parte al modulo dedicato al tracking, apprendendo un metodo differente da quello statunitense a cui ero abituata, discutendo con gli istruttori di C.R.O.W., la decisione di partecipare all’intero programma è stata quasi inevitabile, perché mirata alla comprensione dell’efficacia della operatività dei ranger in tutti i suoi aspetti, non soltanto quello delle lettura delle tracce.

Infine, poter ricevere un training completo come conservation ranger mi incuriosiva e mi stimolava per l’ampliamento del mio background come istruttore, senza contare la differente location in cui mi sarei trovata ad affrontare il training.

Come si è svolto il corso di formazione?

Il corso, si è svolto dall’8 al 22 luglio presso le sedi della European Security Academy in Polonia, vicina ad affascinanti zone boschive alternate a piccoli laghi e campi coltivati.

Il programma era articolato in dieci moduli correlati uno all’altro in modo da costituire un percorso ragionato e pratico nella formazione e nell’addestramento dei futuri ranger.

La conoscenza dei miei compagni di corso, avvenuta la sera stessa dell’arrivo presso la struttura dell’E.S.A., è stata fin da subito caratterizzata da una quasi istantanea complicità nonostante i differenti paesi di origine (Polonia, Olanda, Scozia, Libano e Francia), permettendo la creazione di un gruppo affiatato e volonteroso sia di lavorare insieme sia di aiutarsi l’un l’altro nelle lunghe sessioni di studio serale (e in alcuni giorni persino notturno).

I primi due moduli, svoltisi in classe, vertevano sul comportamento animale, malattie endemiche e ambientali, protocolli medici, medicina generale e tattica, mentre dal terzo giorno, attraverso un rapido trasferimento nei boschi vicini, l’istruttore ha affrontato, tramite esercizi mirati, la medicina tattica e remota.

Il quarto e il quinto giorno sono stati incentrati sulle nozioni fondamentali del survival, dell’orienteering e del tracking: le parti teoriche, svolte sotto piogge quasi incessanti, sono state frequentemente spezzate da esercizi individuali e di gruppo a fortificare le nozioni apprese.

corso ranger antibracconaggio

Nei giorni successivi l’attenzione si è concentrata sulle tecniche di difesa e su quelle di arresto, insegnamenti essenziali per poter fronteggiare correttamente situazioni ad alto rischio.

Negli ultimi giorni il training si focalizzato sulle standard operative procedure, consentendo, attraverso ininterrotti esercizi, di affinare la capacità di lavoro in team e la rapidità nell’esecuzione delle procedure; le giornate dedicate alla creazione del giusto posto di osservazione, alla comprensione delle tecniche di imboscata più appropriate al contesto così come di posti di blocco, ma anche la conoscenza di un efficace camouflaging hanno perfettamente ampliato le conoscenza pregresse acquisite.

Il corso si è concluso con una marcia di 3 ore e mezzo con circa 22 kg a testa di zaino che ci ha permesso di comprendere la durezza della realtà del patrolling e infine con una giornata dedicata al lavoro in formazione sui veicoli.

Domenica 22 giugno, al termine di un esame comprendente sia parte scritta si pratica della durata di circa sei ore, i nuovi ranger hanno ottenuto il loro certificato unitamente alla possibilità di un concreto deployment (allocazione) nei Paesi dove la necessità di personale addestrato e dedito alla Conservazione è più drammaticamente urgente.

La mia volontà di dare un concreto contributo attraverso l’arte del tracking alla lotta contro il bracconaggio si è certamente rafforzata grazie a questo corso ed è divenuta più consapevole, più matura, più rispettosa dei rischi, più determinata a lavorare sul campo, ma al tempo stesso più focalizzata e desiderosa nel ricercare e nell’ottenere l’efficacia nelle proprie singole azioni.

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