Home Green Jobs BiotechCamp 2022: opportunità per scoprire il mondo delle biotecnologie

BiotechCamp 2022: opportunità per scoprire il mondo delle biotecnologie

pubblicato il:
biotechcamp 2022

Torna per la sua quarta edizione il BiotechCamp, la giornata di orientamento organizzata da Edizioni Green Planner per raccontare ai ragazzi delle scuole superiori il mondo delle biotecnologie, attraverso la voce di ricercatori e imprenditori che operano nel settore.

Quando si è giovani capita spesso di pensare al futuro e domandarsi se indirizzare il proprio percorso di studi verso una determinata disciplina rappresenti una scelta promettente, o se non convenga piuttosto scendere a compromessi con altre inclinazioni in favore di un futuro più certo.

In questi casi, potersi confrontare con i dati del settore e con le esperienze di chi si è già affermato nel proprio campo può essere un aiuto prezioso per svolgere questa matassa e trasformare quel che sembra un salto nel vuoto in un passo deciso verso il giusto cammino.

È questa in fondo la convinzione che muove il BiotechCamp, l’evento annuale che noi di Edizioni Green Planner portiamo nelle scuole superiori per dare risalto a un indirizzo di studi come quello delle biotecnologie, profondamente convinti del fatto che un futuro più sostenibile e in chiave di economia circolare passi anche da lì.

Ormai alla sua quarta edizione, quest’anno il progetto ha trovato la sua realizzazione il 18 marzo in una inedita modalità mista: a relatori collegati via Web da nord a sud del Paese si sono alternati interventi tenuti in presenza di fronte ai ragazzi del liceo scientifico Einstein di Milano, in una maratona dell’orientamento che si è svolta – con le dovute pause – nell’arco della mattinata e del primo pomeriggio.

Per merito di questa inedita duplice modalità, hanno potuto seguire in diretta l’evento anche altre scuole superiori interessate, collegate tramite il canale YouTube della redazione.

Ma non è questa l’unica novità dell’edizione di quest’anno: con il BiotechCamp 2022 abbiamo voluto che gli studenti potessero assumere un ruolo da protagonisti e mettersi in gioco.

Al termine della giornata, infatti, la palla adesso passa a loro, che avranno tempo fino al 22 aprile per formulare sulla carta un prodotto o un processo biotecnologico in risposta a un problema, come può essere il mancato utilizzo di uno scarto anziché la sua trasformazione in materia prima.

I cinque migliori elaborati saranno infine premiati con quel che noi di Green Planner sappiamo fare meglio, dare cioè risalto alle idee innovative e agli sforzi di ciascuno per rendere il sistema in cui viviamo sempre più sostenibile e virtuoso.

I progetti troveranno quindi spazio per una presentazione in diretta Web e potrete ritrovarli qui, perché a loro sarà dedicato un articolo sul nostro sito.

Interventi e presentazioni dei relatori al BiotechCamp 2022

Ideare nuovi processi, nuovi prodotti a partire dagli scarti: secondo me qui risiede il fascino dell’economia circolare – si apre così, con le parole di M.Cristina Ceresa, direttore di Edizioni Green Planner, la giornata dedicata alle biotecnologie e all’importanza dei green job – è quello che si chiede oggi all’industria di tutto il mondo, è necessario fare un salto culturale e affinché questo sia possibile c’è bisogno di una serie di professioni che aiutino a compiere questo salto”.

Ce n’è per tutti, dunque: nel futuro prossimo saranno molte le figure professionali richieste per questo cambio di rotta e molto diverse tra loro. Non c’è dubbio, però, che i biotecnologi siano già e continueranno a essere una parte importante in questo processo.

Loris Savino, giovane laureato in biotecnologie e collaboratore per Greenplanner.it, ha illustrato attraverso i dati del settore quale sia attualmente lo stato di salute delle biotecnologie e della bioeconomia in Italia e in Europa, quali siano le prospettive per un ragazzo che oggi decida di intraprendere un percorso di studi in questo senso e le proiezioni future del valore del comparto.

Maurizio Bettiga, visiting researcher alla Chalmers University e professore aggiunto in biotecnologie e bioinformatica all’Università degli Studi di Milano, nel corso del suo primo intervento della giornata ha ripreso il ruolo e l’importanza della figura del biotecnologo nella società, dando al contempo utili consigli ai giovani studenti interessati a continuare la loro formazione in questa direzione.

Virginia Brancato, post-doc fellow presso il Center for Genomic Science IIT, ha offerto una panoramica sulla frazione più rossa delle biotecnologie, sottolineando le possibilità che questo settore offre nel campo sanitario, anche – ma non solo – attraverso lo sviluppo di vaccini.

Antonino Biundo, post-doc researcher presso l’Università Aldo Moro di Bari, co-founder e Ceo di Rewow, ha condiviso con i ragazzi il percorso che l’ha portato a costruire una startup che riesce a trasformare gli scarti di origine domestica in nuovo valore: Rewow è una realtà che produce polimeri bio-based a partire da scarti organici, principalmente olio esausto.

Federico Merz, giovane Ceo di Creon, ha raccontato come si sviluppa un’idea e quanto anche la creatività giochi in fondo un ruolo importante in un campo come quello delle biotecnologie, dalle infinite applicazioni. La startup Creon, infatti, utilizza batteri come fonte di energia per delle lampade da utilizzare nelle proprie abitazioni.

Costanza Jucker e Sara Savoldelli, ricercatrici del DeFens (dipartimento di scienze per gli alimenti, la nutrizione e l’ambiente) presso l’Università degli Studi di Milano, hanno risposto alla domanda “cosa si può fare con la raccolta differenziata dell’umido?“, rivelando nel corso del loro intervento come perfino gli insetti possano rappresentare una risorsa imperdibile nel processo di valorizzazione degli scarti.

La ricerca si muove anche in questo senso e le due ricercatrici ne sono un esempio perfetto: il loro progetto, Smart Feed, studia proprio come dare alla cosiddetta Forsu una nuova vita sotto forma di mangime per il settore zootecnico.

Ancora Maurizio Bettiga ha poi ripercorso di fronte ai ragazzi delle scuole superiori la propria storia lavorativa, raccontando le scelte e gli insegnamenti che gli si sono succeduti durante la sua carriera, a titolo di esempio prezioso su come indirizzare il proprio percorso lavorativo seguendo via via le proprie inclinazioni e le lezioni che si sono apprese nel tempo.

Nel pomeriggio Isabella Pisano, nella doppia veste di docente nell’ambito dei corsi di biotecnologie presso l’Università Aldo Moro di Bari e di portavoce dell’associazione Biotecnologi Italiani, ha illustrato come le competenze dei biotecnologi siano una conseguenza delle conoscenze derivate dagli studi universitari e ha sottolineato come proprio le capacità apprese durante un percorso votato alla sperimentazione pratica consenta poi di approcciarsi alle applicazioni più svariate, come cucina, benessere dell’individuo e perfino l’arte.

Laura Cipolla, componente della giunta di presidenza dei corsi di studio in biotecnologie presso l’Università di Milano-Bicocca, si è soffermata sulla interdisciplinarietà connaturata nel profilo del biotecnologo e ha mostrato i dati relativi alle biotecnologie nell’università italiana, sia in termini di profili di studio offerti a chi si voglia immatricolare in un corso di laurea in biotecnologie, sia in termini di numeri relativi alla frequentazione dei vari indirizzi di studio e alle probabilità occupazionali in uscita.

I video del BiotechCamp 2022

Rivivete la giornata attraverso i filmati registrati e messi a disposizone sul nostro canale Youtube.

Condividi: