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Il verde migliora salute psichica, sviluppo cognitivo e autostima dei bambini

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green e bambini
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Una scarsa frequentazione di spazi verdi e di ambienti naturali può diventare un fattore di rischio per disturbi dello sviluppo mentale e delle capacità adattative dei bambini.

Una scarsa frequentazione di spazi verdi e ambienti naturali è un possibile fattore di rischio per disturbi dello sviluppo mentale e delle capacità adattative dei bambini” ce lo ricorda Elena Uga, pediatra Acp e referente del gruppo Pump, Pediatri per un mondo possibile, che insieme a Giacomo Toffol qualche tempo fa ha condotto una revisione degli studi a riguardo.

Gli ambienti naturali possono migliorare la salute mentale attraverso la riduzione dello stress, l’aumento dell’attività fisica, la riduzione dell’esposizione a inquinanti che possono alterare lo sviluppo cerebrale, le funzioni immunitarie e lo sviluppo cognitivo” come sostiene uno studio danese che ha analizzato la correlazione fra presenza di aree verdi vicine all’indirizzo di residenza, dalla nascita ai 10 anni di età, e il rischio di sviluppare patologie psichiatriche in adolescenza e in età adulta.

Studio che ha coinvolto un milione di persone circa. “Considerato che oggi oltre il 50% della popolazione mondiale vive in città e che questo numero è in continuo incremento, è facile spiegare l’aumento di sintomatologie allergiche e respiratorie, ma anche problematiche pre e perinatali come il basso peso alla nascita, disturbi mentali e disagio psichico” continua Uga.

La salute mentale nei bambini

Il concetto di salute mentale dei bambini è molto ampio, includendo il loro benessere emotivo, psicologico e sociale e la loro capacità di raggiungere traguardi evolutivi, di apprendere in modo sano le abilità sociali, di sviluppare solide relazioni familiari e tra pari e un senso di identità e di autostima positiva, di imparare la resilienza e di affrontare situazioni stressanti.

Benché la maggioranza degli studi su questi temi si sia concentrata sui fattori individuali di tipo biologico e socioeconomico, recentemente i ricercatori stanno tenendo sempre più in considerazione anche l’importanza delle influenze esterne, come le caratteristiche delle abitazioni, scuole e ambienti del quartiere di residenza.

Così, una scarsa frequentazione di spazi verdi e ambienti naturali è stata ipotizzata come fattore di rischio per disturbi dello sviluppo mentale e delle capacità adattative dei bambini che possono dare esito a patologie psichiatriche quali la depressione, la schizofrenia, i deficit di sviluppo cognitivo e a una riduzione dell’attività neuronale associata a disordini psichiatrici.

Diversi studi ormai hanno associato la frequentazione di aree verdi a un miglioramento del benessere mentale, della salute generale e anche dello sviluppo cognitivo dei bambini.

Ulteriori studi pubblicati nel 2018 hanno rafforzato queste osservazioni. Una revisione sistematica si è posta l’obiettivo di valutare come i diversi ambienti naturali possano influenzare la salute mentale globale dei bambini e degli adolescenti.

Gli outcome di salute dei 35 articoli analizzati erano molto vari e sono stati divisi dai revisori in 8 gruppi: benessere emozionale, Adhd, salute mentale generale, stress, autostima, resilienza, depressione, qualità di vita correlata alla salute.

Gli studi presentavano una estrema eterogeneità di situazioni ambientali. Nonostante l’eterogeneità, un esame più attento dei metodi di studio ha permesso agli autori di raggruppare tutte le situazioni descritte in tre grandi categorie che essi hanno definito come accessibilità, esposizione e impegno (dove per accessibilità si intende la disponibilità di natura, indipendentemente dal fatto che poi venga usufruita o meno.

Con esposizione si intende il contatto reale con la natura e con impegno si intende un coinvolgimento in attività svolte nella natura, con modalità quindi più sostenute rispetto alle precedenti due).

Complessivamente circa la metà degli articoli analizzati ha evidenziato relazioni positive statisticamente significative tra gli ambienti naturali e gli esiti di salute mentale, mentre negli altri non erano presenti evidenze significativamente positive“.

Analizzando i soli studi che misuravano l’esposizione agli ambienti naturali, ovvero la loro reale frequentazione da parte di bambini e adolescenti, questa percentuale aumenta notevolmente.

Dimostrano effetti positivi sulla salute mentale 16 studi su 25. Pur con la difficoltà di misurare in maniera efficace l’esposizione all’ambiente naturale, questa revisione ha evidenziato come l’interazione con l’ambiente naturale abbia genericamente un impatto positivo sulla salute mentale.

Secondo lo studio danese già citato, vivere nelle zone con meno verde rispetto a vivere nelle zone con più verde comporta un aumento del rischio di sviluppo di patologia psichiatrica dal 15 al 55%, fatta eccezione per i deficit intellettivi e la schizofrenia.

Si è trovata inoltre una correlazione dose-risposta evidente in tutti i livelli di urbanizzazione considerati.

Questo ci fa riflettere su come una maggior attenzione alla predisposizione di spazi verdi nelle aree urbanizzate possa contrastare alcuni degli effetti sulla salute mentale attribuibili, almeno in parte, a stress e ritmi di vita.

Pur tenendo in considerazione alcune limitazioni dello studio e in particolare il fatto che non era possibile stimare la quantità di frequentazione reale delle aree verdi, l’elevata numerosità del campione e l’inconfutabile del risultato devono far riflettere sui possibili risvolti che alcune scelte urbanistiche potrebbero avere sulla salute pubblica“.

A nostra conoscenza sono pochi gli studi che hanno valutato l’effettivo utilizzo degli spazi verdi da parte dei bambini e degli adolescenti e questi pochi sono stati effettuati in contesti che potrebbero differire da quello italiano.

I dati noti tuttavia evidenziano come la frequentazione da parte degli adolescenti non sia massiva e soprattutto sia limitata a poche occasioni settimanali.

Ciò farebbe supporre che anche solo la presenza degli spazi verdi, indipendentemente dalla loro frequentazione costante, sia in grado di migliorare gli esiti di salute mentale, probabilmente anche per il loro effetto sull’inquinamento atmosferico e acustico degli ambienti di vita dei bambini e degli adolescenti“.

Se a questi benefici legati alla presenza e alla frequentazione di spazi verdi aggiungiamo i benefici legati alla salute fisica (in particolare respiratoria) allo sviluppo motorio e al sistema immunitario possiamo comprendere la sempre maggior attenzione divulgativa sull’argomento conseguente alla grande necessità di spingere bambini e genitori verso il verde e gli spazi aperti.

Un esempio? Oneplanetschool del Wwf, che in modo attento e coinvolgente, educa grandi e piccini all’amore e al rispetto di sé stessi, attraverso l’amore e il rispetto per la natura.

articolo a cura dell’Associazione Culturale Pediatri (Acp)

Crediti immagine: Depositphotos

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