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Guerra in Ucraina, è scattata la corsa alla solidarietà

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Cittadini, imprese e associazioni si sono attivate fin dai primi giorni della guerra in Ucraina per dare aiuto sia alle popolazioni che rimangono nel Paese, sia ai rifugiati che arrivano in Italia.

Quello che nessuno riteneva possibile si è verificato: l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, scatenando una guerra che ha già avuto e probabilmente avrà ancora a lungo conseguenze immani.

Prima di tutto sulla popolazione ucraina, tra cui si contano già migliaia di vittime, con un numero enorme di persone costrette a fuggire, andando a generare un flusso di rifugiati che, per rapidità e quantità, non ha forse precedenti. E poi, a cascata, sugli altri Paesi, costretti a fare i conti con turbolenze e rincari dei prezzi dell’energia e delle materie prime.

A lanciare l’allarme è Competere, un think tank specializzato nelle politiche per la sostenibilità delle filiere agroalimentari, che sottolinea come l’aumento dei prezzi delle materie prima rischia di avere effetti pesantissimi sulla tenuta di molte nazioni europee.

Secondo il think tank, questa situazione è il risultato della combinazione tra la guerra in Ucraina e le rigidità delle catene globali di approvvigionamento, che spesso dipendono da forniture che partono da un numero ristretto di Paesi.

La soluzione, indicata dal centro studi, è la diversificazione, così da avere supply chain resilienti e capaci di assorbire shock e fluttuazioni.

Ma è la popolazione dell’Ucraina che paga le conseguenze peggiori della guerra, con intere città in cui manca l’acqua potabile ed è sempre più difficile trovare cibo. Questa situazione ha scatenato una corsa alla solidarietà nel nostro Paese e sono diversi gli attori che sono scesi in campo per aiutare le vittime degli attacchi.

E.On, multinazionale dell’energia, ha già donato un milione di euro alle organizzazioni umanitarie che lavorano per aiutare rifugiati e le persone colpite dalla guerra.

Molti dipendenti hanno voluto manifestare la propria solidarietà con donazioni che sono state raccolte su una piattaforma creata appositamente dall’azienda, che oltre a questo ha già iniziato a costruire delle infrastrutture energetiche per gli alloggi dei rifugiati al confine rumeno con l’Ucraina. Inoltre, in Polonia, è iniziata la raccolta di sacchi a pelo, medicinali e materassi da donare alla Croce Rossa polacca.

Anche Coldiretti ha deciso di dare il proprio aiuto alle popolazioni vittime della guerra: nei prossimi giorni chi si recherà presso i mercati contadini di Campagna Amica a Milano, Lodi e Monza Brianza, potrà fare la spesa sospesa, cioè versare un’offerta che verrà usata per acquistare frutta, verdura, formaggi e salumi da donare ai profughi che stanno arrivando in Italia.

Esselunga, che ha avviato da subito l’invio di derrate alimentari e prodotti di prima necessità, ha annunciato anche di aver attivato una raccolta fondi in collaborazione con la Croce rossa italiana.

I clienti potranno convertire parte dei punti fedeltà accumulati in denaro da donare alle vittime della guerra e anche i dipendenti di Esselunga potranno fare una donazione direttamente dalla loro busta paga, con un importo che può arrivare a 20 euro.

Noi di GreenPlanner abbiamo risposto alle richieste di raccolta d coperte, pile e medicine lanciata dalla chiesa ucraina di via San Gregorio a Milano. Chi volesse portare ancora materiale può contattare Don Paolo che ha già organizzato una spedizione di camion e altri sono in partenza.

Crediti immagine: Depositphotos

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