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Giornata del riciclo, attività in cui siamo, quasi, campioni

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riciclo carta e cartone

Nel calendario delle ricorrenze green il 18 marzo spicca dal 2018 per volere della Global recycling foundation, come la giornata mondiale del riciclo.

E anche quest’anno in Italia non mancano le iniziative promosse dalle aziende che credono nell’indirizzare le proprie attività sulla direttiva dell’economia circolare che detta le leggi del riciclo.

Riciclare è un valore assoluto e, come tiene ad affermare The Ellen MacArthur Foundation, è “il disaccoppiamento dell’attività economica dal consumo di risorse finite. Questo rappresenta un cambiamento sistematico che costruisce la resilienza a lungo termine, genera opportunità commerciali ed economiche e fornisce benefici ambientali e sociali“.

Azioni che vanno fatte tutti i giorni. Prendiamo gli strumenti elettronici, i cosiddetti Raee: la raccolta media pro capite per noi italiani è migliorata: ora si attesta a 6,46 kg per abitante, in crescita del 5,5% (dati estratti dal 14° Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento Raee).

Però va detto che siamo lontani dal target di raccolta pro capite di circa 11 kg indicato dall’Unione europea. E per questo è bene che si lavori molto sulla comunicazione di giornate come quella del 18 marzo: sensibilizzare al riciclo fa bene a noi e all’ambiente. E ci tiene lontani da eventuali sanzioni economiche europee.

In generale, comunque, sul fattore riciclo l’Italia la fa da padrona rispetto al resto dei Paesi europei, grazie alla più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti raccolti.

Il rapporto Symbola afferma che il nostro Paese raggiunge un “tasso di riciclo pari al 79%, mentre la Francia è al 56%, il Regno Unito al 50%, la Germania al 43%“.

Inoltre, è uno dei pochi Paesi europei ad aver migliorato dal 2010 al 2018 le sue prestazioni con il +8%.

La sigla Raee sta per Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Si tratta in pratica di tutti quei prodotti che, per funzionare correttamente, devono essere alimentati dalla corrente elettrica o da campi elettromagnetici (batterie), e che a un certo punto decidiamo di buttare via. Su questi prodotti, inoltre, è marcato il simbolo del bidone su ruote, barrato, che indica la raccolta separata dei Raee. In poche parole sono Raee le lampadine, radio, monitor, telefonini, console di gioco, phon, spazzolini elettrici, frullatori, frigoriferi, condizionatori…

In questo contesto Ecolamp avvisa: quando si decide di buttare un Raee esistono diversi contenitori a disposizione. È sempre bene chiedere agli addetti del centro di raccolta del proprio Comune quale sia il contenitore giusto per quel rifiuto. Le lampadine, ad esempio, non vanno buttate insieme agli apparecchi di illuminazione o agli altri Raee.

Inoltre, ci sono alcune esclusioni da tenere d’occhio: le lampadine a incandescenza non devono essere conferite nella raccolta Raee. E poi anche eventuali apparecchiature di uso militare, apparecchiature destinate ad essere inviate nello spazio, dispositivi medici che possono essere infetti o altre apparecchiature di grandi dimensioni o ad uso prevaletemene professionale.

Anche le pentole vanno riciclate

Lagostina, che ha recentemente lanciato Rigenera Green, una linea di pentole che nascono utilizzando alluminio 100% riciclato, non ha dubbi che anche le pentole si possano riciclarere cuperando preziose materie prime e salvaguardando l’ambiente.

L’alluminio e l’acciaio sono riciclabili al 100% e all’infinito, mantenendo inalterate le loro caratteristiche originali, in ognuna delle sue innumerevoli trasformazioni, da prodotto a prodotto. Basti pensare che il 75% dell’alluminio da sempre prodotto nella storia è tuttora in circolo.

Ma quando è il momento di sostituire una pentola o una padella? L’acciaio e l’alluminio del pentolame in commercio sono materiali quasi eterni. Ma a volte diversi fattori ci possono far capire quando è il momento di sostituire pentole e padelle per la sicurezza della nostra salute e per prestazioni di cottura ottimali.

Eccoli:

  • quando le maniglie saldate o rivettate non sono più fissate saldamente. I manici tendono ad allentarsi, senza garanzia di una presa forte e sicura
  • quando la cottura non è più uniforme
  • quando il fondo ha dei residui di bruciature che non si riescono a pulire
  • quando ci sono graffi evidenti sulla superficie antiaderente, che mettono in evidenza il materiale di supporto
  • quando la pentola o la padella si deformano con il calore

A questo punto, la pentola è bene che venga avviata a raccolta differenziata che nello specifico prevede per le pentole e padelle di acciaio e alluminio, di piccole dimensioni, il conferimento insieme nella raccolta dei metalli casalinga.

Nei centri di raccolta i prodotti verranno smistati e avviati al riciclo vero e proprio. Per migliorare la differenziazione sarebbe opportuno togliere (quando avvitate) le manicature in materiale plastico che a loro volta potrebbero essere smaltite nel migliore dei modi.

Se, invece, ciò di cui dobbiamo disfarci è di grandi dimensioni, solitamente è necessario recarsi nel centro di raccolta del proprio comune. Il consiglio, dunque, è informarsi presso il proprio comune e non gettare le padelle nell’indifferenziato. È un’occasione imperdibile per salvaguardare le risorse ambientali.

Riciclare anche il toner: come e perché

A parlare di riciclo di cartucce toner per la stampa laser e stampanti e copiatrici digitali e l’italiana Sapi che ri-produce i consumabili esausti che altrimenti sarebbero avviati allo smaltimento.

Negli anni il Gruppo è cresciuto arrivando a offrire oggi un vero e proprio modello di economia circolare applicato al settore della stampa digitale.

Dal 2012, Sapi ha fatto in modo che più di 2 milioni di prodotti tra cartucce, drum, stampanti e unità di fusione non diventassero rifiuti destinati all’incenerimento, ma prodotti riciclati e destinati a nuovo utilizzo.

Con buona pace di noi che a volte stampiamo senza pensare all’impatto ambientale.

 

Scarti in mostra

Sai quanto riciclare e recuperare scarti possa essere un’azione bella e creativa? Gli esempi non mancano e a Milano la mostra – Manifatture invisibili, scarti visibili: un dialogo su comunità, design e territorio – ne darà prova.

Si tratta di un’esposizione fotografica sugli scarti di produzione delle più virtuose imprese artigiane di Milano. Il progetto prevede la produzione di una serie di fotografie, realizzate direttamente nei luoghi di lavoro degli artigiani/piccole imprese coinvolti, che rappresentino gli scarti prodotti dalle attività (produttive industriali, artigianali, distributive o manutentive), secondo un’impostazione visiva definita e unica.

La mostra è visitabile proprio venerdì 18 marzo recandosi all’ex Scalo Lambrate in via Gaetano Crespi 27 (bellissimo sito che deve la sua nascita a un’azione di recupero e quindi, in fondo, di riciclo): gli organizzatori – Cna Milano, Associazione Formidabile, Associazione Design for All Italia, Associazione Diss e Collaboriamo – sono disponibili per portare anche in altri spazi la rassegna fotografica.

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