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Dagli allevamenti del futuro meno gas serra e più benessere animale

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allevamenti del futuro
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Conciliare benessere animale, economia circolare e zootecnia sostenibile si può secondo il Consorzio italiano biogas e così facendo si possono raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo.

Viviamo in un periodo di transizione, con la politica che ha posto degli obiettivi a medio e lungo periodo, molti dei quali coinvolgono il mondo agricolo.

Il Consorzio italiano biogas, in collaborazione con imprenditori agricoli e industrie, ha elaborato Farming for future, un piano in 10 azioni per l’agricoltura del futuro.

Presentato alla fine del 2020, ne è stata illustrata la sesta azione in questi giorni, quella dedicata al benessere animale. La zootecnia di domani è ritenuta fondamentale per rispettare gli obiettivi del Green Deal europeo e le relative strategie – Farm to fork (dal produttore al consumatore) e Biodiversità – per il 2030.

Gli allevamenti, specialmente quelli bovini, sono responsabili di elevate emissioni di gas serra, specialmente metano. È nella loro natura, durante la digestione e il passaggio nell’intestino del cibo lo producono, ma ci sono forme di alimentazione che possono contenere questo effetto, senza mettere in pericolo l’animale.

Secondo gli studi fatti per questa sesta azione, un’alimentazione mirata e la selezione genetica possono ridurre entro il 2030 del 5% le attuali emissioni, che nel 2018, in Italia secondo i dati Ispra, equivalevano a circa 14.200 kt di CO2.

Migliorare la qualità e il benessere degli animali – ha detto Guido Bezzi, Area Agronomia del Cib – in sinergia con il ricorso a tecnologie e innovazioni di agricoltura 4.0 e zootecnia 4.0 può contribuire alla lotta al cambiamento climatico diminuendo l’intensità delle emissioni dei sistemi di allevamento, senza necessariamente ridurre le produzioni, ma adottando sistemi di produzione che consentono di produrre di più in modo più efficiente“.

La zootecnia di domani dovrà tenere conto del benessere animale se vuole essere sostenibile economicamente ed eticamente: nel futuro prossimo sarà impossibile sostenere produzioni e allevamenti incapaci di ottimizzare l’utilizzo delle risorse.

Gli obiettivi del Green Deal vogliono proprio questo: essere in grado di coltivare la terra e allevare bestiame in modo sostenibile per il pianeta.

La sesta azione di Farming for future riguarda proprio il futuro degli allevamenti e come possono raggiungere questi obiettivi. Le idee esposte prevedono l’utilizzo dei liquami prodotti dagli animali come carburante per centrali a biogas.

Attraverso una processo di digestione anaerobica si potrà ottenere metano, con il quale produrre energia in grado di rendere l’allevamento autonomo, ma anche rivendere l’eventuale surplus.

Il residuo di questo processo, invece, diventa un prezioso concime, capace di restituire al terreno in modo naturale i nutrienti di cui necessita.

Un esempio di come dovrebbe essere una vera economia circolare, dove gli sprechi sono ridotti ai minimi termini. Già oggi sono disponibili tecnologie e attrezzature per rendere più semplice allevare animali; sfruttando quello che la zootecnia 4.0 consente si possono raggiungere risultati prima impensabili.

Per esempio, è possibile automatizzare la distribuzione di acqua e di cibo, così da farne arrivare sempre il giusto quantitativo in un ambiente più pulito e sano, senza necessità che l’allevatore intervenga direttamente, permettendogli di gestire il tempo per attività più redditizie.

Le nuove stalle, inoltre, saranno concepite per migliorare la qualità della vita del bestiame, dandogli un maggiore spazio dove muoversi, fornendo loro una areazione più naturale, con un livello di pulizia più elevato così da evitare fermentazioni sgradite e anche la proliferazione di agenti potenzialmente patogeni.

Il focus è il benessere animale. Obiettivo farlo vivere in armonia con l’ambiente che lo circonda, spazio dunque a tutte quelle soluzioni che possono rendere gradevole la sua permanenza nella struttura come spazzole massaggianti, doccette di acqua fresca, ventilatori rinfrescanti.

Particolare attenzione sarà posta sulla salute, grazie a sistemi di monitoraggio da remoto diventa possibile intervenire in modo tempestivo, anche anticipando possibili problemi.

Così il ricorso ai farmaci avviene solo quando è necessario e in modo mirato. La nuova Pac ha dedicato grande attenzione proprio al benessere animale e alla sua salute, prevedendo una dotazione di 1,8 miliardi di euro.

Tra i suoi indirizzi c’è proprio la riduzione dell’uso degli antibiotici, azione che va a tutela sia del bestiame sia del consumatore finale. Gli standard richiesti dall’Unione europea sono tra i più elevati al mondo

L’insieme di tutte queste buone pratiche è destinato a rendere l’allevamento sostenibile e più a misura di animale. Nei prossimi anni le aziende zootecniche potranno sfruttare – anche se molte già lo fanno adesso – i reflui della stalla per produrre energia attraverso il biogas e concimare con quello che resta dopo la fermentazione i terreni.

Un processo, unito al miglioramento delle tecniche di allevamento e di coltivazione, che permetterà di diminuire in modo sensibile le emissioni di gas serra e di migliorare la qualità del terreno. Ora non è il momento di fermare la transizione.

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Maurizio Ferrari Maurizio Ferrari: giornalista professionista, curioso e vuole scoprire sempre come funzionano le cose. Amante della buona tavola, cuoco dilettante con diploma di sommelier. Esperto di comunicazione e fotografo per hobby | Linkedin
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