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Comunità vive e attive verso la Sostenibilità: sono le Green community

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strategia green community
Immagine da Depositphotos

Un’importante occasione sia di riqualificazione del territorio montano, sia di svoiluppo di attività per la decarbonizzazione e per la sostenibilità: le Green community, grazie ai fondi del Pnrr, sono una grande opportunità.

Primi, importanti, esiti della strategia Green community, ideata da Uncem, l’associazione dei comuni montani, nel 2011 per riqualificare e ridare valore alle aree ontane del nostro Paese: le prime tre aree che avvieranno la strategia – attraverso i fondi del Pnrr – sono state presentate.

Si tratta di La Montagna del latte, nell’Unione montana dell’Appennino Reggiano (Emilia Romagna), di Terre del Monviso (Unioni montane delle valli Po e Varaita, Piemonte) e del Parco Regionale Sirente Velino (Abruzzo).

Dopo queste prime tre aree, verrà aperto un bando del Ministero degli Affari regionali per individuare altre 27 Green community, che potranno contare su 135 milioni di euro messi a disposizione dal fondo per la ripresa e la resilienza.

Cosa sono le Green community

In queste aree si vuole lavorare per elaborare piani di gestione integrata e certificata del patrimonio forestale, sviluppando progetti per lo scambio dei crediti di cattura dell’anidride carbonica, proteggendo la biodiversità e creando una filiera del legno certificata.

La strategia delle Green community prevede l’apertura di percorsi di comunità vive nelle quali la montagna gioca una partita fondamentale della sua storia, stringendo un nuovo patto con le aree urbane e metropolitane che vedono al centro le politiche per l’ambiente, l’uso sostenibile delle risorse naturali, il pagamento dei servizi ecosistemici, nuove agricoltura, startup, turismo.

Nella visione di Uncem che le ha ideate, le Green community sono anche uno strumento di rinascita – ambientale, economica e sociale – per i territori colpiti da incendi, da grandi calamità naturali, da fenomeni diffusi di dissesto idrogeologico.

Con vari obiettivi, tra i quali fornire risposte alla crisi climatica, alla crisi economica e anche alla crisi pandemica, ma anche plasmare i territori per contrastarne lo spopolamento, l’abbandono e la desertificazione.

I vantaggi economici e ambientali delle Green community

La strategia nazionale delle Green communitya iuta i territori a determinare il loro valore, permettendo loro di arrivare a sviluppare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono.

In particolare, il piano di sviluppo sostenibile – non solo dal punto di vista energetico, ambientale ed economico – prevede:

  • la gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno
  • la gestione integrata e certificata delle risorse idriche
  • la produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano
  • lo sviluppo di un turismo sostenibile, capace di valorizzare le produzioni locali
  • la costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna
  • l’efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti
  • lo sviluppo sostenibile delle attività produttive (zero waste production)
  • l’integrazione dei servizi di mobilità
  • lo sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile che sia anche energeticamente indipendente attraverso la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili nei settori elettrico, termico e dei trasporti

Ma non solo: queste aree di sperimentazione e sviluppo sostenibile, devono diventare anche intelligenti, interconnessi, connessi.

Servono infrastrutture – fibra ed Fwa – che diano strumenti di azione veri ed eliminino il digital divide che attanaglia le aree montane.

Ancora oggi molte aree montane e interne dell’Italia soffrono per la mancanza di connessioni (tv che non si vede, internet lento, telefonia mobile che non prende).

Marco Bussone, presidente Uncem, spiega che “quando con Enrico Borghi, past president Uncem, inventammo la strategia, aprimmo percorsi virtuosi in molte regioni del sud italia, con investimenti su efficientamento di edifici e produzione di energia rinnovabile che hanno poi portato a politiche strutturate.

Nel 2015 la Strategia delle Green community è andata in legge a braccetto con oil free zone e con il pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali, anticipando contenuti della legge 158/2017 sui piccoli Comuni.

Di fatto la strategia delle Green community potenzia e rilancia la strategia delle Aree interne, aggiungendo a riorganizzazione dei servizi e sviluppo locale, il pilastro della sostenibilità e dell’uso delle risorse naturali.

Con il Pnrr si dà ulteriore sostanza al percorso che dovrà continuare non solo nelle 30 aree, ma in tutte le zone montane italiane, passando per Comunità montane e Unioni montane, spingendo tutti gli Enti sovracomunali ad avere una strategia di comunità verde proiettata al 2050“.

Crediti immagine: Depositphotos

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