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Economia circolare, l’importante è non rallentare la sua crescita. Parola di Pink&Green

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Sono tante le donne impegnate nella sostenibilità che danno un apporto fondamentale al progresso nelle aziende, nei centri di ricerca, nelle associazioni e anche nella vita privata. Nella Giornata internazionale della donna di quest’anno molte protagoniste hanno condiviso le loro esperienze nella cornice del secondo convegno Pink&Green

Si è svolta l’8 marzo la seconda edizione del Convegno Pink&Green organizzato da Edizioni Green Planner e dedicato alle donne protagoniste dell’economia circolare che hanno aderito al format nato nel 2020 in collaborazione con il Comune di Milano e che ha già accolto la testimonianza di più 80 manager impegnate a più livelli nel perimetro dell’economia circolare.

Atmosfera familiare e accogliente nell’elegante sala del GreenParlor, affascinante location in Porta Romana, sede della redazione di GreenPlanner e spazio eventi, arredata in stile british, dove hanno preso la parola le donne dell’economia circolare, moderate da M. Cristina Ceresa, direttore di GreenPlanner che ha sottolineato come la capacità delle donne sia fondamentale soprattutto nei momenti di crisi (climatica e geopolitica) come quelli che purtroppo stiamo vivendo.

Sono per fortuna buone le notizie sul fronte dello sviluppo dell’economia circolare in Italia.

Grazia Barberio di Enea, responsabile di Icesp, la piattaforma italiana degli attori dell’economia circolare, ha spiegato che l’imprenditoria femminile in Italia sta crescendo, soprattutto nell’ambito dei servizi.

Il 12% delle imprese green è guidato da donne anche in virtù della loro capacità di creare connessioni. L’economia circolare infatti richiede competenze multidisciplinari e correlazioni con il territorio dove la partecipazione è vitale.

Secondo il Rapporto annuale stilato da Enea e Icesp, che verrà pubblicato ad aprile, l’indice complessivo di circolarità posizione l’Italia al primo posto in Europa anche se dal 2020 è rimasto statico. Quindi, l’importante è non distrarsi e continuare a spingere sull’acceleratore dell’economia circolare.

La piattaforma Icesp – cui è possibile aderire inviando richiesta dal sito Icesp – promuove e fornisce consulenza alle aziende ed effettua consultazioni all’interno di gruppi di stakeholder per fornire elementi in diversi campi per ottimizzare la pianificazione delle buone pratiche.

Questi gruppi trasversali si interfacciano con l’Ue per diffondere conoscenza e accelerare la transizione stessa.

L’intervento di Elena Tieghi, avvocatessa di Lexalent ha introdotto il tema, molto attuale, della mediazione che consente di evitare le cause gestendo il conflitto per arrivare a soluzioni creative che soddisfino gli interessi delle parti.

Questa metodologia si applica anche all’economia circolare e nelle controversie che riguardano temi ambientali.

Tant’è che questa modalità è stata già utilizzata per gli enti pubblici con successo per trovare accordi su problematiche che riguardano per esempio riqualificazione e gestione dei rifiuti, coinvolgendo anche associazioni e cittadini.

Il diritto evolve in continuazione insieme alla società, ecco perché sono necessarie nuove competenze, anche green, per affrontare temi sempre più attuali.

Elena Tieghi fa parte del Movimento Forense giuriste della sezione di Milano che sviluppa temi multidisciplinari legati alla sostenibilità e all’empowerment femminile, oltre a essere membro della Commissione giovani dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Pink&Green lo dimostra: sono molte le donne che hanno a che fare con l’economia circolare, con le biotecnologie, con la scienza e le Stem eppure non sempre emergono o comunque hanno meno voce in capitolo: lo conferma il progetto 100esperte presentato in GreenParlor da Monia Azzalini dell’Osservatorio di Pavia (sostenuto da Fondazione Bracco e dall’associazione Giulia), nato per combattere gli stereotipi di genere nei media e nei dibattiti pubblici.

