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Sole, terra, acqua e mare: da Rotterdam esempi di resilienza ecologica sfruttando al meglio la natura

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Una città in piena trasformazione: è l’olandese Rotterdam, città accogliente che si appresta a rendersi resiliente rispetto alla crisi climatica. I progettisti del verde sono in prima linea. Ma anche startup che si occupano di economia circolare

La città di Rotterdam si affida alle forze della natura per combattere la crisi climatica. Ovviamente ci aggiunge quel tocco di sapere tecnologico necessario, non tanto per manipolare gli eventi, bensì per tutelare i propri abitanti come spiega il vicesindaco Vincent Karremans elencando i sette progetti finanziati con 233 milioni di euro su cui l’amministrazione con una schiera di aziende specializzate sta lavorando.

Ne avrà per i prossimi 10 anni. In fondo gli olandesi hanno sempre fatto così: dighe, mulini a vento, canali navigabili, piattaforme galleggianti. Da qui non si torna indietro.

Piuttosto, si aggiunge la sintonia con i dettami naturali e si applicano le Natural based solution, oltre che le tecniche di recupero come l’economia circolare e le biotecnologie insegnano.

Recupero di acqua in primis proprie delle teorie delle città spugna. Ma anche recupero di spazi: prova ne è il Blue City, un hub in fieri che accoglie interessanti startup.

Blue City è una struttura che sorge sulle ceneri di un parco acquatico coperto costruito sulla sponda del fiume Rotte. Forse funzionava nel secolo scorso. Ora c’è bisogno di dargli una nuova faccia.

Rotterdam: esperimenti in atto

Così, se i canali di Rotterdam restituiscono dopo il necessario dragaggio melma in abbondanza, c’è chi si inventa di farne mattoni lavorati con tecniche antiche.

È il caso della startup WaterWeg pronta a fornire materiale da costruzione a basso impatto ambientale. E di progetti di riqualificazione/costruzione Rotterdam abbonda: i 600mila abitanti trovano a stento appartamenti.

La domanda è alta. E anche i costi a metro quadrato: in linea con le megalopoli moderne. Ma non sono in pochi a portare avanti in questa città lo spirito socialista tipico degli olandesi, tant’è che alloggi a prezzi calmierati sono in costruzione.

È questa la strategia di Sawa, il palazzo scala dello studio di architettura Mei che sta per essere costruito – dopo alcuni stop&go – attorno a una concezione di architettura in legno densa di verde.

Appartamenti di alto lignaggio, coesisteranno con quelli a convezione popolare. Una scala terrazzata di verde è l’immagine non convenzionale di questo ascensore sociale.

Architettura in legno e tetti verdi (collegare poi articolo) sono due trend su cui Rotterdam si sta spendendo molto. Tanto che potremmo battezzarla la città dei tetti verdi.

blue city

Piattaforme galleggianti: qui si lavora da sempre sull’acqua

Da sempre l’acqua è stato elemento di business per Rotterdam (era uno dei porti più grandi del mondo), ma ora la città ha tenuto a battesimo il primo ufficio galleggiante.

Come un antico vascello è interamente costruito in legno. Per il resto è tutta una concezione moderna come ci spiega Albert Takashi Richters, architetto dello studio Powerhouse: tetto con falda fotovoltaica da una parte e manto verde dall’altro; prefabbricazione spinta tanto che l’ufficio galleggiante (è anche un ristorante, però) può essere facilmente smontato e riassemblato.

Un esperimento sotto gli occhi di tutti: qui ha sede anche il Global Center on Adaptation che ha tra i suoi membri anche il segretario generale Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Dall’ufficio galleggiante ai parchi sull’acqua il passo è scontato. A breve chiatte verdi permetteranno ai cittadini di camminare sull’acqua.

ufficio galleggiante

Batte il sole su Rotterdam

È anche una Rotterdam sempre più solare quella che si appresta a diventare resiliente ai cambiamenti climatici. Solare a cominciare dall’iniziativa che invaderà la città subito dopo l’estate con la Solar Biennale ideata dai designer Marjan van Aubel e Pauline van Dongen.

Quasi a voler staccarsi dal vento e dall’acqua, elementi che invadono la città costantemente, la biennale dedicata a questa energia rinnovabile vuole portare lo stato dell’arte sulle tecnologie solari che sono pervasive nella vita di tutti i giorni: non si tratta, infatti, solo di pannelli fotovoltaici, ma anche di arte e design.

Sei settimane di full immersion tra settembre e ottobre per raccogliere il meglio che questa tecnologia – matura da un certo punto di vista, ma ancora in fase di ottimizzazione per altri – è in grado di fare renderci più Sostenibili.

C’è da scommettere che la città sarà invasa da professionisti in materia, che non sono solo tecnici, ma anche designer, amministratori pubblici, studenti e progettisti.

Suggeriamo un hotel che potrebbe fare al caso loro: The Slaak. Qui una volta erano attive le redazioni di due storici giornali. Ora l’hotel è simbolo di un riqualificazione elegante, ma anche molto efficiente.

Altri spazi stanno cambiando faccia a Rotterdam…

Dalla vecchia città portuale alla nuova metropoli di servizi: Rotterdam scoppia di richieste di nuovi residenti e sono necessari spazi e appartamenti nuovi.

Così, aree industriali, vecchie linee ferroviarie, quartieri una volta degradati stanno per essere trasformati. Dirk van Peijpe è uno dei fondatori dello studio DeUrbnisten.

Ci accoglie in quello che era un grande deposito di logistica e ora uno studio di architettura multifunzionale che sta seguendo diversi progetti interessanti come Keilehaven Tidal Park, a breve un giardino spugna (parte integrante della teoria della città spugna) e l’Hofbogenpark, parco pensile questo che dovrebbe essere il più lungo e stretto dei Paesi Bassi.

Ma quello che ci inspira di più di DeUrbnisten è la metodologia: la natura convive nelle tecnologie adottate e le rende ancora più resilienti. Bello lavorare in questo studio?

Dall’esperienza di un giovane expat milanese sembra di sì. E come il sito di DeUrbnisten pubblica: qui si assume.

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