I dati sono ancora sconfortanti: nel 2015 a livello internazionale si è registrata la presenza sui media del 24%, in Italia il 20% e per quanto riguarda il coinvolgimento di esperte nei dibattiti pubblici del 19% a livello globale e del 18% in Italia.

Uno sbilancio immenso: ancora oggi le donne vengono interpellate se testimoni di eventi, come vittime o come portavoce di enti e associazioni, relegate quindi a un ruolo di cittadine passive.

La piattaforma 100esperte raccoglie una banca dati di 355 donne fra esperte Stem, di economia e finanza, politica internazionale e dal 2021 anche di filosofia e storia, provenienti da aziende e mondo accademico.

Le nuove professioni legate all’economia circolare sono molte. Valeria Salvadori, responsabile sviluppo per l’Europa di Essity, azienda svedese di produzione di carta tissue con centri di produzione italiana in Toscana, ha illustrato la realtà dinamica della sua azienda, che sviluppa nuovi progetti sostenibili in collaborazioni con startup, centri di ricerca e università, per ridurre l’impatto ambientale.

Ingegnera gestionale, la Salvadori fa notare come sotto l’egida dell’economia circolare le professioni necessitano di aggiornamenti (continui) e specializzazioni. Insomma, non si smette mai di imparare.

Ma poi si arriva dritti a fantastici progetti. Come quelli che in casa Essity portano al riutilizzo della paglia per produrre carta tissue e bioplastica per le confezioni. Sostenbilità è ambientale, ma anche sociale.

Essity pone qui grande attenzione ai consumatori in collaborazione con Legambiente per capirne le abitudini (in tema di mestruazioni c’è un grand fermento di nuove abitudini), fornire trasparenza e stimolare scelte consapevoli.

Dal mondo della ricerca è intervenuta Nicoletta Ravasio del Cnr/Scitec con un progetto di upcycling che prevede il riutilizzo dello scarto della tostatura del caffè e in particolare della pellicina ricca di antiossidanti e cellulosa conservati nel grasso utilizzabile nella cosmesi.

Questa ricerca vede la collaborazione di un’industria cosmetica che sta sperimentando rossetti e ombretti e della cartiera Favini per produrre carta riducendo le emissioni di CO2 in fase di produzione.

Passando al settore della moda, è intervenuta Sara Santori, Ceo di Conceria Nuvolari società Benefit che ha sviluppato pellami biodegradabili, senza metalli e duraturi.

Nell’economia circolare è fondamentale il calcolo della Lca, l’analisi del ciclo di vita e Nuvolari, in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha analizzato la propria produzione in tutte le fasi della filiera e della progettazione, che considera il fine vita dei prodotti resi più duraturi grazie al grafene che aumenta la resistenza, la protezione anti-batterica ed è compostabile.

A conclusione del Convegno è intervenuta Michela Palestra, vicesindaca Città metropolitana di Milano, che ha parlato di un cambio di paradigma che l’industria ha la capacità di gestire ma che deve essere colto anche da chi governa.

La città di Milano sta programmando azioni sostenibili, come da mandato europeo, per la distribuzione delle risorse sul territorio. Un territorio altamente industrializzato con grandi problematiche legate al suolo e alla sua impermeabilità.

Nelle linee guida del Pnrr il 30% dei fondi è da destinare alle donne e ai giovani ed è fondamentale sfruttare questa risorsa fino in fondo focalizzandosi sul tema occupazionale, sul reinserimento nel lavoro e sulla formazione.

C’è ottimismo tra le relatrici (anche se l’angoscia del conflitto in atto in Ucraina è forte). Grande è il lavoro di ricerca di nuove modalità per attutire la crisi ambientale.

In tutto questo i progetti di economia circolare portati avanti dalle donne italiane fanno di sicuro la differenza. E nella rubrica Pink&Green, ma anche sulla GreenPlanner 2023 continueremo a darne voce. Seguiteci…

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